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E’ un artista. Anche se a volte il suo lavoro somiglia a quello del chirurgo sia per gli strumenti adoperati, sia per l’estrema precisione. Costantino Sasso, alias Costatattoo da Marigliano,  è un tatuatore professionista, uno dei 300 selezionati per l’International Tattoo Fest che si svolgerà alla Mostra d’Oltremare dal 20 al 22 maggio. Lo abbiamo intervistato per scoprire qualcosa in più su questa “forma d’arte”.

Da Marigliano all’International Tattoo Fest. Quando e come Costantino Sasso è diventato Costattoo? 

“Ho iniziato negli Anni ‘90 quando fare il tatuatore non era una moda ma era una cosa di nicchia, trasgressiva. Mi affascinava esprimere la mia arte su pelle invece che su carta. Avevo 17 anni ed i miei, mamma, insegnante e papà medico, non erano d’accordo. Mi sono iscritto anche a Giurisprudenza ma poi la mia passione è diventato il lavoro della mia vita. In provincia nessuno si tatuava, all’inizio mi guardavano strano. Poi questa arte si è evoluta tantissimo ed oggi è una vera e propria mania, una pratica diffusa in tutti gli strati sociali”.

Il tatuatore è un artista? 

“Al 100%. Un artista che si esprime su pelle. Esistono anche in questo campo diverse correnti: tribale, sempre esistite tatuaggi spirituali; giapponese; tradizionale, quelli che facevano i marinai; realistico, grazie alle nuove tecnologie con i materiali anche i ritratti. È molto più difficile fare un tatuaggio che un quadro, noi non possiamo sbagliare”.

Nelle civiltà antiche il tatuaggio era sia  una carta di identità sia un rito di iniziazione simbolico. Oggi  questi significati sono stati smarriti. Eppure tanti ragazzi sfoggiano un tatuaggio. Perché lo fanno?

“Si è perso ma ci sono tanti motivi. Adesso c’è chi lo fa per moda, chi è un appassionato, chi per abbellimento, chi colleziona grandi artisti, chi gli da un significato particolare (nascita, perdita) per rappresentare. In alcune zone del mondo è un percorso di vita, da piccoli poi maggiorenni. Simboli di protezioni, di forza, buon auspicio. Scritta la vita su pelle”

Perché una persona  estranea a questo “mondo” dovrebbe venire all’International Tattoo Fest?

“Innanzitutto può vedere una galleria d’arte vivente, ascoltare il ronzio delle macchinette, 300 tatuatori in simultanea quasi a formare una melodia e poi venirsi a fare un tatuaggio che colora la propria vita. Possono ascoltare musica dal vivo nel giardino della mostra d’Oltremare, assaggiare cibo delle nostre tradizioni, guardare le performance dei writer, e ci sarà anche chi terrà un laboratorio di pittura per bambini”.

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Mariano Messinese

Twitter:@MarianoWeltgeis