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Un periodo di alti e bassi, di note positive e negative, troppe cadute, una montagna russa di risultati che ci porta a Mosca per il ritorno degli ottavi di Europa League. L’andata sorrise al Napoli, che dominò in lungo e in largo, non chiuse definitivamente la partita, ma portò a casa un utile 3-1 e mise un piede ai quarti, ma nulla fu deciso. Lungo la tortuosa via dell’identità e dell’equilibrio agli azzurri spetta di ricomporre i pezzi che avevano lasciato a Verona, dimenticare la dannata Giulietta e pensare ai biancoazzurri di Mosca.

Tornano in campo Maggio sulla destra e Jorginho in mediana. La batteria dei trequartisti è composta da Mertens, Gabbiadini e Callejon. Benitez non rinuncia al Pipita.

Il Napoli è più pericoloso. Gli azzurri arrivano subito vicino al gol, bella giocata di Mertens, tiro a giro, è palo! Dopo una manciata di minuti, Jorginho spacca la difesa con un bel filtrante per Callejon, bravi entrambi, il primo per il passaggio preciso, il secondo per il tempismo, Callejon si fa trovare solo davanti alla porta, incrocia la palla, la palla scheggia il palo ed è fuori! Ma la Dinamo è pericola sulle palle alte. Gol di testa di Samba su punizione dalla sinistra, ma è fuorigioco. Il Napoli attacca ripartendo, una volta accalappiata la palla in mediana. Altro pericolo per il Napoli, palla deviata e ancora gol, ma per fortuna è ancora fuorigioco. Il Napoli rischia sui calci da fermo, i russi sono bravi, ai nostri  tremano le gambe sui calci di punizione avversari. Un paio di recuperi di Britos. L’uruguagio è in crescita, non è proprio un purpo, come qualcuno lo dipinge. Il Napoli cerca di sfondare sulle fasce. Bene Mertens. Egoismo Higuain. I nostri in avanti non fanno sempre la scelta giusta nell’ultimo passaggio. Grande azione Higuain-Gabbiadini, Gabbiadini si infila centralmente col pallone ai piedi, poi mette la palla in mezzo, è lunga. Nulla di fatto. Finisce la prima frazione di gioco. Il Napoli trema sui calci da fermo, e spreca in avanti.

Nel secondo tempo la strategia del Napoli è sempre la stessa. Lasciare il pallino del gioco agli avversari, recuperare palla e ripartire. Nonostante una buona attitudine dei nostri, in alcuni frangenti della partita alcuni azzurri danno l’impressione di giocare con sufficienza, i nostri arrivano secondi sulle palle, non è un buon segnale. I biancoazzurri russi si propongono in molte occasioni. Britos fa un ottimo salvataggio su una bella azione russa. Higuain e Gabbiadini non giocano la loro migliore partita, abbastanza sottotono. Higuain non è il solito Higuain, sbaglia in fase di disimpegno e non solo. Viene servito in profondità, il portiere esce dall’area, l’argentino lo evita e tira in porta, ma la palla è alta. Peccato, che occasione sprecata! Il gol avrebbe detto la parola fine sulla partita. Il Napoli difende, e la Dinamo si propone. Qualche errore dei nostri mi sta innervosendo. La Dinamo gestisce la manovra ed è pericolosa, il Napoli riparte. De Guzman entra per Mertens. Pericoli dal nostro lato destro. Il Napoli continua a difendersi, ma i nostri fanno di tutto per ribattere malamente la palla e restituirla agli avversari. Pericolo Kuraniy! Il calciatore tedesco vuole ripetersi, incorna su un cross dalla destra. Per fortuna, nulla di fatto. Esce anche Gabbiadini per Hamsik. Higuain continua a mostrarsi non proprio in vena. Si vede anche una cavalcata alla superbike di Maggio, servito in profondità. Maggio vecchia maniera. Arriva anche l’ultimo cambio, Higuain per Zuniga. Callejon passa al centro dell’attacco. Tante le palle giocate dal colombiano, che fa tanto possesso palla ed è utile alla causa del Napoli, tenere gli avversari lontano dalla porta di Andujar. Nella parte finale qualche ripartenza e anche una ghiottissima occasione di Callejon, che servito da Hamsik non vuole proprio ritornare al gol. Ha deciso che il gol non fa più per lui. Gli ultimi minuti vedono l’arrembaggio russo. Per fortuna la partita finisce 0 – 0. Napoli qualificato ai quarti di Europa League. Miglior risultato europeo del Napoli di De Laurentiis.

Tante opportunità per andare a rete, ma spesso è mancata la fortuna e l’abilità nell’ultimo passaggio oppure nella conclusione finale. Qualche giocatore sottotono, come Higuain e Gabbiadini, ma il Napoli fa una partita di sacrificio, tanta difesa, recupero palla e ripartenza. La fase difensiva è efficace, tanto sacrificio per i due mediani e bene Britos, che ancora una volta si fa notare per alcuni recuperi provvidenziali. Bene sulle fasce. Tanti pericoli sulle palle alte, ma il Napoli torna dalla Russia con una qualificazione importante, e non solo per il morale.

L’impressione è che la squadra abbia rallentato nelle ultime partite, non è più la squadra di un mese fa, non è più il Napoli della rimonta alla Roma. Difficile capire cosa non vada. E’ probabile che il Napoli perda colpi perché  il materiale umano a disposizione non permette di competere al massimo sui tre fronti. Ma gli azzurri sono lì. E’ quello che conta. Il passaggio del turno è quello che conta. Complimenti al Napoli. Risultato storico. Nel frattempo la Roma è travolta dalla Fiorentina. Roma sempre più in crisi.

In conferenza stampa Benitez ha dichiarato: “Nel campionato italiano le squadre si basano sull’avversario e fanno una tattica per annullarlo. Per crescere noi dobbiamo creare la nostra identità, che possa far bene anche in Europa. Sappiamo che ci manca ancora qualcosa in fase difensiva ed un pizzico di equilibrio. In ogni caso anche nel campionato possiamo fare meglio, essendo più cinici nelle occasioni che produciamo”

Il Napoli è ai Quarti di finale di Europa League, lungo la tortuosa via dell’identità e dell’equilibrio.

Crescenzo Tortora

La Mia sul Napoli

lamiasulnapoli.wordpress.com

 

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