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In un San Paolo vuoto  inizia l’avventura del Napoli in Coppa Italia. Da detentore e con la coccarda tricolore sul petto. La partita non è molto sentita, ma i nostri vogliono passare il turno. Il telecronista della Rai ci ricorda che su 29 partite, quest’anno Benitez ha schierato per 26 volte una formazione diversa. Quest’oggi il turnover è apocalittico. Andujar tra i pali. Mesto, Henrique, Britos e per la seconda volta Strinic. Chiede a Gargano uno sforzo (salterà la prossima di campionato) e gli affianca Jorginho. Avanti Mertens, Hamsik e Gabbiadini. Zapata a fare sportellate. Di Natale è in panchina, succede spesso quando l’Udinese gioca contro il Napoli.

I nostri guidano la partita. Entrano in campo e Zapata si procura un rigore. Tira Mertens ma impatta la traversa. Ma la partita prosegue bene per i nostri, dopo 8′ già due gialli per i nostri avversari. Buone azioni dei nostri che però non fruttano. Qualche sbandamento in difesa, il solito gioco sulle fasce. Si vede anche Henrique fare una rovesciata e Zapata che tenta di dribblare anche i tifosi in curva. Si registra anche un palo di Gargano su una palla deviata.

Il Napoli inizia il secondo tempo come aveva finito il primo, attacca, ma concede spazio agli avversari. Salvataggio di Andujar su Théréau, da solo e in fuga. Ma i nostri continuano a sbilanciarsi. Al secondo contropiede siamo in inferiorità. E’ gol. E’ Théréau. Arriverà il pareggio del Napoli. Su un cross Zapata viene trattenuto e va giù. Fallo dubbio. L’arbitro assegna il rigore, questa volta tira Jorginho. Questa volta è gol. A facilitare i nostri, fallo su Mertens e doppio giallo per Widmer. E’ fuori. Il Mister toglie Gargano e inserisce De Guzman sulla mediana. Vuole dare più qualità al gioco.  Il Napoli giocherà in superiorità numerica per 50′, ma sarà meno facile di quello che ci si aspetta. Gli azzurri continuano a macinare gioco, ma si registrano pericoli per entrambi i portieri. Lasciamo troppo spazio ai nostri avversari, Allan è un diavolo. Verso la fine Gabbiadini esce al posto di Callejon.

Sono allibito e commento su facebook con uno stato interlocutorio: “Mah”. Un amico, Vincenzo, mi scrive “mah? altro che mah! meglio che non ti scrivo quello che sto dicendo io ora!”. Morti e santi che si arrotano nelle loro tombe.  Fabio si chiede perché i nostri avversari segnino in maniera così semplice e termina con: “E noi nun simm cazz e tirá rint a port nemmeno con l’uomo in più!!!” (“E noi non siamo capaci di tirare in porta nemmeno con l’uomo in più!!!”).  Pensieri e sentimenti condivisi. La cosa sconfortante è che l’uomo in più non si è proprio visto in campo.

Il Napoli è in superiorità, pur giocando con le riserve ha maggiore qualità. Può e deve fare gioco, forzare ed arrivare alla rete. Ed invece no. I nostri entrano in campo assopiti. Britos perde palla, tiro in porta di Aguirre e Mesto salva sulla linea. Giandomenico, mi hai ricordato Gianluca, quel fantastico salvataggio di Gianluca Grava. Ah dimenticavo. E’ entrato Kone, la nostra bestia nera. Tiro di Kone, salva Andujar. I nostri dormono. E Kone fa tutto quello che vuole. Vincenzo mi scrive: “ma che caspita gli abbiamo fatto di male a Konè?!” (per ragioni di decenza ho dovuto sostituire una parola con caspita). Infatti, ma gli si accende la lampadina quando gioca con noi? Kone fa tutto quello che vuole e i nostri dormono. Fortunatamente Hamsik ha imbeccato la giornata giusta. Probabilmente la sua migliore partita di questa stagione. Dalla sinistra si accentra e scaglia una torpedine verso il palo lontano. Scuffet non può nulla. Ho rivisto il miglior Hamsik in questo tiro. Buona partita la sua. Dicevo che l’uomo in più non si vede. Infatti, concediamo troppo. Sbagliamo troppo. Palla sulla loro fascia destra, come al solito la nostra difesa e i mediani sono schiacciati e lasciano Kone solo, che al volo insacca. Di nuovo lui, è amore il suo. Acquistiamolo, questo per i nostri colori farebbe di tutto. E’  2-2. Il Napoli si propone, ma le forze vengono meno. Mertens ha sulla testa l’occasione dell’ultimo secondo, ma sbaglia. Fino all’ultimo Benitez ha titubato sull’ultima sostituzione da fare. Sceglie Higuain al posto di uno stremato Zapata. E si rivelerà una sostituzione risolutoria.

Arrivano i rigori. In 10 contro 11, i giocatori dell’Udinese hanno dimostrato più cuore, aggressività e voglia. Pensavo che avrebbero avuto una marcia in più anche sui rigori. Ma fortunatamente mi sbagliavo. Allan sbaglia il quinto rigore, Andujar para. Higuain non sbaglia. Si vince, la felicità non è quella di Doha, ma Higuain allarga le braccia ed esulta. Aspettiamo l’Inter di Mancini al San Paolo.

Hamsik gioca la sua miglior partita, grande prestazione e magnifico gol, Mertens è stata una spina nel fianco, Zapata si è procurato due rigori e ha lottato facendo valere i suoi muscoli. Sempre sostanza quella di Gargano e Jorginho è sembrato più attento e propositivo, lo si è visto fare anche un sombrero. Gabbiadini ha un’occasione di testa e serve un assist per Hamsik, ma poco più. Strinic ancora all’altezza, già inserito negli schemi, ma cala nel finale. Mesto gioca una buona partita e salva anche il risultato sulla linea. I due centrali così e così, cose buone ed altre brutte. Britos cerca il suicidio in un paio di occasioni. Andujar salva il risultato più volte. Dei subentranti, una nota di merito per Higuain, che segna il suo rigore.

Ma è sembrato un film horror. Nonostante molti dei nostri abbiano sfoderato una buona prestazione, il Napoli ha giocato in superiorità per buona parte della partita ma non ha sfruttato questo vantaggio, concedendo troppo agli avversari. Probabilmente un po’ di fortuna sull’assegnazione del secondo rigore (da verificare), tante occasioni per segnare e tanti errori. Dormite  e gesti di bel calcio. Le sue solite due facce, ma questa volta la fortuna ci appoggia. Per fortuna vinciamo una partita sconcertante. Complimenti all’Udinese di Stramaccioni. Spegniamo la tv, lunedì vorremmo vedere una commedia romantica.

Crescenzo Tortora

lamiasulnapoli.wordpress.com

Soccer: Italy Cup Eighth Finals; Napoli-Udinese

Alcune foto dalla tribuna stampa

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