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La partita da gestire. Va preservato il tondo risultato dell’andata. Il San Paolo, popolato da circa 27000 spettatori, accoglie i lupi verdi di Germania e un discreto gruppo di supporter. La formazione azzurra è quella standard, in difesa Mesto sostituisce Maggio, in mezzo al campo vengono scelti Inler e David Lopez.

La partita inizia sulla falsa riga dell’andata. Loro che fanno possesso e noi che conteniamo per ripartire. Ma è subito chiaro che la partita del Napoli non è esattamente quella preparata. Troppo timidi. Sempre secondi sulle palle. I nostri si difendono quasi sempre bene, ma forse troppo. Concedono troppo. Non riescono mai a ripartire, solo nel finale del tempo danno qualche segnale di risveglio. Qualche pericolo per la nostra retroguardia. Bene Britos e Callejon in contenimento. Male Inler, tanti errori dello svizzero, lento e impacciato nel controllo e nello smistamento della palla. Gli ospiti arrivano vicino al gol in alcune occasioni. Ma la frazione termina a reti inviolate. Per fortuna.

Il Napoli non può continuare a seguire questo atteggiamento. Negli spogliatoi i giocatori saranno stati spronati, destati dal loro torpore, qualcuno avrà ricordato loro che la qualificazione sarà acquisita solo giocandosi questa partita fino in fondo, e infatti, scendono in campo con un altro piglio. Il Napoli schiacciato e timido del primo tempo, è ora arrembante. Mertens si accende. Mertens rientra col destro, tira a giro, la palla è fuori. Dopo un contropiede gestito male dai tedeschi arriva il gol. Sono passati 4’ dall’inizio del tempo. Il Napoli verticale, quello che ci piace. Higuain riparte, vede col terzo occhio Callejon dall’altro lato del campo. Lo serve con una splendida palla. Tiro del ritrovato spanish sniper. Palla deviata dal difensore avversario e Benaglio è battuto. Ancora Mertens, che fa filtrare una palla rasoterra e in diagonale, Callejon si fa trovare alle spalle dei difensori, prova un pallonetto, ma Benaglio non si fa sorprendere. Arriva alla conclusione anche Albiol. Ma il secondo gol è in agguato, lo si sente nell’area. Costantino lo fiuta (ma chi è Costantino vi chiederete?). Esce Hamsik e subentra Insigne. Il Napoli impazza con i suoi piccoletti. Insigne che serve Callejon, murato. Magnifico scambio stretto tra Mertens, Insigne e Callejon. Grande gioco del Napoli. E finalmente arriva il gol. Cross preciso di Insigne per Higuain che serve Mertens, che dopo una respinta del portiere sigla il 2-0. Il Napoli sembra possa dilagare. Ottima partita dei nostri attaccanti. Esce Higuain per Zapata. Ma i nostri, a qualificazione acquisita, si spengono. Probabilmente i jeansati (sì anche oggi jeansati) hanno pensato che fosse così. Concedono l’uno-due agli avversari. Prima Klose, non è il più famoso della Lazio, di testa da calcio d’angolo. E di nuovo di testa, gol di Perisic. Ma il Napoli continua a subire. Fendente di poco alto di Naldo. Negli ultimi 10 minuti Benitez pensa a difendersi in senso classico. Sì, il tanto vituperato fondamentalismo di Benitez non c’è più, o forse non c’è mai stato. Esce Mertens ed entra Henrique. Il Napoli passa dal suo 4-4-2 in fase passiva ad un più accorto 4-1-4-1, con Henrique a fare il mediano arretrato a legare difesa e centrocampo. La partita termina e il Napoli si qualifica alla semifinale. Lo segue anche la Fiorentina.

I nostri subiscono un leggero tracollo, chiaramente psicologico, che consente agli avversari di farsi avanti. Bene quelli in avanti, e complimenti a Britos per l’ennesima buona prestazione, sempre sicuro Andujar, impegnato in più occasioni, si è sempre fatto trovare pronto. Per fortuna l’aria leggera e soddisfatta del pre-partita non è stata distrutta da un atteggiamento mentale dei nostri non sempre adatto all’occasione, un quarto di finale di Europa League. Anche dopo un 1-4 dell’andata, il tifoso deve soffrire. I nostri, quando ritornano in se, mostrano un grande calcio, ed anche oggi, per metà del secondo tempo hanno stracciato gli avversari. Se questa squadra mantenesse sempre alta la tensione, sarebbe una grandissima squadra. Ma le sofferenze servono a godersi meglio le gioie. ‘Na gioia senza sofferenza è comm nu’ sientiment senza senso (mi perdonino i puristi della lingua per eventuali errori, dovrebbero insegnarci a scrivere in napoletano), l’avevo pensata oggi pomeriggio, frase che cade a pennello. Risultato storico. Il Napoli ritorna dopo 26 anni ad una semifinale di una coppa europea. Con Maradona fu la stessa coppa, la vecchia Coppa Uefa, che il Napoli vinse. Questo Napoli può tutto e niente. Può centrare un risultato storico. Una vittoria che cambierebbe drasticamente il senso della stagione. Benitez alla UEFA dice: «Stiamo scrivendo una piccola ma importante pagina nella storia del Napoli»

Crescenzo Tortora

La Mia sul Napoli

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Soccer: Europa League; Napoli-Wolfsburg