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Un piccolo uomo con rabbia, grinta, resistenza e tanto cuore. Quale modo migliore per identificare un giocatore che ha dato tanto in campo quando è stato chiamato in causa. Dopo svariate stagioni con la casacca azzurra, e alcune in prestito ad altri club, dopo 8 anni da partenopeo, Walter Gargano lascia Napoli per accasarsi nella società messicana del Monterrey. Centrocampista di sostanza, con tanta corsa, piccolo ma con tanta forza, rapace, duro come il diamante, grintoso, ovunque dal centrocampo in giù, da una fascia all’altra. Uno spaccalegna, così vengono definiti quei giocatori che devono mordere le gambe degli avversari al centro del manto verde, un mediano di quelli con i piedi a tarallo, ma che fanno male, tanto male alle gambe degli avversari. Un giocatore dai mezzi tecnici modesti, ma ovunque, a dare manforte ai compagni, a pressare gli avversari, a chiudere quando un compagno non arrivava sulla palla, un uomo ovunque. Segna soltanto 4 reti col Napoli, il gol non è il suo forte, ma come non ricordare la saetta contro la Juventus? E gli perdono le dichiarazioni d’amore un po’ affrettate per i neroazzurri di Milano. Fa nulla. Fa nulla, perché richiamato sotto il Vesuvio ha subito alzato la mano e detto: “sì, io sono presente”. Si è messo a disposizione del Napoli di Benitez, e ha dato subito prova di essere fondamentale per il centrocampo del Napoli. I suoi passi falsi non gli sono stati perdonati da larga parte della tifoseria, che imperterrita ha mostrato uno striscione che ne voleva la cacciata, anche quando era uno di quelli che buttava il sangue in mezzo al campo. E quello striscione ha continuato a campeggiare in Curva B! Giocatore generoso, che ha ricoperto un vuoto in quel centrocampo Beniteziano che aveva bisogno di tanta sostanza, corsa, e una copertura asfissiante degli spazi. Due uomini in uno solo. L’altezza non è il suo punto forte, ma si è fatto valere anche nel gioco aereo, e abbiamo visto migliorare anche il suo piede. Oggi lascia il Napoli. Merita il grazie dei tifosi, perché ha rappresentato degnamente la maglia azzurra, onorando quei colori come un professionista sa e deve fare. Ciao, piccolo uomo con rabbia, grinta, resistenza e tanto cuore.

Crescenzo Tortora

La Mia sul Napoli

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