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Soccer: Serie A; SSC Napoli-FC JuventusNapoli – Juventus. La Partita. Sarà la partita con la p maiuscola per noi poveri napoletani, la partita per tifosi di una squadra che sul campo ha vinto solo 2 scudetti, i nostri avversari ne hanno perso il conto, infatti non si capisce se siano 31, di più, o forse di meno. Una vittoria che può far felice il popolo napoletano, sarà poco, sarà provinciale, sarà una magra consolazione, ma quando il ciuccio napoletano vede la zebra bianconera la tensione è alle stelle e il desiderio di vittoria è immenso. Sembra che per gli Juventini non sia lo stesso, e lo accettiamo, è logico, la Juve è una Vecchia Signora che ne ha viste e vinte tante, il Napoli un ciuccio di fatica, tante sofferenze e poche soddisfazioni, ma quelle che rimangono, perché più sofferte e meno ovvie. Il ciuccio diventa cavallo rampante e la zebra si scolorisce e se ne torna a casa con la coda tra le gambe.

Al San Paolo arrivano in tanti, e quel rapporto tribolato tra società e tifosi sembra per una sera accantonato, e ci pensa la squadra a rasserenare gli animi. Dopo questa partita il “pappone” forse è un po’ meno “pappone”, i giocatori sono un po’ più giocatori, e i tifosi si riappropriano della propria identità, e cioè quella di tifosi e non di spettatori di un’opera teatrale dove fischiare è concesso se lo spettacolo non è stato di gradimento.

L’inizio di stagione di Juventus e Napoli non è stato dei migliori. Ma il Napoli ha già dato qualche segnale positivo con due manite al Bruge e alla Lazio, nonostante abbia palesato le solite difficoltà contro le piccole. La Juventus lascerà i 3 punti sul prato verde del San Paolo, dove il Napoli dimostra di potere, e la Juventus di volere ma non poter fare quello che per 4 anni ha condotto i colori bianconeri a dominare la scena italiana. Contro il Napoli la Juventus è un ricordo lontano di quello squadrone che ha raccattato quasi tutto, lasciando le briciole ai suoi avversari. Il Napoli dà prova di funzionare con il 4-3-3 e di difendere sempre meglio. Certo, la Juventus rimane una brutta gatta da pelare, ma gli azzurri dominano. Dopo qualche occasione del Napoli e un pericolo su un tiro di Zaza, arriva il gol del Napoli. Gol alla Sarri, Insigne prende palla, la passa ad Higuain che ricambia in mezzo, Lorenzo incrocia di destro, e Buffon è battuto. Insigne sotto la curva, e lo stadio esplode, sotto la guida della voce di Decibel Bellini: «In-si-gne!». Prima della fine del primo tempo, ancora Callejon e Mertens (entrato al posto di Insigne, infortunatosi), ma è 1 – 0. Inizia il secondo tempo. Il Napoli è in palla e la Juventus è sbiadita. Arriva il raddoppio del Napoli. Higuain recupera una palla sulla trequarti avversaria, schizza verso la porta e scaglia un bolide mancino che Buffon può solo sfiorare, è gol, Higuain impazzisce, e lo stadio lo segue: «Hi-gua-in!». Nemmeno il tempo di intonare «Chi non salta Juventino è» che i nostri si fanno infilare. E’ Lemina, Reina devia, ma la palla si insacca. Delusione, déjà vu dal passato, la solita storia, quante volte la stessa storia, il Napoli sembra avere in pugno la partita e poi si fa rimontare. Manca mezz’ora, e può succedere tutto. Il San Paolo è abituato, ma questa volta non sarà così. Finalmente quella maturità tanto cercata. Per il Napoli entrano David Lopez per Hamsik per dare più sostanza al centrocampo e Gabbiadini per Higuain. I cambi della Juventus non daranno i frutti sperati. Il Napoli difende e si propone, e nonostante qualche rischio, gli azzurri possono esultare con il proprio pubblico. E’ una esplosione di gioia. Gli azzurri si godono i propri tifosi, sotto le due curve, dagli spalti canti di gioia e finalmente il San Paolo ritorna ad intonare ‘O surdato ‘nnammurato. Sorrisi all’esterno del San Paolo mentre le curve continuano ad incitare la squadra, migliaia di cuori azzurri per una domenica più azzurra.

Questa Juventus non è all’altezza di questo Napoli. In questo Napoli le cose sembrano quadrarsi giorno dopo giorno. Albiol e Koulibaly sono un muro, per il francese anticipi e forza, per Hysaj attenzione e ottimi recuperi, Allan ha mostrato anche tanta qualità, e Jorginho si è trasformato da un pulcino spelacchiato in un gallo ruspante, e poi Hamsik e la sua libertà. E davanti? Per Insigne un gran gol, peccato per l’infortunio, Callejon è fondamentale, determinante in fase di contenimento, da spanish sniper a spanish defender. E Higuain è il campione del Napoli, il gol è tutto suo, e dedicato a coloro che continuano a storcere il naso quando parlano del pipita. Grinta e puntualità nel recupero della palla, velocità e forza nella corsa, e infine qualità e potenza in un tiro che spezza le mani del portiere e fa saltare di gioia il San Paolo. Sottotono Mertens. Il Napoli ha mostrato cazzimma, rabbia, garra, attenzione, pressione a centrocampo, raddoppi, densità, concedendo sempre più scelte ai suoi uomini. Reina è una sicurezza, salva in un paio di occasioni.

Non parlate di scudetto, non esaltate questa squadra, non fantasticate, step by step, partita dopo partita. E soprattutto ricordatevi lo spalla a spalla di beniteziana memoria, il Napoli senza i suoi tifosi è come un bacio senza amore. Il calcio è una storia complicata che ti mostra la via verso l’infinito vincendo contro Juventus e Lazio e ti riporta sulla terra per un misero pareggio con la penultima in classifica. Un giorno di felicità per aver scacciato gli “odiati” sbiancati a strisce, che ritornano a Torino più tristi e più grigi. Noi, i colorati, abbiamo ancora tanta strada per rendere l’azzurro ancora più acceso. Forza Napoli.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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