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La comunicazione della SSC Napoli è stata un po’ bizzarra, volutamente o no ha sviato le opinioni sull’oggetto della conferenza stampa. Ha prima programmato una conferenza congiunta di De Laurentiis e Benitez, inducendo organi di stampa, giornali e tifosi a pensare che si potesse parlare del futuro di Benitez. Ma il buon senso avrebbe dovuto portare a pensare che non fosse questo il caso, perché non è una scelta di buon senso parlare di situazioni così delicate a pochi giorni dalla “finale” con la Lazio. Ne avevo parlato nel pezzo Il mistero della conferenza stampa di giovedì. E subito dopo arriva un comunicato stampa che rende ancora più complicata la situazione, la SSC Napoli comunica che non si parlerà del futuro di Benitez e che non saranno ammesse domande su quest’argomento. Questo comunicato ha fatto insorgere il sindacato unitario dei giornalisti. Quindi di cosa si sarebbe parlato? Se non di Benitez, di cosa? Dello stadio? Di nuovo acquisti? Questo comunicato ha solo aumentato l’entropia (disordine).

Finalmente arriva la conferenza stampa. Ritorna l’ordine nella testa di tifosi ed osservatori. La conferenza è stata programmata per annunciare l’addio di Rafa Benitez. Rafa Benitez saluta la città. Riporto alcune dichiarazioni, tratte da tuttonapoli.net.

Benitez saluta Napoli: <<Come tutti sapete, io avevo due anni di contratto, finisce dopo la gara con la Lazio e ringrazio il presidente, la città e tutti per quanto avete fatto per me. Il mio ciclo finisce, voglio finirlo bene, vincendo la prossima partita lasciando il Napoli al livello che può stare. E’ una conferenza stampa d’addio, ma voglio farlo vincendo qualificando la squadra alla Champions>>. Benitez parla della superiorità della Juventus e degli errori arbitrali che pregiudicarono il risultato dell’andata, terminando con: <<Al di là del risultato, siamo cresciuti e poi gli errori ci sono e fanno parte del calcio. Ora vogliamo vincere con la Lazio e provare a fare il record di gol>>. Il mister accenna anche ad altre sue polemiche, a quelle contro l’ostruzionismo in campo e sui cori contro i napoletani.

Le parole di De Laurentiis: <<Ho letto informazioni sbagliate, due anni fa facemmo un contratto di un anno più opzione, ovvero un diritto da esercitare entro una certa data….Quando esercitai l’opzione, Rafa mi fece capire che non poteva che essere l’ultimo anno, considerando che moglie e figlie lo reclamavano più vicine.>>. Il presidente ha anche parlato del rifacimento del San Paolo, da realizzarsi nel giro di 16-18 mesi, parla della volontà di rafforzare il settore giovanile, della crescita nel ranking UEFA. Conferma l’addio di un altro pezzo importante della società: Bigon e il settore di scouting. Il presidente torna sulle promesse disattese di inizio stagione, rispondendo ad una domanda su una possibile rifondazione: <<No, direi continuare a seminare per internazionalizzare il Napoli. Non lo si fa vincendo sempre lo scudetto, ed ho già sbagliato perché abbracciando il mio ruolo di tifoso parlai di scudetto sbilanciandomi, disattendendo poi le promesse.>> Una frecciatina ad alcuni giornalisti di “stampo juventino”: <<Eravamo al 46esimo posto del ranking uefa, ora siamo al 20esimo, davanti a squadre come Siviglia che ha vinto ieri, Roma, Tottenham e nell’IFFHS siamo settimi. Non ve lo dimenticate, considerando che abbiamo lavorato su un terreno difficile, essendo l’unica italiana a vincere due trofei al di là della Juventus. Vedo alcuni giornalisti, di stampa juventino, che non afferrano. A Napoli i bambini giocavano con la maglia di Inter, Milan e Juve, ed anche i giornalisti non tifavano per il Napoli e non ci hanno mai supportato, anzi ci remano contro>>. Non manca il de Laurentiis meridionalista: <<Il prestigio è qualcosa che abbiamo dentro, non è un problema di nazionalità ma di cultura e mentalità, di diventare napoletani in breve tempo. E’ una condizione dello spirito essere napoletano, noi siamo un club forte ed in espansione e siamo felici di aver avuto Benitez, lo spagnolo che dominò a Napoli come gli spagnoli a Napoli. Eravamo il regno più potente d’Italia prima che quel paraculo di Camillo si fottesse tutto… >>

Per sapere i nomi del nuovo allenatore e del ds dovremo aspettare. Continuo a pensare che forse i tempi e le modalità delle comunicazione del Napoli debbano migliorare, ma ci sarà tempo per pensare e scrivere sul futuro. Ora è il tempo dell’ultima di campionato. La “finale” con la Lazio è decisiva per le sorti del Napoli, per programmare al meglio la prossima stagione, con i proventi di una partecipazione alla Champions League.

Mister, ti spetta un caloroso saluto, comunque vada domenica.

Crescenzo Tortora

La Mia sul Napoli

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