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stadio_vuotoBrugge – Napoli è una partita strana. Colpiscono gli spalti, i suoni, l’eco delle voci dei giocatori, gli applausi di addetti ai lavori, il pubblico non c’è, gli spalti sono vuoti, lo Jan Breydel Stadium assomiglia più ad un campo di periferia o un campo di allenamento che al luogo che ospita un incontro di tale livello internazionale. Tutto suona strano, le sensazioni sono particolari, perché non si può non associare quanto vediamo a quanto successo a Parigi, non si può non percepire l’eco del terrore. Parigi è stata l’ennesima pagina terrorista di quella parte del pianeta che si fa promotrice di un messaggio di guerra, di paura e di terrore, una parte di umanità, o forse umanità è troppo per loro, che in nome di dio uccide. Ma Parigi è solo l’ultima pagina di questa storia che vede terroristi uccidere ovunque, dall’Asia, passando per il continente nero, fino al cuore dell’occidente, come già altri avevano fatto oltreoceano. Portatori di morte, la morte di cattolici, musulmani, ebrei, ecc. ecc. Per costoro non fa differenza. Parigi tocca più da vicino, perché è a pochi passi, è il cuore dell’occidente democratico, moderno, cristiano. E’ a pochi passi un paese che vediamo simile al nostro, e le immagini che hanno inondato i media mettono in pericolo le poche certezze di sicurezza dell’Europa unita e moderna, dove la guerra è un ricordo solo per i più vecchi. Anche il calcio è sotto il mirino di questi assassini. Lo Stade de France rischia nel giorno della strage parigina, e in giro per l’Europa si teme per qualsiasi competizione. Anche in Belgio la situazione è calda. Si decide di vietare l’accesso alla stadio per i tifosi, tutti. Il mondo libero si ferma, rallenta, ma riprende piano piano, deve farlo, la vita e le attività quotidiane tutte devono continuare, Brugge e Napoli giocano, ma in uno stadio spettrale.

In fin dei conti quello che succede in campo conta poco. Il Napoli è qualificato, ma Sarri chiede attenzione. Il turnover è come al solito folto, sembra di essere tornati con Benitez. Partita in sostanziale equilibrio per lunghi tratti. Il Napoli è un po’ meno Napoli del solito, concede qualche spazio in più agli avversari, che escono bene dalla loro area e si propongono al limite della nostra area. Per fortuna i nostri sono attenti, e spesso gli attaccanti avversari vengono lasciati in fuorigioco. Gli azzurri stentano a trovare lo spunto giusto, e la prima frazione si avvia al termine. E invece, calcio d’angolo, Chiriches impatta il pallone e segna. Sembrano tutti sorpresi, da casa e sul campo. 0 – 1 e tutti negli spogliatoi. Non cambia molto la situazione nella seconda frazione di gioco, il gioco del Napoli rimane superiore, fa un buon giro palla, ci prova in alcune occasioni, ma senza successo. Una certa sufficienza in fase difensiva, che permette agli attaccanti avversari di proporsi in solitaria, ma non riescono nel loro compito. Il Napoli finisce la partita con tutti i suoi terzini sul manto verde, Hysaj e Ghoulam in campo al posto di Hamsik e Callejon. E arriva il turno di Allan per Chalobah. La quinta vittoria europea arriva grazie al primo gol di Chiriches, in una situazione di gioco, le palle da fermo, che questo Napoli deve imparare a sfruttare meglio.

Sarri chiede l’impegno e la vittoria, probabilmente pensando non a questa partita ma alle future partite che i suoi uomini potrebbero ritenere semplici o inutili. Serve attenzione e abnegazione sempre. Il Napoli continua a macinare record. 17 risultati utili consecutivi. Da 7 partite senza subire gol. 5 partite su 5 vinte in Europa League, 1 solo gol subito. Il folto turnover in Europa ha sempre funzionato.

E tra pochi giorni testa, cuore e piedi per l’Inter al San Paolo, per urlare: «Siamo i primi in classifica, siamo i più forti».

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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