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Soccer: Serie A; Napoli-RomaNon basta. Giocare meglio non basta per vincere tutte le partite. Giocare meglio non basta per vincere il campionato. Serve altro. Serve qualche ingrediente che ancora manca. Il Napoli affronta una Roma che vive un ambiente incandescente e dimostra di esserle superiore, nonostante sia stata l’unica delle grandi che riesce a togliere punti agli azzurri. Il Napoli aveva, infatti, conquistato i 3 punti con Inter, Fiorentina e Juventus. Ma oggi si ferma contro una squadra che rinuncia al gioco, fatta eccezione per alcuni frangenti ad inizio partita, si difende, e gli azzurri, dal canto loro, arrivano davanti alla porta in più occasioni, ma si fermano dinanzi all’imprecisione, l’egoismo di alcuni uomini (nel primo tempo, Insigne sbaglia in due occasioni, tirando di sinistro malamente fuori), l’ennesima eccellente prova del portiere avversario, e la dea bendata, che quando vuole ci vede bene. La Roma rimane un osso duro, nonostante il momento difficile e una tifoseria che rema contro la società di Pallotta, mister e giocatori. La Roma si difende a ranghi stretti, i difensori romanisti fanno la partita della vita, salvano in più occasioni, Szczesny mette le sue mani sul risultato. I giallorossi sono poca cosa in fase offensiva, lanciano lungo in cerca di Dzeko, che è bravissimo ad arpionare il pallone, e cercano la seconda palla, ma non funziona quasi mai.

Nel primo tempo il Napoli guida la partita, ma lascia agli avversari un paio di occasioni, nei primi minuti Salah, e poi di testa Manolas. Insigne ha due possibilità interessanti, ma in fotocopia lancia il pallone sugli spalti. Nel secondo tempo il Napoli è ancora più in possesso della partita, domina nel gioco, e ci prova con Callejon, con Hamsik che da una posizione defilata sibila il palo e con Insigne su punizione. Ma la partita non si sblocca, i romanisti difendono bene e a Higuain arrivano pochi palloni utili. Sarri vuole vincere la partita e rinuncia all’equilibrio di Callejon, per l’imprevedibilità di Mertens, e ci prende, perché il belga ci mette del suo. Il Napoli ci prova da sinistra e da destra, con dai e vai. La Roma va anche a segno, ma il pallone era uscito. Ci sono dubbi sull’episodio, ma sembra esserci un fallo in mezzo all’area su Albiol, c’è poco a cui aggrapparsi. Garcia cerca il pari, oro per i romanisti, esce Falque per un difensore, Gyomber. E poi succede l’impossibile. Il Napoli non è soddisfatto. Inizia Hamsik, con una doppia occasione. Esce un Insigne stremato per El Kaddouri. Mertens fa tutto da solo, Szczesny respinge, e inspiegabilmente El Kaddouri la butta fuori sulla ribattuta.

Lo stadio è deluso, ma applaude gli azzurri, che hanno comunque sfoggiato una buona prestazione, mettendo alle corde una delle squadre che si giocano il campionato. Non hanno convinto alcune scelte di Rizzoli e i soliti atteggiamenti atti a ritardare il gioco degli avversari del Napoli. Sugli scudi un monumentale Koulibaly, Hamsik è stato propositivo, è ripartito sovente tra le linee, e ha anche avuto l’occasione per segnare, Mertens è come la paprika. Bene anche i due esterni di difesa. Reina è spettatore non pagante. Sarri è soddisfatto dei suoi, e ha ragione, perché gli avversari vedono i sorci verdi quando affrontano gli azzurri. E’ pur vero che l’Inter vince pur non dominando, dimostrando di essere in questo momento la candidata allo scudetto. C’è però da chiedersi cosa manca a questa squadra, può l’allenatore riuscire a trovare l’ingrediente mancante? Qualcuno si chiede se il Napoli sia Higuain dipendente. Una risposta affermativa sarebbe riduttiva per le qualità della squadra di Sarri, ma segna quasi sempre lui, Gabbiadini deve ritornare per fornire un supporto in termini di gol, e Sarri dovrà, gioco forza, trovargli più spazio. L’Inter avanza, ma il Napoli è lì, nonostante questa partita dimostri che giocare meglio non basta per vincere.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

il blog: lamiasulnapoli.wordpress.com

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