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Preambolo. Oggi mi concentrerò sul concetto di verità, sulla verità scientifica, sul metodo scientifico. Il processo scientifico è una catena di passi per arrivare a descrivere un evento, come una lente gravitazionale, o un processo fisico che porta alla formazione di una galassia. Il fenomeno si osserva, si accumulano un certo tipo di osservazioni, si fanno test, si analizzano i risultati con modelli e simulazioni, per poter derivare la fisica che c’è dietro quel fenomeno. In alcuni eventi, più complessi della caduta di un grave o dell’orbita di un pianeta, non si arriva sempre ad una soluzione immediata, ma ad ipotesi, che possono anche essere smentite. A volte siamo prossimi alla verità, altre meno. E quindi ci si può anche chiedere il vero significato di una verità scientifica. Ci si può chiedere se la scienza sia sempre capace di “vedere” la verità, o se ne faccia semplicemente una descrizione. La verità sul Napoli, che deduciamo dalla partita, è realmente tale? E’ realmente quello che sembra?

Copertina_Sali-NapoliLa partita. Contro il Salisburgo, alla Red Bull Arena, il Napoli non gioca bene (non è una novità, state pensando). Non ci piace. Ma va in gol con un Mertens ancora ispirato. Si fa schiacciare, il Salisburgo è una serie di ingranaggi precisi e veloci, che agiscono su una linea ossessiva offensiva, che mette gli azzurri in grosse difficoltà. Malcuit dorme e crea un rigore per gli avversari, pareggio su rigore di Haaland. Eppure gli avversari sembrano molto sprovveduti in fase difensiva. Fanno molta densità e pressano alto, lasciando inevitabilmente degli spazi sterminati, che però il Napoli non sembra riuscire a sfruttare pienamente. Mertens è in un periodo d’oro, supera Maradona nella classifica marcatori di sempre del Napoli, ma il suo compagno di reparto, Lozano, è ancora un oggetto sconosciuto. Il Napoli non gioca come vogliamo, non ci piace, ma sembra tenere, anche se serve di più per frenare la forza offensiva avversaria. Sembra che il Napoli non voglia uscire dal suo oblio, ma Malcuit si fa perdonare, e Mertens raddoppia. Poi, nel giro di 1 minuto arriva prima il raddoppio di Haaland (Koulibaly si fa superare improvvidamente da una palla alta), e poi il gol vittoria di Insigne, entrato in campo solo pochi minuti prima. Il Napoli sfrutta le praterie della Red Bull Arena. Vittoria sofferta, 3 punti e primato nel girone.

Conclusioni. Vorremmo un Napoli perfetto, lineare, che domina senza soffrire, ma invece ci troviamo di fronte una squadra spesso in difficoltà. Ma sembra che ne stia uscendo. Non è la macchina quasi-perfetta di Sarri, non è altrettanto bella, ma forse più capace di soffrire, più romantica. Se cerchiamo di capire questo Napoli esistono due distinte interpretazioni. Una estetica che non ci può piacere, che ci lascia con l’amaro in bocca, che fa gridare in favore della cacciata di Ancelotti (secondo qualcuno). Ed una concreta. Pensate che il Salisburgo era imbattuto tra le sue mura da 70 partite, lo stesso Napoli ci era caduto la passata stagione. Pensate che il Napoli è primo nel suo girone, nel girone del Liverpool, nonostante le infinite difficoltà. Il calcio non è proprio come una galassia o un grave che cade da un albero, lascia varie interpretazioni. Anche se alla fine, forse, quella che conta veramente, è quella che ti lascia il campo dopo 90 minuti di sofferenza, una vittoria, i 3 punti, e il primato del girone. Forse è questa l’unica verità che conta, o forse è quella che aiuta a respirare, che aiuta a tirare su gli animi, che ridimensiona le opinioni di quelli che danno già giudizi definitivi.

La mia sul Napoli