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La mia strana partita. Ci sono delle partite che vivi in maniera diversa dalle altre, per un motivo o per l’altro. Ci sono partite che non puoi vedere in diretta perché malauguratamente hai prenotato un biglietto per tornare a casa e l’aereo vola proprio durante la partita. Ci sono partite che decidi, nonostante tu sia in viaggio, di vederle in differita. Ci sono partite la cui attesa è vissuta isolandoti dal mondo, con le cuffie nelle orecchie, evitando il confronto con le persone che ti circondano al gate in aeroporto, oppure affianco a te in aereo, per evitare di ascoltare una parola sulla partita, uno sguardo che ti possa far carpire il risultato finale. Ci sono partite per le quali il tuo piano funziona, riesci a non controllare Facebook e Twitter, vedi Ex Machina in aereo, atterri a Napoli, sguardo basso, musica ad alto volume, “Gift with a golden gun” dei Toto nelle orecchie, comunichi a parenti e amici del tuo piano e che nulla deve trasparire dalle loro parole: “Tutti in silenzio, devo arrivare a casa per vedere la partita”. Arrivi a casa, mangi, sei contento che tutto sia andato come doveva, sei stanco, curioso di sapere, lasagna e migliaccio, trovi il modo di vederla, sono le 23, tutto il mondo sa e tu no, ignaro inizi a scorrere le immagini, in attesa del gol, con qualche sensazione positiva e altre negative.

Dries Mertens, Denis SuarezLa partita è iniziata. Si affrontano due squadre che giocano al calcio, che fanno della difesa alta, la pressione sul portatore e il gioco veloce le loro prerogative. Il Napoli va in campo affidandosi ad un moderato turnover, basteranno gli uomini in campo per avere la meglio e per abbattere il sottomarino giallo? Si dimostra da subito un’ardua impresa. I gialli spagnoli sfruttano e bene le forti ali offensive, Suarez e Santos. Nel primo tempo gli spagnoli cercano il lancio lungo per Soldado, che duella con Chiriches. La partita sarà in equilibrio per lunga parte, azioni da un lato e dall’altro, i gialli pressano bene nella metà campo del Napoli, ma nonostante tutto il Napoli riesce ad uscire bene dalla pressione. Sono troppi gli errori in ripartenza degli azzurri, e nel primo tempo si vanificano delle ripartenze importanti, consegnando l’ultimo pallone all’oblio, ma che fai Marek? Gabbiadini è mal servito, sarà quasi inattivo. Dopo un errore nel rilancio Reina deve superarsi chiudendo la saracinesca su un tiro a porta quasi sguarnita. Quando gli azzurri iniziano a velocizzare il gioco e a giocare di prima mostrano il loro miglior calcio, e Valdifiori non sfigura rispetto al miglior Jorginho, ma il Villarreal non scherza. Villarreal bravo a chiudere velocemente sui nostri che non hanno quasi mai spazi per far male, i gialli recuperano palla e sono pericolosi. Ma quando si creano spazi, arriva l’occasione per Callejon, è durante il secondo tempo, la palla è fuori, il Napoli inizia a guidare la partita, ma è impreciso. Sembra più incisivo, Valdifiosi lancia un pallone che taglia l’area, è preciso, Callejon si inserisce, tiro e palla fuori, il Napoli tenta la stessa trama di gioco, palla che viene passata verso la sinistra, si tenta da quel lato, altrimenti dal lato debole. Ma gli spagnoli si fanno vedere nella nostra area e sono ancora pericolosi. Sarri prova a dare una smossa alla partita, entra Higuain per Gabbiadini. Aumentano gli spazi, che palla in profondità di David Lopez per Mertens che la stoppa col petto in corsa, ma ha fretta di tirare di sinistro, palla fuori. E’ il turno di Insigne per Callejon, Mertens passa a destra. Il Napoli continua a perdere palla, pericolo. La partita è in equilibrio, azioni da un lato e dall’altro, e come a Torino le qualità dei singoli risolvono la partita. Punizione dal limite di Suarez, Reina salta, ma è gol. Nel finale entra Allan per David Lopez, ma è inutile.

La strana partita del Napoli. Una partita difficile che il Napoli riesce a tenere a galla, contro un avversario con un bel gioco ed esterni molto capaci di mettere in difficoltà i nostri difensori. Nonostante il discreto turnover, i sostituti non sfigurano. Ma alla fine decide una punizione dal limite. Peccato per un possibile fallo di mano in area avversaria, non sanzionato dall’arbitro. Sostanziale equilibrio nelle statistiche della partita, 59% di possesso palla per il Napoli, 12 tiri per gli azzurri contro i 10 avversari, 2 nello specchio della porta contro i 3 del Villarreal. Soltanto il 31% di successo negli scontri aerei, il Napoli si concentra sul lato sinistro, con un 51% di attacchi da quel lato (fonte WhoScored).  Non male la prova corale degli azzurri in fase difensiva e di costruzione, meno in termini di freddezza. Nei singoli meglio gli avversari. Una strana partita, nonostante non si possa criticare il Napoli, perché gli avversari sono di primo ordine, e quindi i tuoi demeriti iniziano dove iniziano i meriti altrui. Non sembra essere più quella squadra esplosiva di qualche tempo fa, merito di Juventus e Villarreal, due squadre organizzate in fase difensiva, il Napoli non è riuscito a sfruttare le poche occasioni che la partita gli ha offerto, con i titolari o con i sostituti è mancato il guizzo giusto, il gol di Zaza o la punizione dal limite.

Facciamo ripartire la macchina da gol. La qualificazione non è pregiudicata, ma non sarà una passeggiata al San Paolo. Il gruppo è forte e unito, in campionato il Napoli è aggrappato alla Juventus e con il Milan arriva l’opportunità di dimostrare che il Napoli non si è smarrito. Gli azzurri lo sanno, ma è la partita per dimostrarlo. Come con la Juventus, anche in Spagna il Napoli fa una buona partita contro avversari ostici, ma si smarrisce in alcuni frangenti di gioco perdendo le sue sicurezze, sbagliando troppo in fase di palleggio e in fase di rifinitura. Lunedì al San Paolo sarà il momento di ritornare a vincere dopo uno stop di due partite, e far ripartire la macchina da gol.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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