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Cesena Napoli Pino Daniele (da ANSA)

A Cesena si parte con l’omaggio al compianto Pino Daniele, la cui morte lascia un vuoto artistico e tanto dolore negli animi di uomini e donne cresciuti con la sua poesia, che tanta innovazione aveva portato nel panorama musicale italiano degli anni 80. Il Napoli chiede ed ottiene il minuto di raccoglimento e il lutto al braccio, indossato da entrambe le squadre. Stonano gli sporadici fischi percepiti al Manuzzi, messi a tacere dall’applauso scrosciante dei tifosi del Napoli e del Cesena. Anema e core al Manuzzi.

La partita è quella del solito Napoli. Bello e dannato. Come la Napoli che racconta Pino Daniele nella sua Napule è, il Napoli è mille culure, mille paure, addore e’ mare, e ‘na carta sporca, è tutto nu suonno, e a’ sape tutt o’ munno, può farsi male da solo o dominare, è il solito Napoli a due facce. E’ un Napoli che se non è convinto, se non vede nell’avversario il più difficile da affrontare, se non ha paura, rischia e può sprofondare nelle sue poche insicurezze, è come ‘o scarrafone. Nella prima parte del primo tempo i nostri avversari tengono bene il campo, si difendono bene, i nostri non sono decisi sulle palle, e corrono un paio di pericoli, Napoli ad acqua ‘e rose. Ma il Napoli se decide che deve fare il Napoli, è attento, non gioca con sufficienza e fa valere le qualità che ha in avanti è inafferrabile. E sona mò. Tutta n’ata storia. Scambio tra Hamsik e Higuain, un doppio rimpallo favorisce Callejon, che torna al gol con un fendente di esterno destro a pochi metri dall’area zeppa di avversari. Lo spanish sniper (per citare un film che è nelle sale cinematografiche), il mascalzone latino è tornato. Che dio ti benedica. Il Napoli è oramai padrone del campo. Al quarantesimo dimostra come si possa fare gol in soli 2 passaggi. Rafael serve Hamsik sulla trequarti che vede la fuga di Higuain e lo serve perfettamente, Higuain completa l’opera dribblando il portiere e insaccando. Yes I know my way. La partita è chiusa, ma non si sa mai. Keep on movin’. Nel secondo tempo arriveranno altre due reti. Prima Higuain che serve Hamsik, lo slovacco ringrazia Capelli che si porta la palla in rete. Il mio nome è Marek Hamsik e vivo qui. Il quarto gol è di Higuain che fa il suo solito movimento, incrocia la palla che passa sotto le gambe di un avversario e il portiere non può nulla. I suoi sono passi d’autore. Concediamo il gol della bandiera agli avversari: è Brienza con un bel tiro da fuori. Quando Brienza segnerà il prossimo gol chiamatemi. La partita termina sul 1-4, alleria.

Nonostante la prima parte di sbandamento, il Napoli gioca una buona partita. Rafael è in ripresa, più convinto, bene anche sulle palle alte. Senza peccato. Il mister risparmia Koulibaly, ancora diffidato, qualche errore del suo sostituto Henrique. Britos si limita al contenimento e salva su un tiro a porta sguarnita. Bene Maggio che gioca da Superbike da un po’ di settimane.  Dei mediani bene David Lopez ma qualche indecisione per Gargano, un po’ sottotono questa sera. Bene tutti quelli in avanti. Hamsik decisivo quest’oggi, il migliore visto questa stagione, niente è come prima. Callejon torna tra noi e Higuain è un indemoniato, je so’ pazz. Bene De Guzman. Nel secondo tempo entrano anche Mertens, Jorginho e Radosevic, quest’ultimo schierato sulla fascia al posto di Callejon.

A 10 dalla Juventus e 9 dalla Roma. Il Napoli è a 30 punti. Ricomincio da 30. Domenica  arriva la Juventus al San Paolo, possiamo accorciare.

Vai mò. Forza Napoli.

Crescenzo Tortora

lamiasulnapoli.wordpress.com

Cesena Napoli Pino Daniele (da ANSA)
Cesena Napoli Pino Daniele (da ANSA)