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In procinto di giocarsi l’accesso alle semifinali di Europa League, l’ambiente napoletano è in fermento per gli scarsi risultati che gli azzurri hanno ottenuto nelle ultime settimane. Tanti punti persi che hanno concesso alle inseguitrici di sopravanzare un Napoli che, nonostante qualche partita in cui il gioco ha latitato, ha dimostrato di fare sempre il suo gioco. Solo la scarsa precisione degli attaccanti e un’attenzione che ha lasciato a desiderare, oltre alle solite dormite difensive, hanno fatto sì che questa squadra si riducesse a percorrere quel filo invisibile che la tenesse tra la vita e la morte. Con la sconfitta in Coppa Italia è arrivato finalmente l’intervento del presidente che li ha messi tutti in riga. Si parte con il ritiro. Da ora a fine campionato attenzione massima. Il presidente ha dato la scossa che serviva alla squadra? Condivisibile o meno, nei modi o nella sostanza, tardivo o puntuale, quando scende in campo il presidente, il padrone della baracca, gli effetti si vedono.  Che sia chiaro, questo è lo stesso Napoli che ha giocato con Roma e Lazio, ma è uscito fuori quell’orgoglio, quella grinta, quell’attenzione, e soprattutto quel pizzico di fortuna in più, che in alcune partite non sono stati sempre al massimo. Non possiamo essere certi che il mister si sia fortemente risentito dell’intervento a gamba tesa del presidente, che i giocatori si siano sentiti pungolati eccessivamente dalle parole del capo e dal marasma mediatico che si è creato nelle ultime ore, fatto sta che hanno mostrato gli attributi.

Il Napoli ha giocato come sa fare, con la sua solita impostazione tattica, non importa come giochino gli altri, basta mettere un po’ di piedi rudi in mezzo al campo, non partire mai dai due mediani, che spesso sono stati poco precisi, e sfruttare le bocche di fuoco che si possono schierare in avanti. Se te la giochi con una squadra che gioca la palla meglio di te falle fare la partita. Una partita che non ha avuto mai storia, la Fiorentina avrà pure risentito della batosta con la Juventus in coppa, ma questo Napoli, se gioca come sa fare è un’ottima squadra. Gli manca la continuità. Colpa di una predisposizione psicologica e di un attenzione che vanno tenute alte, e bene ha fatto il presidente. Il Napoli è più pericoloso. Al 10’  Basanta colpisce il suo palo su un cross dalla sinistra. Ma questo è solo il preludio. Mertens ritorna a giocare come sa, al limite dell’area riceve palla, vede uno spiraglio e non gli resta che centrare l’angolo opposto con una palla a giro. E’ gol. Higuain non sembra concentratissimo, ma ha il lampo di genio e quando nessuno se lo aspettava tira un bolide terra-aria che si scaglia sotto la traversa e rimpalla a terra. E’ gol? Non è gol? L’arbitro di linea non convalida il gol, dalle radioline arriva la notizia dell’errore dell’uomo di linea, il gol era netto. Il Napoli attacca ancora, ma nel finale della prima frazione c’è un’occasione per Borja Valero che la butta fuori di poco.

Gli azzurri tornano in campo ancora carichi. Non sono sempre decisivi in fase offensiva, Gargano e David Lopez continueranno a macinare metri, qualche errore nel servire i compagni, ma i due faranno una buona gara. Gargano ovunque. Piano piano gli azzurri si avvicinano al raddoppio. Gabbiadini a giro e fuori. Higuain servito solo davanti al portiere, tenta di dribblarlo, ma si allunga troppo la palla. Occasione che il Pipita deve sfruttare meglio. Nella mente del tifoso ritornano i sentimenti più nefasti, questa squadra crea tanto e concretizza poco. Ma i nostri ci sono e continuano a giocare. Quando la palla deve essere rimessa è sempre palla lunga a scavalcare il centrocampo. Entra Hamsik per Gabbiadini. L’occasione sprecata di Higuain è presto dimenticata perché gli azzurri raddoppiano. E’ il nuovo entrato. Callejon per Hamsik che con un bel tocco insacca. Lo slovacco ha giocato poco questa stagione ma il suo importante impatto sulle gare lo ha fornito e le statistiche gli danno ragione (leggi Il contributo più o meno oscuro di Hamsik, da goleador a uomo assist). La partita è in mani azzurre, ma non si sa mai. Tensione alle stelle sugli spalti. Il mister mette in campo tutta la sua filosofia. Ad un quarto d’ora dalla fine esce Higuain al posto di Insigne, omaggiato da uno splendido striscione nei distinti. Callejon va a fare la punta centrale. Il Napoli continua col suo 4-4-2 in fase di non possesso, cambiano solo gli interpreti. A dieci minuti dalla fine esce Mertens ed entra Zuniga, per la serie, si difende attaccando. Il Napoli rimane granitico con la sua struttura tattica, e cambia 3 di quelli in avanti. Un errore di Andujar fornisce a Borja Valero l’assist per segnare, ma il viola sbaglia. Ma il terzo gol è nell’aria. Insigne è tornato e gioca come sa, cross dalla sinistra, alla sua maniera, ce ne eravamo dimenticati, ma è così, serviva Insigne per far sbloccare Callejon. La palla è precisa, a Callejon, da solo davanti alla porta, non resta che insaccare. Lo spagnolo si scrolla di dosso questi mesi di anonimato offensivo. Torna lo spanish sniper. Le sostituzioni di Montella non fruttano. 3 – 0. Dalla vittoria per 3 – 1 con la Dinamo il Napoli aveva segnato solo un gol nel pareggio con l’Atalanta.

Ottima partita di tutti gli azzurri, anche quelli come Albiol, che non hanno mai convinto eccessivamente, sono sempre presenti. Gabbiadini il più opaco.

Il Napoli è in silenzio stampa e continua il ritiro. La stagione è ancora in bilico e questa vittoria così schiacciante nel risultato ci mostra quanto questa squadra sia stata capace di sprecare durante tutta la stagione. Mente e cuore al Wolfsburg. Si parte per la Germania. Partita difficile che merita il miglior Napoli.

Manchi tu, Napoli sei tornato?

Crescenzo Tortora

La Mia sul Napoli

lamiasulnapoli.wordpress.com

 

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