CONDIVIDI

Si verificano episodi che ti possono ammazzare, che possono destabilizzare l’umore e la serenità di una squadra che affronta una Vecchia Signora, brutta, cinica e cattiva, che non lascia nulla agli avversari, anche giocando male. L’infortunio di Ghoulam è uno schiaffo in faccia per squadra e tifosi, e la Lazio è un passo ostico che arriva nel momento peggiore. Le contingenze fanno di tutto per mettere il bastone tra le ruote della macchina azzurra. Gli azzurri soffrono per il compagno sfortunato, e lo omaggiano entrando in campo con il 31 sulle maglie.

Ed è il peggior inizio quello che gli azzurri si trovano ad affrontare nei primi minuti, arriva il gol a freddo di de Vrij, che spiazza azzurri in campo e a casa. Con una certa difficoltà, il Napoli si rimette all’opera, soffre la fisicità avversaria, rischia sulle ripartenze laziali, prova spesso il lancio centrale, per scavalcare la retroguardia dei celesti laziali, e il gol arriva proprio grazie a questo schema. l Napoli rimette in piedi la partita col gol del solito, puntuale, Spanish Sniper Callejon, servito magistralmente da Jorginho. Il primo non ci stupisce per le sue qualità, il secondo dimostra di avere anche il piede per lanci lunghi decisivi. Sarri dichiarerà di aver preparato la partita proprio sfruttando questa possibilità tattica.

Si va a riposo e si ritorna in campo con Zielinski che sostituisce Hamsik. Il Napoli inizia a prendere possesso del gioco e nel giro di 2 minuti si fa assistere dalle contingenze favorevoli. Prima Wallace butta nella sua rete un cross fendente di Callejon, poi è Mario Rui che azzarda un tiro da lontano, che viene deviato involontariamente da Zielinski. Esplode la felicità degli azzurri, che non dimenticano l’amico Faouzi, esultando in faccia alla telecamera, con tanta rabbia. Oramai è una partita tra il pugile campione e lo sparring partner, il Napoli giochicchia come un gatto col gomitolo, è padrone degli avversari. La forma fisica e mentale di questa squadra è eccezionale, nei secondi tempi corre e ragiona meglio degli avversari, approfitta delle circostanze e poi mette in campo tutta la sua forza mentale, tecnica e tattica. Il calcio azzurro è delicato e violento allo stesso tempo. Delicato per la qualità dell’organizzazione e l’espletamento degli insegnamenti di Sarri e della tecnica dei singoli, violento per l’impatto che questa semplicità d’azione ha sugli avversari. E l’emblema e il riassunto di questi concetti ci vengono forniti dal quarto gol. E’ la delicatezza violenta del calcio azzurro. Il Napoli fa delle geometrie poesia calcistica. Sulla sinistra gli azzurri creano il triangolo perfetto, per uscire dalla pressione avversaria, poi l’uscita nello spazio libero, il pallonetto divertente brasiliano, Jorginho in corsa, serve con un pallonetto Zielinski. Il polacco mite fugge verso l’area avversaria, i suoi movimenti sembrano irridere i difensori laziali. E poi i passetti e il tocco sfrontato tra i due malcapitati. E’ un tocco sfrontato, ma delicato come delicata è la carezza leggera di Dries, la creazione del genio che fa tanto male, una carezza rasserenante, ma violenta come uno schiaggo. Come all’andata, 4 – 1, contro la terza della classe.

Nap-Laz-134E’ questo il Napoli di Sarri, delicato e violento. Risponde alla Juventus mostrando di vincere, convincendo, non lasciando dubbi, questa volta senza nessun Mertens a Crotone che regga, con il VAR che deve solo stare a guardare il calcio spettacolare e regolare azzurro. I numeri della partita sono violenti se sbattuti in faccia agli avversari: 68% di possesso palla, 17 tiri contro i 5 avversari, 7 nello specchio contro l’unico avversario, il successo nei passaggi è dell’88%. Tutti danno il proprio contributo, anche chi, come Tonelli, fa il suo esordio stagionale, decisivi anche Hysaj e Mario Rui, oltre ai soliti nomi. E’ una prestazione unica e deliziosa, che dimostra, ancora una volta, che il Napoli è più forte delle contingenze e dei suoi (pochi) limiti. Il suo calcio è delicato per chi si giova della bellezza di un dipinto. Ma è altrettanto violento per i malcapitati che si trovano di fronte questo mare azzurro, che può offrire il panorama più bello del mondo (come il Golfo di Napoli), ma che si manifesta anche come una forza della natura, violenta e imprevedibile, come uno tsunami devastante.

La mia sul Napoli