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A detta di qualcuno ha vinto l’Inter.

A detta di qualcuno Napoli – Inter sarebbe stata una partita decisiva, a detta di qualcun altro una partita importante, ma non determinante dopo solo 14 giornate, secondo me la partita che ci avrebbe permesso di dire: «siamo primi, siamo i più forti» (vedi il video sui precedenti).

A detta di qualcuno la prima ammonizione di Nagatomo è stata generosa, ci può stare. Mancini parla di simulazione di Callejon.

A detta di qualcuno in occasione del primo gol di Higuain, Callejon tocca il pallone con la mano, guardate bene.

A detta di qualcuno il Napoli è stato fortunato, perché negli ultimi minuti l’Inter ha centrato due pali, a detta di qualcun altro, se nel finale Handanovic non avesse parato il tiro di Higuain, non ci saremmo mai posti il problema dei due legni. Per le altre la fortuna è cinismo, per il Napoli è mazzo.

A detta di qualcuno se non fosse stato per Reina..blah blah blah! A detta di qualcun altro, se Handanovic non avesse fatto miracoli nelle partite precedenti, l’Inter avrebbe meno punti in campionato.

A detta di qualcuno che vive in una dimensione parallela, l’Inter ha fatto gioco per 3/4 di partita e ha vinto 0-5.

A detta di Sacchi «Il Napoli di Sarri è costretto a giocare sempre bene perché ha un solo giocatore che può essere decisivo», per qualcun altro: «Ad avercelo uno come Higuain». Ma il mister di Fusignano sottilinea anche il grande collettivo a disposizione di un ottimo Sarri.

A detta della stampa estera (New York Times, Guardian, Daily Mail, Equipe, Mundo Deportivo, Marca, El Mundo, El Pais, ecc. ecc.) è sempre Higuain il leitmotif!

A detta del Corriere dello Sport (edizione bolognese) “Ma l’Inter c’è”. Sembra di aver vissuto in un’altra realtà, è più importante sottolineare la pur buona prestazione dello sconfitto, che la prova della squadra che vince. E mi chiedo, ma chi ha vinto, il Napoli o l’Inter? Per fortuna c’è il Corriere della Sera che sottolinea il ruolo di Reina e di un collettivo forte, titolando “Napoli, non solo Higuain”. Per Antonio Giordano del Corriere dello Sport: «70’ valgono più di 15’ finali a favore dei nerazzurri». Per la Gazzetta lo scudetto è possibile.

A detta di qualcuno che è appena arrivato sulla Terra, da un pianeta lontano, il Napoli ha meritatamente perso, perché è il Napoli, e quindi deve sempre distruggere l’avversario, per meritare la vittoria. Ma queste considerazioni non dovrebbero valere per il Barcellona?

A detta di Scanzi il Napoli ha la panchina corta e fa giocare sempre gli stessi. A gennaio De Laurentiis dovrà spendere. L’anno scorso la panchina del Napoli era senz’altro più lunga, secondo i più Benitez sbagliava a non avere un 11 titolare ed esagerava col turnover. Ora o l’una o l’altra. E ricordo che Sarri ha fatto lo stesso turnover del primo Benitez, per reggere all’Europa League. Ma è vero, a gennaio il Napoli deve guardarsi attorno.

A detta di qualcun altro (Mura, Scanzi, ecc. ecc.) ha praticamente vinto l’Inter. Mura scrive su Repubblica “Se ieri era un esame di maturità l’Inter l’ha superato, il Napoli no“, Scanzi scrive sul Fatto Quotidiano “..l’Inter esce rafforzata dalla sconfitta..è la favorita… E il difficile, per il Commodoro marxista, comincia adesso.”.

A detta di Mauro l’ultimo quarto d’ora preoccupa, e il giro di campo a fine partita lo lascia perplesso, riconosce l’impatto emotivo, ma andrebbe fatto ad obiettivo raggiunto. Sono d’accordo che si debba festeggiare solo in caso di effettiva vittoria, ma questa squadra e questi tifosi hanno bisogno di esultare sempre e comunque, gioire per la continuità e dimenticare le pause stonate della scorsa stagione. Se la Juventus e la Roma vanno a festeggiare mano nella mano sotto le curve, perché non può farlo il Napoli?

A detta di Recalcati gli azzurri non dovrebbero festeggiare, mentre su Italia 1, Mentana chiama in causa l’appellativo Pulcinella per il giornalista Mediaset Auriemma.

A detta di Rai e Canale 21 si è visto il Napoli più brutto della stagione e l’Inter più bella. E’ vero, il Napoli non ha giocato la sua migliore partita, ma nel calcio ci sono anche avversari forti. Ma cosa si pretende dal Napoli? Questa squadra è un miracolo. Questi critici a tutti costi sembrano genitori eccessivamente severi che pretendono dai propri figli obiettivi fuori portata. Il Napoli inanella record, è primo, vince con una delle squadre più forti del campionato, vince tutti gli scontri diretti, è una forte squadra. Ma non è il Barcellona! Calma!

A detta di un uomo che si è appena svegliato da un coma di 10 anni, in campo sono scesi da un lato Cupi, Gatti e Amodio e dall’altro Ibrahimović, Zanetti e Figo. E quindi è giusto che l’Inter vinca di diritto.

A detta di Pistocchi “Lazio 5:0 Juve 2:1 Fiorentina 2:1 Milan 4:0 Inter 2:1 : solo chi è cieco non riconosce i meriti di chi gioca meglio di tutti: il Napoli” (tweet sul suo profilo). A leggere i commenti al Tweet penso che interisti e napoletani abbiano visto due partite diverse.

A detta di Mancini il pareggio sarebbe stato più giusto. Secondo il tecnico neroazzurro il risultato è stato condizionato da una espulsione ingiusta. Se la prende con l’ex arbitro De Marco, che tentava di fargli capire che la prima ammonizione su Nagatomo c’era.

A detta di Sarri vanno tenuti i piedi per terra, ci sembra la cosa più ragionevole…

A detta de Il Napolista e di Massimiliano Gallo (vedi link) il Napoli è primo e si sveste dell’abito simpatia. Meglio così, gli altri contendenti hanno paura.

A detta del buon senso l’Inter ha dimostrato di essere una squadra forte, ma dimostra di esserlo solo in 10 e sotto di 2 gol, quando non aveva più nulla da perdere. Il Napoli è primo, meritatamente, ha uno degli attaccanti più forti al mondo, un portiere che fa difesa da solo, un allenatore che potrebbe allenare il Barcellona, ma non è una macchina perfetta, e può concedere 20 minuti alla seconda squadra più forte del campionato.

Fonti di dichiarazioni e articoli: Il Napolista e Tuttonapoli.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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