CONDIVIDI

golfo_di_napoli_20090513_1899415448

 

Massimo D’Azeglio, Presidente del Consiglio prima dell’unità d’Italia, è ricordato da tutti per una storica frase pronunciata dopo il 1860:”Purtroppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gli italiani”. D’Azeglio, se fosse vivo oggi, e andrebbe allo stadio nella sua Sabaudia allo Juventus Stadium penserebbe la stessa cosa? Probabilmente direbbe che non è cambiato niente a distanza di 154 anni. Allora perché in tutti gli stadi del Nord e del Centro Italia si cantano questi cori beceri contro i napoletani? Questo odio nei confronti di connazionali meridionali da dove deriva? Semplicemente timore.

Questo fenomeno dei cori discriminatori si verifica ogni Domenica perché il timore che Napoli e il Napoli siano diventate una realtà di tutto rispetto provoca irritazione e sconforto. Essere una squadra competitiva, stimata in tutto il mondo e senza un euro di debiti crea disappunto in molte zone d’Italia. Avere un presidente innamorato della propria squadra che vive per la società e per la città è un privilegio per pochi.

Poi il senso dei cori qual è? “Oh Vesuvio lavali col fuoco” “Senti che puzza, scappano anche i cani… stanno arrivando i napoletani”; pensano che i napoletani puzzino e che non si lavino. Mi viene difficile da pensare visto che è un popolo situato su un mare meraviglioso, un cielo sempre azzurro e un sole favoloso. Mica come alcuni ambienti dove piove sempre e non esce mai il sole? Si sa… l’acqua stagnata può provocare cattivi odori.

Perché invocare il Vesuvio? È la cosa più bella che esiste, un capolavoro della natura situato sul golfo di Napoli che fa da cornice a uno spettacolo maestoso. Tutto questo per quale motivo? Perché hanno paura che Napoli torni a vincere? Forse, un giorno non molto lontano, in una Domenica di Maggio tutti gli stadi d’Italia saranno chiusi e uno solo sarà aperto: lo Stadio San Paolo. Per fare cosa? Per festeggiare il terzo tricolore e cantare:” Siamo noi, siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi”. Solo allora questo fenomeno della discriminazione razziale finirà.

Luigi Iervolino