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Napoli, oltre per le sue bellezze, è ricordata anche per la cabala. Ogni avvenimento straordinario è oggetto di giocate al lotto e di combinazioni assurde. Anche la storia della Napoli calcistica sembra ossessionata dai numeri. Se il Napoli di Maradona aveva un solo e unico numero, la “Dieci” di Diego, il Napoli di De Laurentiis è ossessionato dal numero 7. Dal primo anno in serie A, il numero 7 è stato sempre un numero decisivo per le sorti degli azzurri. Nei primi anni, Lavezzi è stato il trascinatore di una squadra sorprendente che conquisto l’Europa al primo anno di serie A. Quando nel 2010 approdò al Napoli Edinson Cavani, il Pocho lasciò la numero 7 al giovane matador. Quella maglia esorcizzò il talento del Palermo trasformandolo in un goleador incredibile. La cessione di Cavani al Psg porta il presidente De Laurentiis ad acquistare un top player come Higuain e tanti giocatori di talento come Mertens e Callejon. La numero 7 finisce sulle spalle dello spagnolo. La magia della numero 7 è terminata? Nemmeno per sogno. Bastano pochi minuti al numero 7 del Napoli nella gara di esordio col Bologna per marcare la sua prima rete con la maglia azzurra. Il talento spagnolo non si fermerà più passando per giocate fantastiche e conclusioni incredibili. Da Firenze a Cagliari fino all’ultima perla di Domenica contro la Roma. Se poi anche Maradona si inchina al talento di Josè Maria Callejon non possono nascere altre discussioni. Il 7 è il numero del Napoli di De Laurentiis che unito al 10 di Maradona sottolinea lo svantaggio del Napoli dalla capolista Juventus. Un segno del destino? Forse bisogna unire le due storie per colmare quel divario che divide Napoli, il Napoli e i suoi tifosi dal paradiso.

Luigi Iervolino