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Soccer: Serie A; Napoli-AtalantaIl mito romanista. La Roma supera il Napoli nel match preserale. In rimonta i giallorossi superano il Genoa, che a dispetto dei dubbi conseguenti le dichiarazioni di Gasperini, se la gioca e rischia il colpaccio. Ma la Roma è superiore, e quando non riesce a metterla dentro con il gioco corale, Spalletti lancia sul manto erboso il più grande calciatore italiano in circolazione, da 20 anni, mai domo, sempre lì alla soglia dei 40 anni, con pochi minuti nelle gambe ma ancora gol, e la forza per dominare e guidare la sua amata squadra. Calciatori come il Pupone sono merce rara, e quando appenderà le scarpe al chiodo il calcio italiano sarà più triste. Qualcuno pensa a Totti con la casacca della nazionale. Una convocazione in nazionale, che a questo punto sarebbe un premio di fine carriera per Francesco Totti, un momento magico, una favola, un ruolo da Jolly, che ci lascerebbe col sorriso sulle labbra, però, sancirebbe il fallimento del nostro calcio, che dovrebbe affidarsi ad un quasi quarantenne.

La partita. Il Napoli gioca una partita a tratti, ricorda in alcuni frangenti il miglior Napoli, ma l’Atalanta, soprattutto nel primo tempo tiene botta. E il Napoli va subito in vantaggio, dopo appena dieci minuti, diagonale di Hamsik, verso il lato destro, il solito lato debole, si inseriscono Higuain e Callejon, ma la palla è del Pipita, è gol. La partita si mette sui giusti binari. Male Insigne nel primo tempo, servito solo in mezzo ai difensori avversari, forse per colpa del terreno bagnato, butta alle ortiche un’ottima possibilità e fa anche peggio quando solo in area tenta una rovesciata, palla fuori di molto. Vantaggio meritato, l’Atalanta non vede mai la porta di Reina, ma il Napoli è su un filo sospeso sul baratro, un incidente, un errore, l’imponderabile potrebbe costare caro, un pareggio non sarebbe per nulla utile. I primi 15 minuti del secondo tempo sono un assalto all’arma bianca. Insigne in crescita, il Napoli fa il suo gioco, è più veloce, quanti inserimenti in area. Occasioni per Insigne e Hamsik, traversa di Allan. Sarri capisce che si deve accelerare, è il turno di Mertens per Insigne. E il belga ci mette il pepe giusto, ci prova Mertens in due occasioni e anche Callejon, senza successo. Ma il gol è vicino. Higuain riceve da Mertens, allunga per Callejon, che di prima gli serve una palla in mezzo all’area, giusto sulla testa, è gol, ennesima doppietta di Higuain. Sarri manda in campo El Kaddouri per Callejon, e Gabbiadini per Higuain, il Napoli si distrae, si rilassa, e arriva il gol Bergamasco, autorete di Albiol, non è possibile e la tensione sale! In molti hanno pensato ad una storia vista e rivista, che si è ripetuta infinite volte, e anche chi vi scrive non ha potuto che guardare la partita con il cuore a mille. Ma tutto bene quello che finisce bene. Nel finale gli azzurri possono arrivare al terzo gol, ma gestiscono bene il finale, la prima finale è finita.

La realtà del San Paolo. In un San Paolo semivuoto, in occasione di una partita importante, il Napoli c’è, ma i tifosi latitano, queste sono realtà, Higuain va ancora a segno, questa è una realtà, quando vuole e può, il Napoli esprime un gioco spumeggiante e strepitoso, ed è una realtà, ma il Napoli non è perfetto, e spesso dimostra delle carenze caratteriali, la difficoltà nel gestire le partite, una fragilità mentale e tecnica nei finali che è spesso costata cara, vedi i finali di Torino e di Roma, e anche questa è una realtà, è una realtà questo Napoli, nel bene e nel male, una realtà che ha bisogno soltanto dei 6 punti che mancano, perché il Napoli deve terminare secondo, perché lo merita, nel bene e nel male, questi 6 punti possono trasformare il sogno del secondo posto in realtà.

Il sogno inglese. Il sogno, che meraviglia, per un sogno a portata di mano, un sogno ancora più bello si realizza a qualche migliaio di chilometri, in terra di Albione, in quella Premier League del Manchester United, del City, del Chelsea. Il Leicester si laurea campione d’Inghilterra, è un’eccezione alla legge del fatturato, un sogno nella realtà del dio denaro, una singolarità nello spazio-tempo, un unicum, che forse non si ripeterà facilmente, e probabilmente la prossima stagione i blu del Leicester torneranno ad essere quelli che erano prima di questa avventura. Ma ora è il momento di festeggiare, e anche se abbiamo perso un sogno simile, non possiamo che essere felici per i tifosi inglesi. Go Leicester, go Napoli!

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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