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Io ti amo tanto, ma mi fai troppo soffrire. Arriva il Cesena, all’andata il Napoli vinse, nel ricordo di Pino Daniele (leggi quel pezzo con tanti riferimenti alla musica del cantante napoletano). Al San Paolo va in scena il solito Napoli, i prezzi stracciatissimi incentivano il pubblico, ma lo stadio non si riempie. L’ambiente non è sereno, e le recenti delusioni pesano. Polemiche le curve, applausi e fischi dal resto dello stadio. Sulla panchina del Napoli c’è Fabio Pecchia, prima per il nostro Pepe Pecchia.

Il primo tempo è una girandola di emozioni, alti e bassi, una montagna russa di gioie e sofferenze, il solito Napoli che a tratti mostra un grande calcio, poi si assopisce e subisce gol. Il Napoli con le voragini in difesa non tarda ad appalesarsi. Ad un quarto d’ora arriva il gol di Defrel. Il Cesena sulla trequarti cambia gioco sulla destra per Tabanelli, i nostri difensori sono piazzati, si spingono verso il pallone, è David Lopez che fa segno di coprire dal lato opposto della palla, ma Tabanelli serve il compagno vicino, Defrel, i nostri tardano ad uscire, e l’attaccante del Cesena trova lo spiraglio con un tiro a giro. E’ incredibile come si possa perforare questa difesa con così tanta facilità. Il San Paolo rumoreggia, arrivano sonori fischi. Ma c’è chi pensa che i fischi possano solo danneggiare la squadra, e nei distinti gli odiosi fischi vengono zittiti dal resto del pubblico. C’è bisogno del sostegno del tifo. E’ questo che deve fare il tifoso. Il Napoli è più forte di questo Cesena, non ce lo dovrebbe dire il campo, ma i valori dei giocatori. Ma se ce lo fossimo dimenticati, dopo quattro minuti arriva il pareggio. Callejon prova un tiro che assume una traiettoria imprevedibile, la palla arriva a Mertens che insacca. Esplode il San Paolo, anche quelli che avevano fischiato. Ma passano 2 minuti e il Napoli raddoppia. Il Napoli sfonda sulla sinistra, con un Mertens in giornata. Ghoulam si trascina un uomo sul fondo con una sovrapposizione, Mertens supera un uomo e guadagna lo spazio sul secondo per poter servire in mezzo, la palla è impattata da Gabbiadini. E’ gol! 2-1! La maggior parte delle azioni pericolose del Napoli partono dalla sinistra, Mertens sarà devastante anche nel secondo tempo, una scheggia impazzita tra i difensori avversari. Il Napoli non riuscirà più ad essere pericoloso nel primo tempo, si assopisce, e durante il recupero si fa perforare per la seconda volta. Non è possibile che dopo 2 anni si subisca sempre la stessa tipologia di gol. Col Bilbao, col Palermo, ecc. ecc. Su un altro cambio di gioco del Cesena, il Napoli tarda a cambiare lato. La palla arriva all’esterno, Volta, sul quale arriva Mertens, che non riesce a coprire, cross in mezzo, la solita palla che viene impattata dall’uomo che arriva da dietro. E’ ancora Defrel. Il solito gol. Il Napoli si schiaccia, Mertens è sull’esterno, e i 4 difensori coprono i due uomini avversari. Questa volta, i difensori si dimenticano Defrel, che rallenta e impatta la palla che va in rete. I mediani sono lontani! Serve più attenzione. 2-2. Delusione sugli spalti. Brutte sensazioni. Refrain

Inizia il secondo tempo. E’ sempre Mertens l’uomo più pericoloso. E’ suo il terzo gol del Napoli. Scambio nello stretto con Hamsik, e arriva la doppietta per il belga. Meritata per il migliore in campo. Hamsik continua a migliorare le sue statistiche. Ma il circo Napoli non è finito. Gli alti e bassi del Napoli lo portano a poter subire in qualsiasi momento. Brienza sfodera anche una rovesciata, Andujar salva in angolo. Entra Higuain per Gabbiadini. Applausi per il Pipita, anche se le televisioni parlano di fischi. Doppia possibilità per Hamsik e Mertens su un cross di Ghoulam, buona la partita del franco-algerino. Esce anche Hamsik, ed entra Insigne, per lui la fascia di capitano. Mertens va a disporsi dietro Higuain, ma si alternerà con degli uno-due con Insigne, imperversando sulla fascia sinistra. Nel finale esce Mertens, acclamato, entra Gargano per gli ultimi minuti. Ancora qualche sofferenza, in attesa che la partita finisca. 3 punti, e la Champions è ancora possibile.

Questo Napoli è come una donna che ti fa patire. La ami, e tanto, ma ti fa soffrire. Ti fa soffrire per tentazioni da poco. Come da poco è una squadra che è oramai retrocessa, che non avrebbe nulla da chiedere al campionato, e invece il Napoli le consente di arrivare al gol in due occasioni. Non si può soffrire tanto, dopo due anni non è possibile che questi giocatori si ritrovino a subire gol identici. Film che si ripetono. Immagini indelebili che si ripropongono, Bilbao su tutte. Capaci di distruggere l’avversario in 2 minuti, e di frantumarsi sulle proprie incertezze nella fase difensiva. Sempre sull’orlo del precipizio, una squadra che può tutto e niente, lo abbiamo scritto e riscritto in tutte le salse. Tante partite gettate alle ortiche, punti persi che ci avrebbero concesso un finale di stagione più sereno. Come ho scritto in un pezzo recente, abbiamo lavorato sulla base del rettangolo, ma l’altezza ne ha risentito (vai qui per saperne di più).

Il Napoli ha chiesto di giocare la partita con la Juventus allo stesso orario di Roma-Lazio.

Ne mancano due. Juventus e Lazio. E’ dura, ma vediamo che succede. Io ti amo tanto, ma mi fai troppo soffrire! Non farmi soffrire nelle ultime due, almeno in quelle. Ma forse pretendo troppo.

Crescenzo Tortora

La Mia sul Napoli

il blog: lamiasulnapoli.wordpress.com

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Soccer: Serie A; Napoli-Cesena