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Sonia Sodano, giornalista sportiva e conduttrice di “Donne Nel Pallone” in onda su Julie Italia (canale 19 del dtt) ha così commentato i fatti accaduti durante Napoli-Atalanta, gara valevole per la decima giornata di campionato.

Quella contro l’Atalanta è stata la partita della vergogna. Giacomelli non ha dato al Napoli due rigori netti, quello su Callejon a cui è stato dato un calcione sulla tempia da Pasalic che meritava un rosso e poi quello di Llorente di cui parlano tutti. Non solo. Giacomelli si è permesso anche di mettere le mani addosso a un giocatore del Napoli, spintonando Callejon. Un gesto vergognoso, che andrebbe assolutamente punito, proprio come solitamente viene punito quando a farlo è un calciatore. Se il Napoli non fosse ritornato in campo sarebbe stato un atto di protesta che avrei sposato in pieno. Il gesto di Tonelli di regalare il pallone all’arbitro è il simbolo di un sentimento condiviso da tutti. Un gesto che racchiude l’amarezza di vedere infranta ogni forma di rispetto nelle regole di uno sport che amiamo.”

Quello su Kjaer non può essere fallo. Llorente in area atalantina sta per saltare. Ora converrete con me che nessuno salta con le braccia attaccate al colpo perché non siamo pinguini. Si sta sistemando in posizione, mentre guarda il pallone che il compagno gli sta per servire. E’ in procinto di colpirlo di testa. Kjaer si fionda su di lui e lo afferra, è ovvio che nel fare questo il gomito di Llorente lo sfiora. Kjaer non guarda neanche per un attimo il pallone va diretto sullo spagnolo. Non ho mai visto una marcatura del genere, né sta scritto da nessuna parte che si marca in quel modo, anzi. Non siamo mica nel wrestling. E’ fallo da rigore perché avviene nell’area degli ospiti.”

A chi dice che il fallo è di Llorente allora dico, che è in cattiva fede. Comunque, andiamo ad analizzare il comportamento di Giacomelli dicendo per assurdo che queste persone hanno ragione. Se fosse stato Kjaer a subire fallo, Giacomelli aveva il sacrosanto diritto di fermare il gioco. La norma del vantaggio si applica quando l’azione di chi subisce il fallo sta avvenendo vicino alla porta avversaria o quando c’è la possibilità di sviluppare immediatamente un attacco promettente verso la porta avversaria. Nessuna delle due occasioni era quella in cui si trovava l’Atalanta. Lo scontro tra Llorente e Kjaer è avvenuto davanti alla porta di Gollini.”

Il gol di Ilicic è stato figlio della sicurezza da parte dei partenopei di veder fischiato il fallo. Nessuno dei ragazzi va a difendere la propria metà campo con la sicurezza di cui dispongono. Tutti credevano che Giacomelli fermasse il gioco.”

Dopo il danno anche la beffa. Trovo assurda l’espulsione di Carlo Ancelotti. E’ vero entra nel campo e questo così come dice il regolamento è un comportamento da rosso, ma come lo stesso mister ci ha raccontato nel post gara, è stato Giacomelli a chiedergli una mano per far rientrare i suoi in campo e riprendere il gioco. Solo per avergli suggerito di andare a guardare il Var si è beccato l’espulsione. Ho visto un abuso di potere in tutto quello che ha fatto Giacomelli. Dopo tutto questo adesso la squalifica e la multa. Davvero sconcertante. Questo non è calcio è camorra!“

In Inghilterra e in Spagna per alcune partite c’è il commento arbitrale che viene pubblicato sul sito della Lega per spiegare le decisioni prese nel corso della gara. Mi piacerebbe che gli organi competenti potessero pensare a una soluzione del genere anche qui in Italia. Magari qualcuno pensa che non siamo pronti a vivere un’esperienza del genere in questo momento storico, ma lo si diceva anche del VAR e ora non è pensabile farne a meno.”

Da subito ci ho tenuto a calmare i tifosi, invitando a chiedere giustizia, senza violenza, proprio perchè i toni si sono inaspriti tantissimo sul termine del match, ma hanno decisamente ragione nell’essere così arrabbiati. Spendono soldi per andare allo stadio, altri soldi per guardare le partite in tv, si sentono presi in giro.“