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Soccer: Europa League; Napoli-BrugesLa prima di Europa League, dopo un inizio stentato di campionato. In un San Paolo che soffre per la chiusura delle due curve, anime dello stadio, non c’è dubbio. San Paolo semivuoto, per una partita che, ovviamente, non richiama le grandi folle. Una storia della partita senza storia. La partita finirà con 5 gol per gli azzurri. Una novità principale, il modulo, il Napoli parte con il 4-3-3, e il folto turnover, 6 nuovi giocatori rispetto ai titolari di Empoli. Col 4-3-3 in fase difensiva ti difendi meglio con un centrocampo a 5, ma durante la partita mi ha dato la sensazione che vi fosse parecchio spazio tra la linea di attacco e quella di centrocampo. Il predecessore di Sarri, dopo corposi turnover, venne spesso attaccato. Oggi il Napoli parte con una squadra per metà rivoluzionata, troppo, ma il risultato ha dato ragione alle scelte del mister, se le cose fossero andate in maniera diversa, quale sarebbe stata la reazione di giornalisti e tifosi? Il Napoli non soffre praticamente mai, parte subito forte. Al 5’ è già gol di Callejon. L’influsso romano di Florenzi arriva al San Paolo, lo spagnolo tenta probabilmente un cross, che inganna il portiere avversario Bolat. Cross o tiro? Non importa, conta il gol. Il raddoppio è di Mertens, servito dalla destra da Callejon, il belga si infila e insacca. Ma non basta, al 25’ è sorpresa al San Paolo, il Napoli segna su schema da calcio piazzato. Jorginho batte, Mertens si inserisce grazie a blocchi dei compagni, gira al volo, bel gol. Il mister confiderà davanti alla telecamera di essersi perso il gol. La prima frazione termina sul risultato di 3-0.

L’intervallo è una serena attesa di una partita con un destino già scritto nella prima frazione di gioco. Ed infatti nel secondo tempo c’è, ancora, solo il Napoli. Segna anche Hamsik, servito in profondità da Mertens. Mertens sulla sinistra è una mina vagante per i poveri avversari, che spariranno pian piano dal terreno di gioco. Sarri comincia con le sostituzioni, Allan per Hamsik. Higuain fa una buona partita ma non riuscirà a segnare, prende anche un palo, che gli nega la gioia del gol. Esce per far posto a Gabbiadini. E subentra Insigne per Mertens. Il Napoli mantiene il modulo iniziale. Ne abbiamo fatti quattro, perché non cinque? Ci pensa Callejon, che sigla la doppietta personale, passaggio rasoterra in profondità di Allan, Callejon centra la porta tra le gambe del portiere. 5 – 0. Appunto. Una storia senza storia.

Ottima partita del Napoli contro un avversario che è sembrato, oggi, poca roba. Passaggi di prima, gioco verticale e veloce. Bene la linea difensiva, i fuorigioco riusciti, la dinamicità e il lavoro della mediana. Bene tutti. Koulibaly sontuoso in difesa. Mertens e Callejon micidiali davanti alla porta. Molto bene Jorginho, anche qualche bel lancio in profondità. Il Napoli cambia modulo e uomini e vince, ma svolge il suo gioco, quello che vuole il mister, che (anche in conferenza stampa) ha chiarito come una filosofia di gioco possa adattarsi a diversi moduli. Sarri continuerà con la sua idea di modulo, con il trequartista, con il rombo, è giusto che sia così, ma il 4-3-3 dimostra di mettere in risalto le prestazioni degli esterni, nonostante Higuain rimanga molto solo in mezzo all’attacco azzurro. Tra poche ore arriva la Lazio (senza i suoi tifosi) al San Paolo.

Una storia della partita senza storia. Partita senza patema, senza sofferenze, con un destino già scritto, l’ideale per i deboli di cuore. Non solo i 3 punti nel girone, non solo i 5 gol,  il Napoli sale al sedicesimo posto del ranking UEFA.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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