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cicli_napoliTerzo, quinto, secondo, terzo, quinto, secondo, sono i piazzamenti del Napoli nelle ultime 6 stagioni. Terzo, quinto, secondo dalla stagione 2010-11, terzo, quinto, secondo dalla stagione 2013-14 fino a oggi. Non dimenticando, però, due eccellenti partecipazioni alla Champions League, una semifinale di Europa League, semifinale europea dopo 26 anni, 2 Coppe Italia e una Supercoppa. Insomma, chi non vede del positivo in questo Napoli è in malafede, e non conosce la propria storia.

Ma è interessante la simmetria casuale (ma poi non troppo) dei due cicli, nei quali il Napoli raggiunge il terzo posto durante il primo anno, poi il quinto (con la vittoria di una coppetta e una partecipazione importante nelle coppe europee) e infine il secondo posto. E’ interessante notare come questi due cicli si contraddistinguano non tanto per l’uomo in panchina, ma per 2 condottieri in campo: Cavani e Higuain! Cavani ha vissuto all’ombra del Vesuvio dal 2010 al 2013, arrivato grazie alla discussa cessione di Quagliarella, porta gli azzurri a conquistare terzo, quinto e secondo posto, uno storico ottavo di finale di Champions League e una Coppa Italia. Higuain è stato a Napoli dal 2013 al 2016, guidando gli azzurri alla conquista ancora di un terzo, un quinto e un secondo posto, ma soprattutto del secondo e del terzo trofeo della gestione de Laurentiis, sfiorando la finale di Europa League. In entrambi i casi, dopo 3 anni di contratto, dopo aver ammortato il 90% del costo del cartellino, arriva la cessione, la plusvalenza che dà respiro economico alla società, l’unica possibilità concreta per il grande mercato. In tutti i casi l’addio dell’attaccante ha indisposto i tifosi, ha messo in subbuglio la piazza, ma il Napoli ha saputo sempre proseguire lungo la sua strada, migliorando sempre, anno dopo anno. Vedremo se sarà questo il caso anche ora, dopo l’addio di mister 36!

E infatti dopo le 2 più grandi plusvalenze dell’era De Laurentiis, tra gli affari più costosi della storia della Serie A e del calcio mondiale, il patron azzurro ha potuto rinnovare la squadra, ha potuto rivoluzionarla.

E’ grazie ai 60 milioni guadagnati dalla cessione di Cavani, che il Napoli poté accogliere, sotto la guida di Benitez, giocatori che non avremmo mai pensato di vedere in casacca azzurra, tra i quali giocatori provenienti addirittura dalle fila dei blancos di Madrid: Higuain, Albiol, Callejon, Reina, Rafael, Mertens, Zapata. Giocatori che hanno aumentato il tasso tecnico della squadra, molti dei quali fanno ancora parte della squadra sotto la guida di Sarri. Un mercato con connotazione europea, grazie all’appeal di Rafa Benitez, con l’assunzione di giocatori che hanno calcato il calcio che conta, giocatori esperti e non, per un nuovo calcio, quello di Benitez e quello di Sarri, un terzo, un quinto e un secondo posto, una semifinale di Europa League, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana.

La storia si è ripetuta con Higuain, questa volta la cifra della cessione è stata di 90 milioni, cifra da primato italiano, prima che Pogba fosse ceduto al Manchester United. Nonostante la perdita di qualità nei titolarissimi, perché perdere un asso come il Pipita Higuain significa abbassare inevitabilmente il tasso tecnico, il Napoli ha schiaffato in faccia ai detrattori la sua idea di progetto. Per la seconda volta il Napoli fa un mercato massiccio, grazie alla plusvalenza record, acquistando prima 2 veterani (Tonelli e Giaccherini), ma poi scegliendo la via dei prati verdi,  acquistando giocatori giovani e probabilmente già utili. Finalmente il Napoli ha una seconda squadra che, seppur non dello stesso livello della prima, non la farebbe rimpiangere più di tanto. A centrocampo vanta un roster di giovani tra i migliori in Europa, Zielinski, Diawara e Rog sono quello che di meglio il Napoli avrebbe potuto pescare nel mercato. Ci ha provato e lo ha fatto! Ma lì davanti c’è un altro giovane interessante, è il polacco Milik, che qualcuno vorrebbe appesantire con l’onere di essere il successore di Higuain. In due partite ufficiali ha già messo in chiaro le cose.

Dopo un’estate turbolenta arrivano giocatori che si vanno ad aggiungere ad una rosa già forte, con un gioco rodato. Sono giovani e forti, e possibili plusvalenze future, plusvalenze vitali e rigenerative per una società come il Napoli. E in quel caso il ciclo potrà ripartire. Se esistesse un disegno divino, un altro ciclo di tre anni si è aperto, e il disegno sarebbe preciso, il Napoli dovrebbe terminare  questa stagione al terzo posto! Come la prendereste?

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

il blog: lamiasulnapoli.wordpress.com

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