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Soccer: Serie A; Udinese-NapoliE’ finita. E’ finito il sogno dello scudetto. Oggi come non mai, a 7 partite dalla fine, con una Juventus che non interrompe la sua marcia nemmeno se c’è uno sciopero dei mezzi, dopo una sconfitta cocente, il Napoli, l’unica concorrente per lo scudetto, si defila. La partita sembra segnata dall’inizio, le prime insicurezze iniziano a montare quando si scopre che Reina potrebbe non giocare, giocherà Gabriel, esordio in campionato per lui.

La partita dell’Udinese è preparata benissimo, Thereau messo in fase passiva a disturbare Jorginho, Koulibaly è impegnato da Zapata, Ghoulam soffre sulla fascia Widmer, i centrocampisti dell’Udinese bravi ad inserirsi. E proprio su un inserimento, Koulibaly stende Badu. Va sul dischetto Bruno Fernandes, Gabriel indovina il lato, ma la palla gli passa sotto il corpo. Ma il Napoli si desta col suo campione, dopo una palla alta di Bruno Fernandes. E’ Higuain che da fuori aria scaglia un tiro di esterno tra le maglie della difesa avversaria. Pareggio e il Napoli ritrova la speranza. Ma il Napoli non c’è in fase difensiva, e Ghoulam stende Widmer che si era inserito in area. Ancora Bruno Fernandes sul dischetto, ancora Gabriel indovina il lato, questa volta fa il miracolo, la para, e blocca la ribattuta di Felipe. Minuti concitati. Sarri viene espulso per polemiche. Il Napoli sembra spronato da questa parata, ha in mano la partita, l’Udinese subisce il gioco azzurro, il Napoli tenta con degli inserimenti in area avversaria, ma nulla di fatto. Il finale di tempo riporta alla mente gli incubi della passata stagione, quella incertezza tra i pali che con lo spagnolo Reina avevamo dimenticato, nonostante qualcuno lo abbia criticato per alcuni errori tra i pali. Gabriel sbaglia lo stop, e regala palla a Zapata, che crossa il pallone in mezzo. Bruno Fernandes sfoggia una rovesciata da fuori area, segna a porta sguarnita, è l’incubo azzurro della giornata.

Che delusione, ma la speranza del popolo azzurro è che ci possa essere ancora tempo, mancano ancora 45 minuti. Ma non basteranno. Arriverà presto il terzo gol dell’Udinese. Cross dalla destra di Widmer, Albiol regala troppo spazio a Thereau, che solo dinanzi al portiere, non può che segnare. E’ finita qui. Sì, è finita qui. Gli ingressi di Mertens, che non riesce mai in un dribbling, Gabbiadini ed El Kaddouri non danno i frutti sperati. E la partita finisce ancora peggio. Arriva il doppio giallo per Higuain, che scalcia un avversario, e l’argentino sembra un indemoniato, si scaglia contro tutti, contro l’arbitro, anche contro i propri compagni, che tentano di placarlo. Higuain il Pipita, il campione, dimostra di essere un campione ancora oggi con un gran gol, ma vede sbriciolarsi il sogno, non ci crede, rifiuta il risultato, rifiuta la decisione dell’arbitro e reagisce come peggio non poteva. Esce dal campo, e si porta con se il sogno, stendendo su tutti noi una patina di tristezza e di delusione. Questa reazione del Pipita gli potrebbe costare qualche giornata di squalifica, Gabbiadini dovrà sostituirlo a dovere.

La parola fine sul primato di questo campionato è stata una storia lenta, che si è trascinata per due mesi, come un moribondo in cerca di assistenze. Avrei voluto la smentita dai fatti, ma oggi, a quasi 2 mesi dalla partita persa allo Juventus Stadium, si rivela ancora più decisiva la mia opinione su quella partita. La Juventus non si ferma, e una vittoria in quella partita avrebbe portato il Napoli a 5 punti di vantaggio, cambiando totalmente le dinamiche psicologiche di tutti i contendenti. La fine inizia allo Juventus Stadium, passa per Juventus – Empoli e termina oggi ad Udine. Il primo capitolo si svolse quel 13 di febbraio, regalando al Napoli una giornata senza amore. Ieri, dopo l’ennesima vittoria, la Vecchia Signora ha dato la sensazione che per l’unica contendente sarebbe stata dura. Già ieri, vincendo con l’Empoli aveva ribadito la parola fine. E oggi altri giocatori, ancora in bianconero, decidono di sancire la fine definitiva di questa speranza, di questo sogno, di questa meta insperata solo ad inizio campionato. E’ bianconero l’incubo di questo Napoli, da quel 13 febbraio, fino ad oggi, sponda Udinese, la Juventus si avvia a vincere questo scudetto meritatamente. Ed ora al Napoli tocca guardarsi le spalle, la Roma è prossima e insidia gli azzurri. Ora bisogna ricompattarsi, liberarsi del nervosismo di questa partita, avere le motivazioni giuste per raggiungere una qualificazione Champions diretta che è un traguardo importantissimo per il Napoli, squadra non costruita per lo scudetto, come invece i numeri dicono per la Juventus. Tocca alla società e allo spogliatoio superare nella testa questa sconfitta, che potrebbe avere delle ripercussioni negative nelle prossime prestazioni. Bisogna ripartire dalle sicurezze, dal gioco che è mancato una volta tanto, dalla qualità dei campioni, anche senza Higuain. Partiamo dal San Paolo. Noi siamo sempre con voi.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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