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Jakub Rzezniczak,Dries MertensIl Napoli è qualificato, ma cerca il risultato pieno nel girone, vuole portare a casa tutti i 18 punti a disposizione. Gli azzurri devono dimostrare che la sconfitta bolognese è stata solo un passo falso, e che possono riprendere il loro ritmo incessante. Impegno facile, che avrebbe fatto parlare di se per i record europei degli azzurri, se non fosse stato per i supporter polacchi, che mettono a ferro e fuoco la città nelle ore precedenti al match. La conquista europea è macchiata dall’invasione degli ultras, dai soliti idioti che si professano tifosi, ma sono solo delinquenti. Le due tifoserie arrivano a contatto. I giornali parlano di arresti, denunce e fermi. Contusi alcuni agenti di polizia. Ritornando al calcio, la partita non attrae i tifosi, il San Paolo è vuoto, sugli spalti arrivano circa 8000 spettatori.

Il Napoli applica il suo ampio turnover europero. Esibisce un inedito attacco leggero, con Mertens, Insigne e El Kaddouri. C’è veramente poco da dire sul primo tempo. Il Napoli fa la partita cercando di sfondare sul centro-sinistra con Mertens e Insigne. La difesa con Koulibaly e Chiriches è sempre attenta, e non corre mai pericoli rilevanti. Nei primi 30’ si registra solo un’occasione degna di nota, tiro di David Lopez, e la palla è deviata sulla traversa. Il primo gol arriva al 31’, dopo uno scambio con El Kaddouri, Chalobah salta Pazdan con un tunnel, e segna il suo primo gol col Napoli. Il Napoli è più incisivo. Dopo qualche minuto Insigne si nasconde oltre i difensori avversari, e sfrutta un retropassaggio sbagliato di Jodłowiec, raccoglie il pallone e segna alla sinistra di Kuciak.

Il secondo tempo inizia con un gol annullato a Chiriches. Al 5’ arriva il primo pericolo polacco. Esce Insigne per Callejon. Ed è proprio lo spagnolo a segnare il terzo gol del Napoli, il suo quinto in Europa League. Cross teso e basso di Mertens dalla destra, lo spanish sniper di coppa si fa trovare pronto sul secondo palo. E arriva anche il gol polacco, 2 secondi di disattenzione della retroguardia azzurra, che lascia lo spazio a Vranjes per segnare con facilità. Mertens è ispirato anche a sinistra, scambio centrale con Callejon, e tiro ad incrociare da fuori area, palo interno e gol. Un gol da 4-3-1-2. Un gol da Sarri. Un gol da Napoli. Il suo quarto gol in Europa League. Esce il solito solido Koulibaly per Albiol, il francese serve fresco tra pochi giorni. Mertens di nuovo sulla destra, fa una magia, entra in area, dribbling in serie e tentativo di scavetto, sulla ribattuta Callejon centra il palo. A 10’ dalla fine arriva il turno di Luperto, entrato al posto di Chiriches. Mertens indemoniato, dribbla, crossa e va in sforbiciata. Ma non si ferma, prende palla tra le linee, c’è spazio, arriva al limite dell’area, si crea lo spazio e calcia una parabola che si insacca alla destra del portiere. Subito dopo, ancora un momento di superficialità per gli azzurri, che si fanno infilare per la seconda volta, è Prijovic. La partita finisce sul 5-2!

Il Napoli chiude il suo girone con 18 punti, 22 gol fatti e 3 subiti. Il Napoli è la squadra che ha segnato di più in Europa. 3 partite in casa, 5-0 col Brugge, 5-0 col Midtjylland e 5-2 con il Legia. Il Napoli dimostra di esserci con i titolari e con chi gioca meno. Contro un avversario non probante vince facilmente, ma la partita serve a dimostrare che l’attenzione è alta anche quando la partita conta solo a fini statistici. Domenica arriva la Roma al San Paolo, partita che non ha bisogno di particolari parole di Sarri, partita per la quale i giocatori troveranno le giuste motivazioni, per riprendere dai primi 70 minuti con l’Inter.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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