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Benitez_SarriIl turnover di Benitez è stato spesso oggetto di critiche nelle due passate stagioni, spesso eccessivo, spesso troppo scientifico, ma con delle motivazioni. L’esperienza dello spagnolo e del suo staff, e qualche risultato di analisi scientifiche, indicano in un turnover sistematico l’arma per riuscire a dosare le forze, evitare infortuni e aumentare la competitività all’interno della rosa. Queste le motivazioni che Benitez il suo staff adducevano per il marcato turnover al quale assistevamo spesso nello scorso biennio. D’altronde lo spagnolo ha dalla sua una lunga esperienza in vari campionati nei quali ha dovuto dosare le forze per poter guidare le sue squadre in varie competizioni. E anche la scorsa stagione, nonostante una serie di effetti penalizzanti, ha portato il Napoli ad un pelo dalle finali di Coppa Italia ed Europa League, e ad un rigore dal terzo posto.

Con Sarri l’impressione che si è avuta da subito è che il turnover sarebbe stato meno forzato e che i più forti avrebbero giocato quasi sempre (ma questo accadeva anche con Benitez). A corroborare questa sensazione ci vengono in aiuto i numeri. La statistica a disposizione è limitata, ma consente di avere un’idea di due modi diversi di applicare il turnover. Ovviamente un numero maggiore di partite darà una significatività maggiore a questi numeri.

1-6-6-2-6-7 e 0-4-5-7-5-6 non sono codici segreti ma il numero di cambi effettuati da Benitez durante le sue due stagioni napoletane, considerando le prime 7 partite della stagione (5 di campionato e 2 di Coppa), da notare che nella seconda stagione vi furono anche i preliminari di Champions. Ad esempio, partendo dalla prima partita della prima stagione, e cioè Napoli-Bologna, nella partita successiva, Chievo-Napoli, effettuò solo 1 cambio, in Napoli-Atalanta fece 6 cambi rispetto a Chievo-Napoli e così via per le partite successive. In media, considerando le prime 7 partite delle due stagioni (2013/2014 e 2014/2015) Benitez ha effettuato, rispettivamente, 4.7 e 4.5 cambi a partita, per la stagione 2014/2015 la media diventa 4 se consideriamo anche le due gare dei preliminari. Mentre la moda della distribuzione (e cioè il numero di cambi che si è verificato più spesso) è 6 e 5.

3-2-6-2-2-2 sono i cambi effettuati da Sarri considerando le prime 7 partite della  presente stagione (6 di campionato e 1 di Europa league). In media, considerando le prime 7 partite della stagione 2015/2016, Sarri ha effettuato 2.8 cambi a partita, mentre la moda della distribuzione è 2.

E’ evidente un cambio di rotta nelle scelte del turnover. Il Napoli riuscirà ad avere le forze necessarie per giocarsi le tre competizioni, o dovrà dedicare le sue energie ad una in particolare? Nell’affrontare per la prima volta le tre competizioni, Sarri soffrirà la sua inesperienza oppure saprà fare di necessità virtù? Il turnover più contenuto di Sarri avrà più successo di quello sistematico e scientifico di Benitez? Il campionato darà le sue risposte, nonostante vi siano dei fattori esterni che renderanno il giudizio non facile. Inoltre, vedremo quanti cambi effettuerà Sarri per la partita contro il Legia Varsavia, considerata l’imminente sfida di campionato con il Milan.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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