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Nessuno sparo, nessun grido di dolore. Le armi tacevano. Quella notte c’era silenzio. Ma i soldati non si fidavano. Quella calma era solo apparente. Nelle trincee intorno a Ypres  avevano imparato presto il concetto di guerra di posizione. Da un momento all’altro poteva scatenarsi l’inferno. Era la vigilia di Natale del 1914 e il ricordo dei cari a casa si mischiava all’angoscia di non poterli vedere più.

CANTI DI NATALE- Ma quella era una notte diversa dalle altre. E i soldati lo avrebbero scoperto presto. Stava accadendo un miracolo: senso di umanità? Lume della ragione? Intervento divino? Chissà, sicuramente qualcosa cambiò il corso tragico della storia, anche se solo per poche ore. D’un tratto nella no man’s land si alzarono canti di Natale. Un soldato tedesco uscì dalla trincea. Poi un altro e poi altri ancora. No, questa volta non andavano al martirio nella guerra delle nazioni. Non obbedivano a un insensato ordine degli ufficiali. Nessun atto di eroismo per conquistare un insignificante pugno di terra. Niente di tutto questo, era una richiesta di tregua. Spontanea e pertanto umana. Profondamente umana.

LO SCAMBIO- Gli inglesi temevano una trappola. Poi sciolsero il nodo delle diffidenze e uscirono dai loro rifugi. Inglesi, tedeschi e in parte francesi si incontrarono a metà strada, nella terra di nessuno bagnata dal sangue dei giorni precedenti. I soldati fraternizzarono e si scambiarono doni: sigarette, tavolette di cioccolato, spille e persino gli elmetti.

LA PARTITA- Ma non solo. In quelle poche ore diedero vita a una partita di calcio, giocata sul campo di battaglia. Sia chiaro, fu una gara non convenzionale. i giocatori erano più di 22, non c’erano le linee a delimitare il terreno, il pallone era fatto di stracci con le divise militari a far da maglie e gli elmetti da porte. Chi vinse? Qui storia e leggenda si mescolano. La fonte principale è Kurt Zehmisch, soldato tedesco inquadrato nel 134° reggimento sassone. Zehmisch racconta di un doppio vantaggio per la Germania, della rimonta alleata e infine del definitivo 3-2 di marca tedesca. Un finale da film e forse un po’ romanzato, come in certe produzioni hollywoodiane. Ma non importa: la partita si giocò davvero e la tregua fu replicata anche in altri punti del fronte.

LA FOLLIA- Anche se non piacque a tutti. I vertici militari e politici dei paesi coinvolti nel conflitto scoraggiarono il ripetersi di altri episodi simili. E così il senso di umanità sparì, i lumi della ragione si spensero, la provvidenza divina si assentò, mentre  il sangue riprese a scorrere. Lo avrebbe fatto per altri 4 lunghi anni.