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Benitez_SarriDopo 6 partite avevo scritto di un Sarri più moderato nei cambi, ma dopo 16 incontri (12 di campionato e 4 di UEFA Europa League) gli scenari cambiano. Conteggio il numero di giocatori cambiati da una partita a quella successiva. Nel pieno della partecipazione europea, dopo un fitto mese di ottobre, si scopre che in media Sarri ha fatto più cambi del primo Benitez, cioè del Benitez della stagione 2013/2014. In media Sarri ha effettuato 4.2 cambi a partita, dopo lo stesso numero di partite il primo Benitez ne effettuò 3.7, mentre nella scorsa stagione ne fece 5 (escludo nell’analisi le prime due partite dei preliminari di Champions League). Aggiungo all’analisi anche l’ultima stagione di Mazzarri, che per gestire l’Europa League ne fece addirittura 5.7 a partita (aggiungerò alle future statistiche anche i dati delle altre stagioni di Mazzarri). La distribuzione dei valori è larga nel caso di Sarri, la deviazione standard (che determina la diffusione di una serie di dati intorno al valore medio, in questo caso il numero di cambi rispetto al numero di cambi medio) è di 2.6, prossima alla deviazione standard del secondo Benitez (di 2.5), ma maggiore del valore di 1.9 del primo Benitez. Quindi per Sarri una discreta varietà di cambi, dai 2/3 ai 7/8 cambi. Se andiamo ad analizzare la distribuzione dei cambi di Mazzarri, invece, troviamo una deviazione standard di 4.1, perché, più di Benitez e Sarri, il mister toscano alternava blandi a pesanti turnover quando gli azzurri erano impegnati in Europa League. Interessante notare come quell’ultimo Mazzarri avesse cambiato anche 10 giocatori a partita e in particolare cambiò tutta la squadra dopo PSV Eindoven – Napoli per Napoli – Udinese. Nemmeno il secondo Benitez era arrivato a tanto, massimo 8 cambi per lui, massimo 7 cambi per il primo Benitez, e Sarri ha effettuato 8 cambi dopo Genoa – Napoli per andare a conquistare il primo posto nel girone di Europa League con il Midtjylland. In termini di cambi totali, Sarri ne ha effettuati 63, per Benitez sono 56 e 75 durante le sue due stagioni, mentre l’ultimo Mazzarri ne fece 85. Non va però dimenticato che a differenza di Sarri che ha lasciato fuori dalle sue scelte (o scelte societarie) giocatori come Zuniga, De Guzman e Henrique, Benitez optava per un ventaglio di giocatori più ampio.

Sembra una bestemmia, un insulto all’apparenza, la negazione dell’ovvio, di quanto scritto a destra e detto a sinistra, ma se da un lato le sensazioni possono dare degli input fondamentali per giudicare un evento, una partita, o un trend positivo, dall’altro lato i numeri ti possono stupire. Il risultato di un Sarri fedele al turnover quanto Benitez, o almeno quanto il primo Benitez, sorprende e conforta il sottoscritto, perché lo stesso Sarri è conscio che per arrivare lontano si debba preservare il più possibile lo stato di forma dei giocatori, pur preferendo quelli che ritiene i migliori nelle partite più importanti (e questa alternanza è stata anche avvantaggiata dalle partite poco impegnative che hanno interessato gli azzurri in campo europeo). Ciò è quanto il tanto martoriato Benitez ha tentato di insegnare alla piazza soltanto pochi mesi fa. Si deve nuotare e conservare le forze per non morire sulla spiaggia (Benitez dixit).

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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