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>>> Calcio: Serie A; Napoli-Sassuolo 3-1Il girone di andata ci ha lasciati con il Napoli capolista e con una risalita decisa e continua della vera padrona del campionato, quella Vecchia Signora che ha dominato il panorama italiano degli ultimi anni, e che dopo un inizio stentato ritorna forte. Un’altra sorpresa di questo campionato, l’Inter di Mancini, si ferma ancora, ad opera dell’Atalanta di Reja, che dimostra di essere squadra ostica. Dal canto suo l’Inter comincia a perdere quell’utilitaristico cinismo che ne aveva contraddistinto le performance di questi ultimi 4 mesi, con un Handanovic che meriterebbe una statua da affiancare alla Madunina.

Invece, il Napoli continua a fare il Napoli, pur affrontando una delle più piacevoli sorprese di questo campionato, quel Sassuolo che, da squadra rodata, aveva fermato gli azzurri proprio all’esordio stagionale, ma oggi al San Paolo la storia è stata diversa. La partita parte con una penalità, dopo appena due minuti, un errore di Hysaj costringe Albiol al fallo su Sansone, fallo da evitare. Dal dischetto Falcinelli supera Reina. Ma non può riproporsi il Napoli che proprio ad agosto aveva affrontato i neroverdi. E infatti, come se nulla fosse il Napoli ritorna a fare il Napoli. Gli avversari sono ben messi in campo, non a caso sono a ridosso delle prime in classifica, coprono bene il campo, bloccano le linee di passaggio, e sfruttano le fughe dei loro attaccanti ai lati della difesa azzurra. Quando il Napoli è in pressione il Sassuolo si chiude bene, e non si può non tentare di aggirare la difesa avversaria. Il gol arriva grazie ad una palla di Hamsik per Insigne, che dalla sinistra la mette in mezzo, dove trova la testa di Callejon, e il gol, il primo in campionato per lo spagnolo. Si inserirà spesso sul primo palo, lasciando il Pipita sul secondo. Dopo un salvataggio di Reina, Insigne si infila nella difesa avversaria con una serpentina, ma non è preciso nel tiro, e sul finale del tempo il Napoli raddoppia. Hamsik riesce a guadagnare spazio sulla sinistra, crossa in mezzo, mentre Higuain fa l’elastico coi difensori avversari, si ferma, guadagna spazio, e si ributta oltre i difensori, impatta la palla, movimento da campione, il gol è la cosa più semplice.

Nel secondo tempo il Sassuolo va calando. Higuain vuole il secondo gol, arriva al tiro in tre occasioni, come solo lui può fare. Lo stesso Insigne ci prova ma con scarsa precisione. Esce Chiriches per Koulibaly, e ancora il solito cambio, Mertens per Insigne. Ancora Higuain, palla a lato. Il Napoli è padrone della partita, ma la beffa del pareggio avrebbe reso vani gioco e occasioni, l’attenzione è tanta sul campo e sugli spalti. Nel finale esce Hamsik per David Lopez. Il Napoli non rischia quasi mai, ma nel finale allo stadio si suda freddo. Il Napoli si salva prima grazie ad una smanacciata di Reina, poi grazie all’imprecisione del Sassuolo e infine lo stesso Reina è artefice di una follia, entrando in scivolata su un avversario, sulla trequarti. Ma non è finita. Palla di Callejon per Higuain, che scaglia il solito bolide che si insacca nella rete di un incolpevole Consigli. L’arbitro non può fare altro che interrompere la partita e concedere a Higuain e compagni la festa e i propri tifosi.

Mentre l’Inter perde il suo utilitaristico cinismo il Napoli vince col suo determinismo, fatto di gioco, di idee, di mentalità, di qualità. E ancora oggi dimostra di portare avanti delle idee chiare, e di farle fruttare in campo, grazie ad artefici eccellenti, dal capo alla coda, da Reina ad Higuain, e che, come lo stesso Sarri ha dichiarato nella conferenza stampa prima del match, “chi porta avanti delle idee è sempre un rivoluzionario”. E continuiamola questa rivoluzione, per crederci e per arrivare fino in fondo.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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