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Durante una pausa dal lavoro, in cerca di qualche minuto per rilassare la mente e ripartire, mi trovo a mettere nero su bianco una domanda che mi frulla nel cervello da un po’ di giorni: “Chi è il consigliere di De Laurentiis?”.

A quanto pare, dopo la partenza di Benitez, dopo le voci su Mihajlovic, il presidente è volato in Spagna per convincere Emery, ma senza successo, e nonostante alcune voci su Spalletti e Prandelli, anzi lo stesso Spalletti ha confermato un interessamento di de Laurentiis, fa una virata a 180 gradi e il Napoli prende Maurizio Sarri. E per sostituire il partente Bigon, arriva Giuntoli. Due scommesse, con ambizione e buone premesse, ma sicuramente di altro spessore rispetto a quelle che potevano sembrare le premesse delle due ultime stagioni. Mai come in queste settimane, che hanno visto il presidente solo al comando dell’azienda Napoli, si fa calda la domanda sul percorso che lo ha condotto prima ad Emery e poi alla coppia Sarri/Giuntoli. A dire il vero non mi sorprende tanto la virata su Sarri, che evidentemente è stata motivata dal rifiuto di Emery, e quindi dalla necessità di cambiare profilo, e indirizzarsi verso delle figure sicuramente intriganti, ma di minore appeal internazionale. Nonostante la stima per Benitez, la mancata conquista di un posto Champions avrà forse pesato sul rifiuto di Emery. E gioco forza, il presidente ha dovuto ridimensionare l’idea di tecnico, “ripiegando”, e speriamo che sia più di un ripiego, sul tecnico toscano.

Con le scelte di Sarri e Giuntoli il presidente non ha certamente pescato nella borsa di Mary Poppins, perché il primo è un uomo di esperienza che si è fatto apprezzare dal grande calcio perché al timone dell’Empoli ha fatto belle cose, e il secondo ha contribuito alla risalita del Carpi, una delle squadre rivelazione degli ultimi anni. Ma mi sorprende come il presidente abbia avuto la capacità del miglior Galliani o del miglior Marotta, del miglior dirigente sportivo, che va a prendere i due signori di cui parliamo, che ribadisco, non sono due famosi i cui nomi ti arrivano inevitabilmente all’orecchio, ma due scelte molto particolari, interessanti e intriganti, certamente rischiose, ma non banali in funzione di una progettualità nuova. E se portiamo la memoria a qualche anno fa, le scelte di Mazzarri e Benitez non sono state banali. Nonostante non mastichi calcio da una vita, De Laurentiis è nel vorticoso mondo del calcio da una decade, e un po’ di cose le ha imparate, ma non metterei la mano sul fuoco nell’affermare che questi suoi movimenti siano solo frutto del suo ingegno. Quindi, siamo sicuri che non abbia un consigliere sconosciuto, un mister X, uno 007, un folletto che bisbiglia cose, un uomo di fiducia, un amico più esperto di calcio, che lo consiglia in queste scelte? E chi è costui?

Crescenzo Tortora

La Mia sul Napoli

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