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Si sta parlando solo dello scandalo. Nessuno sta pensando ai ragazzini della Pro Piacenza scesi in campo contro il Cuneo. Si sono presentati in 7, poi in 8 dopo aver ritrovato la carta d’identità. Hanno perso 20-0, ma non è una umiliazione. Non lo è mai quando vai a sbattere contro i mulini a vento. Anche a costo di pagare per le colpe degli altri, che sono adulti, ma anche terribilmente piccoli.

E’ questo il calcio che vogliamo mostrare ai millenials? Sono questi i valori che vogliamo trasmettere ai più giovani? Mi domando che senso abbia continuare così. Come glielo spieghiamo che lo sport dovrebbe essere altro? Come potremmo essere credibili se gli diremo ancora una volta che lo sport dovrebbe contenere parole come rispetto, lealtà e principio?

Ci auguriamo che nessuno di loro lasci il calcio dopo questa farsa. Perché sarebbe ingiusto. E perché significherebbe calpestare un sogno che stasera somiglia tanto a un incubo per chi si è chinato 20 volte per raccogliere il pallone in fondo al sacco.

La pagina facebook ufficiale della Pro Piacenza è abbandonata da dicembre. In copertina campeggia la scritta “Proviamoci”, sul sito ufficiale c’è un comunicato del 1 febbraio a firma del Presidente. Il titolo è “Ora Basta”, all’interno si minacciano querele a destra e a manca. Uno scenario grottesco come nei romanzi di Gogol, dove ci sono nasi che abbandonano la faccia e vanno in giro per le strade cittadine e truffatori che cercano di acquistare le anime morte. Ma questo non è un romanzo. E’ tutto terribilmente vero. Al presidente Gravina il compito di mettere la parola fine.