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Il preambolo. Dal disordine e l’entropia di Fiorentina – Napoli (Lezione 1), una vittoria entropica, alla natura quantistica del Napoli, nella sua accezione più negativa. La fisica quantistica è una branca delle fisica che spiega egregiamente il mondo microscopico, il comportamento di particelle subatomiche, atomi e molecole, descrivendoci fenomeni fisici che con il mondo macroscopico non hanno nulla a che fare. La fisica quantistica non è deterministica come quella di Newton: le particelle hanno una probabilità di essere in uno stato quantistico. Il paradosso del gatto di Schroedinger è un tentativo di spiegare in maniera semplice l’assurdità della fisica quantistica (se giudicata utilizzando la nostra esperienza quotidiana). Metti un gatto in una scatola insonorizzata assieme ad una fialetta di veleno, che ha il 50% di probabilità di aprirsi. Senza aprire la scatola non sarà possibile sapere se il gatto è vivo o morto, il gatto è quantisticamente vivo e morto allo stesso tempo, e solo l’osservazione del fenomeno svela lo stato di salute del gatto. L’energia non si può scambiare in modo continuo, ma solo attraverso pacchetti discreti, i quanti. Ed in questo contesto, tutto ciò mi ricorda la volubilità del Napoli. Il Napoli è quantisticamente sia il Napoli che il proprio gemello scarso.

Copertina_Juv_NapLa partita. In questa prima parte della stagione il Napoli è troppo volubile. Nel primo tempo e per una frazione del secondo si fa letteralmente surclassare dalla Juventus, che arriva alla conclusione agevolmente. Il Napoli è inerme, filtra poco, concede agli avversari di superare facilmente la mediana, i difensori sono lenti e non aggrediscono. In avanti ci prova solo Insigne. E’ un disastro incalcolabile. Il Napoli batte un calcio d’angolo e subisce un contropiede, che Danilo, appena entrato, trasforma in gol. Koulibaly è lento sul gol di Higuain, e gli azzurri non possono nulla nemmeno sul gol di Ronaldo. Per fortuna c’è Meret a salvare i suoi. Il divario è enorme, siamo avviliti. Ma la differenza è troppo spropositata per essere vera. E accade l’impossibile. Il Napoli dimostra un carattere inaspettato. Ed entra in gioco la sua natura duale, è onda e particella, è come il gatto di Schroedinger. Quando decide manifesta una o l’altra natura, è la sua volubilità quantizzata. Non ha mezze misura, o è carne o pesce, o è se stesso oppure il suo Doppelgänger scarso. Cambia tutto, i ruoli si invertono, il Napoli fa il Napoli e la Juve è spenta. Gioco, velocità e spuntano fuori i nuovi arrivati. Manolas di testa e di giustezza da calcio da fermo, per Lozano ancora gol all’esordio (ottimo inizio per lui). Ancora dagli sviluppi di un calcio da fermo, è di Di Lorenzo il pareggio. E’ 3-3, il gatto si è svegliato, è vivo e vegeto. Poi il Napoli si ferma, forse per non rischiare, è soddisfatto di una rimonta insperata, quantisticamente assurda. Ma esistono effetti quantistici che sono inspiegabili se interpretati con l’esperienza quotidiana, in un mondo quantistico un pugno nel muro avrebbe una probabilità di attraversare quel muro. Nel mondo reale di questo Napoli, Koulibaly è Koulibaly (come fatto durante la scorsa stagione: Napoli – Juventus (Capitolo 36), quando l’ovvio diventa una conquista), oppure il suo Doppelgänger scarso. Il gatto malefico mette sui suoi piedi il gol Juventino, ed è disperazione.

Conclusioni. Sono 7 i gol (subiti e segnati) nelle prime due partite, il Napoli è entropico e quantistico, è gioia e dolore. La sua è una volubilità quantizzata. C’è potenza di fuoco, ma il modulo va ancora rodato, si continuerà col 442? Nella prima frazione c’è stato poco filtro, ed alcuni giocatori che si sono riuniti agli altri solo ad agosto inoltrato (Allan e Koulibaly) non sono ancora al loro livello. Bene Di Lorenzo su Ronaldo, meglio Mario Rui di Ghoulam. Felice esordio, ancora con gol, di Lozano. E’ solo l’inizio, e c’è tanto lavoro da fare. Aspettiamo le ultime ore di mercato. Ora pausa, e qualche giorno per riflettere, e mi raccomando, tenete sveglio il gatto.

La mia sul Napoli