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Le dichiarazioni della vigilia di Cragno, il portiere del Cagliari, erano chiare, “voglio fare un favore alla Juve”, i cagliaritani si sarebbero impegnati il più possibile per vincere con il Napoli. Quel “voglio fare un favore alla Juve”, anche se “estorto” con l’inganno dal giornalista, o riportato in maniera tale da sembrare quello che non è, è il segnale dell’impegno che poi i cagliaritani avrebbero profuso o tentato di profondere. Ed è comunque il giusto tormentone per un articolo. Proviamo ad immaginare cosa avrebbero detto gli azzurri. Perché avrebbero voluto vincere? A chi avrebbero voluto fare un favore?

I primi minuti dei cagliaritani sono intensi, vanno in pressione ossessiva sui nostri centrocampisti, cercando subito la ripartenza e la palla verso il centrale Pavoletti, agguerrito come ogni ex, e passando per il giovane e sgusciante Han. Il Napoli soffre, Reina si deve impegnare, il Cagliari vuole fare lo scherzetto al Napoli “per fare un favore alla Juventus”, invece i nostri non ci stanno, “vogliono fare un favore alla Torres”, giusto per restare in tema di rivalità calcistiche.

Ed ecco che il Napoli sblocca l’incontro, l’azione del gol nasce dall’anima arrembante di Allan, che ruba un pallone, parte in corsa, fa un doppio passo, e serve con il passaggio più semplice del mondo (o forse no) Callejon nel centro. Lo spanish sniper non dimentica la sua seconda dote, dopo la puntualità svizzera, e cioè la precisione di un chirurgo plastico. Allan e Callejon hanno dichiarato a fine partita: “volevamo vincere perché non si dica mai più che il nostro è solo lato debole” (e con debole intendo sia lato dove non si gioca il pallone sia letteralmente debole, meno qualitativo ed efficace).

Il Cagliari inizia a spegnersi e il Napoli prende il sopravvento, arriva anche il secondo, Allan ci mette lo zampino, ma poi è Hysaj che, con un passaggio che aggira la difesa avversaria, serve Mertens che deve usare il suo piedino per uccellare difensori e Cragno. Mertens ha dichiarato ad amici: “volevo vincere con un cross di Hysaj, che non azzecca mai un cross e volevamo che ne facesse finalmente uno vincente”.

Cag-Nap-90a-esul-hamsikLa partita è in discesa. Nel secondo tempo non c’è più storia, si aprono praterie infinite, il Napoli riparte e finalizza con Hamsik. Come faceva un tempo, come faceva quando si accompagnava ad un certo Lavezzi e un certo Cavani. Sembra il Napoli del contropiede, il Napoli dei 3 tenori (li chiamavano così), il Napoli delle emozioni all’ultimo minuto, sembrava il Napoli di Mazzarri. Hamsik ha dichiarato: “volevo vincere segnando un gol anche perché voglio superare il record di Vojak di reti segnate in campionato, con questo sono a 99, Vojak è a 102, l’ho letto su Wikipedia, vogliamo superare anche questo record”.

C’è ancora una ripartenza e Insigne si procura un rigore, Castan la prende con la mano. L’azzurro chiede a Jorginho di poterlo tirare. Va sul dischetto, il rigore è perfetto: angolato, forte e preciso. Nessuna speranza per Cragno, che indovina il lato, ma il rigore è imparabile. Insigne dichiarerà “volevo vincere perché noi non volevamo fare un favore alla Juve”.

Ma non c’è fine alla sorpresa. C’è un calcio di punizione dal limite, lo va a battere Mario Rui, nessuno si aspetta nulla, il terzino azzurro calcia e segna, altro che Pirlo o Pjanic. I tifosi sgranano gli occhi e nemmeno i compagni ci credono. Insigne saltella come un bambino. Segna, che gol, Cragno sta ancora pensando alle sue dichiarazioni. Mario Rui dice sotto la doccia: “volevo vincere per quei tifosi che mi hanno ritenuto non all’altezza, ma queste punizioni le ho calciate solo alla Play Station”.

A +4 dalla Juve, che però ha una partita in meno. La corsa prosegue, il Napoli non si ferma, corre e ragiona meglio degli altri, quasi sempre è padrone dello spazio e del tempo, è un dio buono con i suoi e funesto con gli avversari, onda gentile e disastrosa, visione per gli occhi e poesia per le orecchie. Dimostra ancora una volta che può vincere le partite anche giocando solo a destra, grazie anche allo stato di forma eccezionale di Allan, dominatore assoluto del campo, in lungo e largo. Arriva la decima vittoria consecutiva in campionato, il Napoli migliora il suo record storico, ancora una volta. Probabilmente questo campionato si vincerà vincendole tutte (o quasi) fino alla fine, perché la Juve non molla nulla. Juve – Napoli si giocherà tra 8 partite, con 18 vittorie consecutive si vincerebbe lo scudetto e si supererebbe il record storico di 17 vittorie dell’Inter della stagione 2006/2007.

Per fortuna che i nostri “volevano vincere per fare un favore a se stessi e ai propri tifosi”.

La mia sul Napoli