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Il Napoli muta e si evolve, passando per passi falsi e vittorie convincenti (quella più bella l’abbiamo letta nel Capitolo 9, quello con il Liverpool), aggiunge mattoni alla costruzione (Capitolo 6), perde il treno della vittoria con la Juve (Capitolo 8), ma vince con i titolari e anche con un turnover schizofrenico (Capitolo 10). Arriva la sosta delle nazionali, ed è dura per tutti. La Juve porta a casa solo un punto, e quindi tocca al Napoli ribattere. Si gioca in casa degli altri bianconeri, e la partita che ne viene fuori è, per chi vi scrive, alquanto strana. Ammetto di aver avuto tante difficoltà nel capire la partita, è stata una partita dalle diverse interpretazioni, dalle diverse facce, dai diversi momenti, partita dominata per lunghi periodi, con pause azzurre, belle prodezze, ma anche leggerezze che avrebbero potuto portare danni irreparabili.

Udi-Nap-29Solito turnover, solita faccia del nuovo Napoli. Ma questa è partita dalle mille facce, quella crucciata di Verdi, che, schierato titolare, deve uscire dopo 3 minuti per un infortunio muscolare. Una sfortuna per lui, ma forse manna dal cielo per gli azzurri e per Fabian, il suo sostituto. Zielinski, schierato inizialmente in mediana con Allan, passa a fare l’esterno a sinistra, e Fabian va in mezzo al campo. Fino a qualche settimana fa non avrei mai scommesso di poter vedere Allan e Zielinski, mediani, in un 4-4-2. Questo è parte delle mille facce azzurre, è quel generatore casuale di formazioni che discutevo nel Capitolo 7. Quella con l’Udinese è partita dalle mille facce. Una di queste è la faccia felice di Fabian, dopo il gran gol, a giro da fuori area. Chi se lo aspettava. Il Napoli gestisce la partita, tentando di dare la stoccata del raddoppio, a fine gara il possesso palla sarà a favore degli azzurri. In alcuni frangenti sembra un incontro di pugilato contro uno sparring partner. Ma l’Udinese non è lì a pettinare le bambole, gli azzurri non brillano per attenzione difensiva, si faranno infilare, a difesa non schierata, mostrando delle incertezze, che avrebbero potuto lasciare i tifosi con una brutta faccia. Queste difficoltà mostrano un’altra faccia della partita, la faccia di un Napoli non preciso e meticoloso nella fase difensiva, anche nei singoli. Karnezis darà una mano. Mille facce, in alcuni frangenti il Napoli sembra in difficoltà, lo sarà anche nella prima parte del secondo tempo. Arrivano 4 gialli tra la fine del primo e l’inizio del secondo tempo, gli azzurri devono rincorrere e sono costretti a falli duri. E’ l’ennessima faccia della partita, il Napoli sembra quasi confuso, sfilacciato. Guida grazie al gol di Fabian, che potrebbe non bastare. Il mister capisce che servono idee, davanti sono spenti, serve una nuova faccia. Esce Milik ed entra Hamsik in mediana. Faccia nuova e faccia che si ricicla. Ed è l’altra faccia di Fabian, dopo quella felice dopo il gol, la faccia di quello che si presta a fare tutto, anche a portarti il caffè quando ti sei appena svegliato. Abbiamo visto lo spagnolo ovunque, centrale, come centrocampista esterno, sia a destra (Capitolo 7 col Parma) che a sinistra (Capitolo 9 con il Liverpool), oggi lo vediamo accompagnare Mertens nel pressing offensivo. Giocherà nei 20 minuti finali nella posizione di punta centrale. Sono le tante facce di Fabian, i tanti ruoli di Fabian, le tante idee di Ancelotti. Forse merito di questo cambio, o forse no, ma il Napoli si desta e negli ultimi 10 minuti dà le due stoccate finali. Prima raddoppia su rigore con Mertens e poi arriva il gol di Rog, che entrato al posto di Zielinski, si fa una bella discesa, scambia con Mertens, e segna il suo secondo gol azzurro.

E’ il Napoli delle mille facce, che guida la partita, che mostra delle carenze, che addirittura sembra confuso, spaesato, senza idee, ma che poi le ritrova, e distrugge l’avversario nel finale, come un finisseur, come quel ciclista che scatta negli ultimi chilometri e vince. E’ partita dalle mille facce, di un Napoli camaleontico, che non è automa, a volte razionale, e a volte tanto irrazionale, che ha mille facce, mille configurazioni. L’emblema di questa ecletticità è proprio uno dei nuovi arrivati, quel Fabian che abbiamo visto ovunque in campo, capace di fare il mediano, l’ala e l’attaccante, per le sue qualità tecniche e fisiche, e il senso della posizione, capace anche di un gran gol. Ora tocca al Paris Saint German del nostro vecchio amico Edinson, mostriamogli la nostra faccia più bella.

La mia sul Napoli