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Casualità, o segno del destino, ma dopo 4 anni mi ritrovo a pensare ad Harvey Dent, al Due Facce di Batman, alla sua doppia anima, sempre dopo un Napoli – Empoli. Quel Napoli del 7 dicembre 2014 era il Napoli indeciso e altalenante di Benitez, quel Napoli pareggiò con quell’Empoli di Sarri, in quel 2 – 2 segnò anche Verdi, all’epoca tra gli Empolesi. Quella era una squadra in confusione, quindi il paragone con il Napoli odierno non regge. Ma non ho potuto non pensare, per questo Capitolo 14, ad Harvey Dent, alle sue Due facce, e alle mille facce azzurre (non nuove per questo Napoli Ancelottiano, leggete il Capitolo 11). Eppure il risultato finale sarà 5 – 1 per gli azzurri, sembra un controsenso, ma il Napoli ha altalenato momenti intensi, a momenti di leggerezza. Il 5 – 1 non è un risultato nuovo contro l’Empoli, vi rimando ad un altro Napoli – Empoli recente.

Dopo 8 minuti, il Napoli è già avanti con Insigne, Koulibaly strappa un pallone nella sua metà campo, pensa di essere Weah, è devastante in progressione, poi la passa delicatamente ad Insigne, che ancora delicatamente supera Provedel. Eppure il Napoli concederà in fase difensiva, colpa di un centrocampo non all’altezza, prodotto del turnover pre-Champions, che vede Diawara, Rog e Zielinski abbastanza fuori dalla partita. L’unico in grado sembra essere il jolly Fabian. Ma quelli in avanti sono ispirati, e arriva anche il raddoppio, in contropiede, è Mertens che la piazza dove Provedel, sicuramente non all’altezza, non arriva.

Nap-Emp-123Serviva cambiare qualche cosa a centrocampo, dove i nostri sembravano spaesati e lasciavano spazi tra le linee agli avversari, che scappando, si trovavano soli davanti alla difesa azzurra. Ancelotti continua con gli stessi uomini e la situazione peggiora. Ma proprio quando il Napoli sembra aver ritrovato la quadra, arriva il contropiede avversario e il gol di Caputo. Serve una smossa, Ancelotti lo capisce, e quindi è il turno delle sicurezze Callejon e Allan, al posto di Fabian e Rog. E l’ingresso dei due cambia la storia. L’attitudine offensiva, l’intesa e la sicurezza dei due sono subito ingredienti fondamentali della partita. Il Napoli è pericoloso, e arriva il raddoppio di Mertens, che palombella. La partita è chiusa, e a tempo scaduto arrivano il gol di Milik (servito e abbracciato generosamente da Mertens) e l’hattrik del belga, in contropiede, servito al dettaglio da Insigne.

I numeri danno un’idea della partita, una partita che ha visto il Napoli arrivare maggiormente alla conclusione, 19 contro 11 tiri, addirittura 12 nello specchio, contro i 4 avversari. Ma il possesso palla è ad appannaggio dei bravi avversari. Questi numeri testimoniano le difficoltà incontrate, ma anche l’ispirazione dei due in davanti. E gli azzurri bucano gli altri azzurri per ben 5 volte. E’ stato un Napoli con qualche difficoltà nella fase difensiva, ma molto efficace in avanti. E’ la notte di Insigne e soprattutto di Mertens. Il primo appaia Savoldi nella classifica dei gol in azzurro, sono 55 in totale. Per Mertens, il momento è ancora più prezioso, la tripletta lo fa arrivare a 98 gol complessivi in azzurro, supera 2 colossi, Careca ed Altafini. Male al centro del campo, Diawara è un fantasma per buona parte della gara, è un peccato, il ragazzo non si è ancora ripreso, e nemmeno Rog vive la sua migliore serata.

E’ la notte del Napoli a due facce, è la notte dell’assurdo, perché nonostante lasci i tifosi con un po’ di tachicardia, il risultato finale è schiacciante. Careca, Altafini e Savoldi guardano in silenzio. I guizzi dei singoli, di Mertens e Insigne, portano 3 punti importanti, nonostante le difficoltà, nonostante il centrocampo non ingrani. Ma tutto è preventivabile, considerata la delicatezza di un impegno che arriva a 3 giorni da una notte Champions importante. Il risultato vale tanto, i 3 punti valgono tanto.

La notte di Careca, Altafini, Savoldi e Harvey Dent, la notte di Mertens, Insigne e di un Napoli a due facce, aspettando la notte dei campioni.

La mia sul Napoli