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2000px-Scudetto.svgUn campionato avvincente. La sorpresa Napoli, dopo un anno da cardiopalma, dopo le scommesse di mister, direttore tecnico e giocatori. La Juventus inizia da signora decrepita, ma riprende il suo passo macinando vittorie, dimostrando che fatturato, storia e qualità non si perdono da un giorno all’altro, e inizia a tallonare le prime posizioni. Le altre contendenti si perdono nelle loro indecisioni, la Roma deve aspettare Spalletti per riacquistare un po’ di autostima, l’Inter crolla sulle sue incertezze di gioco, pagando il conto con quella fortuna che nella prima parte del campionato l’aveva aiutata, la Fiorentina è tra quelle che giocano meglio, ma forse non con una rosa all’altezza per tenere il passo. Il Napoli conquista il primo posto, e la Juventus lo segue, dietro fa molto freddo.

Che squadra! Gli azzurri acquisiscono dopo poche giornate le idee del nuovo mister, ne sposano la causa perché percepiscono le idee innovative e vincenti del vecchio tosco napoletano, veterano dei campi di calcio, che sale lentamente verso la scala del calcio, e nella sua prima stagione con i campioni dimostra che calcio si può fare. Reina, Higuain e compagni sposano la causa, il gioco va e la forma pure, iniziano ad arrivare le vittorie, pochi passi falsi, l’Europa League è più facile che giocare a tris con un cane, si macinano record, le 8 vittorie consecutive, i 24 gol su 24 di Higuain, Insigne in doppia cifra per quanto riguarda assist e gol, Callejon contenimento, inserimento e gol, Mertens il diavoletto, il lusso Gabbiadini a mezzo servizio, Jorginho mente del Napoli, Hamsik nel vivo e sereno, Allan che sostanza, la difesa finalmente equilibrata, un Koulibaly sontuoso, e Reina, cuore e carisma del Napoli. E si aggiunge a questo un legame con la tifoseria e l’ambiente, che assume la sua apoteosi con un canto che testimonia la passione e l’amore per l’azzurro, e tutti, giocatori e tifosi si sentono un tutt’uno.

Mai come ora. Questo Napoli non è un caso, non è l’accidente procurato dalla fortuna, non è un numero random, non è l’avventura di una notte, è costanza, costanza nel possesso, costanza nella precisione, costanza in una fase difensiva solida. Tutto questo non è un caso. Io ci credo. E’ la volta buona. E proprio per questa convinzione, Juventus-Napoli è la partita. Certo, mancheranno ancora tante impegnative partite e la storia ci insegna come una squadra possa venire meno proprio nel finale, ma questa squadra non è un caso, e se non vince ora non lo farà più, perché strappare qualche cosa a questa Juventus non sarà sempre possibile. Ne sono convinto, è la volta buona, mai come ora. Un risultato avverso non direbbe la parola fine, ovviamente, ma una vittoria, oltre che portare gli azzurri a +5, significherebbe scatenare una successione di reazioni mentali che potrebbero solo sorreggere questa squadra verso la vittoria, con le ali di gabbiano che sorreggono un cielo sempre più azzurro, che si specchia nel golfo più bello del mondo. E’ giusto che la squadra pensi partita dopo partita, ma questa vittoria potrebbe rendere il tutto più facile, ogni partita più facile, partita dopo partita, nella consapevolezza di essere i più forti e di dovere, di diritto, continuare su questa strada, per la fine, per la vittoria, per la storia.

Senza dimenticare chi siamo. La vittoria è la mia speranza, è il mio sogno, ma pur sempre nella consapevolezza che nulla è dovuto, che una sconfitta e la non realizzazione di questo sogno scudetto sono esiti che devono essere accettati, con la serenità di chi sa che questo Napoli è già un miracolo, che lava le tensioni della scorsa stagione e allieta i sogni dei tifosi. Proprio i tifosi azzurri sanno quale sia l’importanza della sofferenza, devono ricordarlo, e solo nella sofferenza si può gioire meglio degli altri, e solo nella sofferenza il risultato che sogniamo sarà diverso, più bello, più importante, più azzurro.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

il blog: lamiasulnapoli.wordpress.com

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