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Questa stagione calcistica non è priva di sorprese, di risultati inaspettati, di ribaltoni, di frenate ed accelerate, di prestazioni europee eccelse e di strafalcioni italiani. Il Napoli è morto più volte, e più volte ha visto riaccendersi quel lumicino di speranza, che rimane pur sempre una flebile luce che illumina la via per lo scudetto. Il Napoli primaverile è un Napoli pazzo, sorprendentemente irrazionale, a volte si dimentica della sua anima illuminista, forse troppo, e la sostituisce con un animo romantico, con una forza senza coscienza, che fa soffrire, che fa piangere, che fa ridere, che fa esultare. Questo Napoli regala emozioni che forse avevamo dimenticato, grazie all’incertezza del risultato, dovuto ad una perdita di sicurezze mentali, che rende le sue performance meno deterministiche e più incerte. Potremmo dire che il Napoli sta percorrendo una via che lo sta portando dal determinismo classico all’indeterminismo quantistico, per usare una terminologia utilizzata in Fisica.

Nap-Udi-105b-esul-milikL’ennesimo esempio di questo stato di cose è la partita con l’Udinese. Dominio iniziale, con la solita imprecisione azzurra davanti alla porta, poi lo stato di frustrazione perché quella maledetta palla non entra, la distrazione, il gol preso e poi una girandola di emozioni. E’ un Napoli indeterminato. Insigne ci dimostra come trasformare uno stop in un dribbling, che atto irrazionale, che gol. Ma il secondo tempo continua sulla falsa riga del primo. Va ancora in gol l’Udinese, la difesa del Napoli è imprecisa. Serve un cambio, è il turno di Milik per Allan, e si passa al 4-2-3-1. Inizia la rimonta. Due gol nel giro di 6 minuti. Gli azzurri ripartono dai calci d’angolo, un loro punto forte (leggi qui). Da calcio d’angolo svetta e segna Albiol. E poi è Milik ad appoggiare dolcemente in rete un tiro ribattuto di Callejon. Il Napoli chiude i giochi ancora da calcio d’angolo, ancora di testa, questa volta è Tonelli, come un toro, calcia di testa come se calciasse di piede, che botta. E’ un Napoli irrazionale, che si fa perforare, ma ha il cuore per ricambiare il favore, per risorgere, e sugli spalti, quando tutto sembra perso, ritorna la speranza. Ma è irrazionale l’intero campionato. La Juventus, inaspettatamente, pareggia con il Crotone, ripetendo il passo falso fatto con la SPAL. SPAL e Crotone mantengono vive le speranze azzurre. Gli azzurri sono azzoppati, ma la Juventus che perde 4 punti in 2 gare così semplici lascia speranze insperate.

Il Napoli passa da un possibile -9, perché perdeva e la Juventus vinceva, ad un -4 che porta tutti allo scontro decisivo allo Juventus Stadium. Lo Stadium è campo ostico e la Juventus è avversario impossibile. Il Napoli non può giocare questa partita come fece all’andata, non può aver paura, non può correre con la prima ingranata, non può permettere che le sue armi vengano spezzate dall’avversario. Serve il miglior Napoli, e il migliore Napoli parte dalla testa, sulla quale Sarri dovrà lavorare. A Torino va un Napoli irrazionale, che nel bene e nel male, sta tenendo vivo questo campionato, ma deve essere spavaldo e conscio di quello che ricorda di se. Irrazionale e senza paura. Irrazionale e con tanto cuore. Irrazionale e con un unico obiettivo.

La mia sul Napoli