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Dopo i 40 giorni di quaresima, i segnali con Torino e Udinese, la rinascita è cosa concreta, il Napoli esce da un periodo altalenante che aveva minato le sicurezze e la consapevolezza di se stessi. La Sampdoria è impegno importante, il miglior banco di prova per dimostrare che la resurrezione azzurra è cosa fatta e reale.

Napoli-Samp-92-esul-hamsikNonostante i buoni propositi, la partita si indirizza subito sui binari sbagliati. Ramirez scaglia un tiro da calcio da fermo, nemmeno troppo impegnativo, e Reina si fa uccellare. C’è qualche responsabilità del portierone azzurro, forse ingannato dal sole. Ma il Napoli non si arrende e comincia a macinare gioco. L’impressione è che si veda in campo il miglior Napoli, sarà uno dei migliori primi tempi in stagione. Ritorna il gioco spumeggiante che ci ha fatto apprezzare la squadra di Sarri, gli scambi veloci e stretti, gli scambi tra punte e centrocampisti, le geometrie, la pressione ossessiva, l’occupazione degli spazi, l’attitudine offensiva, la fluidità, le dinamiche sulla fascia sinistra. La sensazione è che il pareggio non tardi ad arrivare. Mertens è caparbio e furbo, recupera un pallone e fa l’Insigne della situazione, servendo sul lato debole il solito Callejon, Allan è pronto per mettere in rete sulla ribattuta di Viviano. Sfortunatamente, la partita continua ad essere in salita e la Sampdoria torna in vantaggio su rigore di Quagliarella, che abbassa la testa e torna a centrocampo (il napoletano riceverà un mare di applausi dal pubblico del San Paolo). Ma il Napoli è troppo sicuro dei suoi mezzi ed è impressionante quanto gioco e quanta qualità metta in campo, soprattutto se si pensa alle incertezze delle ultime settimane. Il secondo gol è di Insigne, e può essere riassunto da quel proverbio che dice “l’attacco è la miglior difesa”, soprattutto quando subisci 2 gol. L’attacco è la miglior difesa, quando difendi attaccando, forzi l’avversario a commettere l’errore e recuperi palla al limite della sua area. E’ un riassunto del gol di Insigne. Gli avversari, pressati, sbagliano, Allan recupera, Mertens fa da tramite e serve Insigne, che tira al volo e riacciuffa il pareggio. Il gol della vittoria passa ancora una volta dai piedi di un indemoniato Allan, il brasiliano gioca per 2, ci fa giocare in 12, che grinta, che forza, che dinamicità, che aggressività, che corsa, che proposizione. Arriva al limite dell’area e tiene palla, è un toro incontenibile. Mertens sarà poco lucido in fase finalizzativa, ma è intelligente e lesto. Si infila da dietro per regalare ad Hamsik l’assist per il gol della storia. E’ il suo gol numero 116 con la maglia azzurra, il gol del record, il gol che spodesta il dio del calcio, il gol che lo rende unico, il gol che finalmente lo incastona, come una stella nel firmamento, nella storia del Napoli, nella storia del calcio. Il secondo tempo azzurro è meno brillante, il Napoli gestisce la partita, anche con i cambi. L’espulsione di Mario Rui sembra rovinare i piani di Sarri, ma il Napoli sa soffrire, difende e resiste.

Il Napoli riprende quello che era suo, il gioco e la convinzione nei propri mezzi. Guida la classifica, regala ai suoi tifosi un primato natalizio che traballava nelle ultime settimane. Guadagna 3 punti su Inter e Roma, mentre la Juventus mantiene il passo e dimostra di essere l’avversaria da battere. Il Napoli è tornato come era, ricorda il suo gioco, e ritrova se stesso. I due impegni col Crotone in campionato e con l’Atalanta in Coppa Italia sono i prossimi passi obbligati, per ricordare che il Napoli è tornato quasi a regime, e che l’attacco è la miglior difesa, ma la difesa del Napoli è sempre un muro invalicabile, una caratteristica che ha portato questa squadra sulla cima dell’albero di Natale, come una stella di Natale.

Buon Natale da La mia sul Napoli e Il Mediano Sport.