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nap-laz-95Torna il campionato e il Napoli si presenta con certezze rinvigorite dal riposo di inizio anno, confermando la bella prestazione di Coppa Italia (Capitolo 26). Di fronte si trova la Lazio, non l’ultima arrivata. Ritornano le certezze azzurre, ancora un primo tempo degno del Napoli, quello vero, e il turnover efficace. La certezza Fabian, in mediana per una volta, regista illuminato, un elefante con le movenze da farfalla, classe di piede e nella testa, forte come una montagna, che acquisto, un numero 1 dovunque sul campo. La certezza Callejon, certezza nell’affidabilità da sempre, ma a secco da qualche tempo. Ritorna certezza lo spanish sniper che si nasconde dietro quel ciuffo gelatinato da killer, lo spagnolo, l’uomo del Far West, veloce come un pistolero, ritorna al gol. E’ suo il gol del vantaggio. E la certezza Milik, tanto bistrattato e capace di centrare prima un legno, e poi il gol del raddoppio, dopo soli 3 minuti dal gol dello spagnolo. Una certezza anche da fermo, batte una punizione, ancora, riviviamo il Capitolo 22, il momento del “fuoriclasse”, occhio alla porta, sinistro, frustata e gol. Il raddoppio e la Lazio è annichilita. Il Napoli è una certezza, ritorna preciso e deciso, “ingarra” il primo tempo, e ci prepara ad un secondo tempo sereno. Ma una certezza può diventare un’insicurezza, un errore potrebbe cambiare tutto. Il Napoli doveva rientrare in campo e chiudere l’incontro con un gol definitivo, ma non lo fa. Regala agli avversari spazio e possibilità. Gli azzurri non si fanno mancare un paio di legni (in totale 4, 3 se si considera un legno colpito da Callejon in posizione di fuorigioco), ma concedono troppo. Un errore in un mare di certezze, regalano troppo agli avversari e non la chiudono. Albiol e compagni concedono a Immobile quei metri che gli consentono di trovare momento e spazio per infilare Meret. Un errore in un mare di certezze, che consente ai celestini di farsi pericolosi, e di riscoprire un’altra certezza azzurra, ancora una nuova certezza. La porta è ben protetta, Meret salta e salva, come una cavalletta. Gli azzurri sono salvi. Un errore che avrebbe potuto portare alla perdizione, ma che si rivela solo un errore in un mare di certezze, le certezze del Napoli, quelle di Ancelotti e di De Laurentiis, del mercato mirato, focalizzato a rifinire una squadra già forte. Vecchie e nuove certezze. Il passato che si unisce al presente guardando al futuro. Un errore in un mare di certezze, o per quelli che vedono il bicchiere sempre e solo pieno, vogliamo vedere questo errore solo come una goccia nel mare sterminato delle certezze azzurre.

La mia sul Napoli