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Napoli – Juventus è stata, spesso, l’unica partita da vincere, forse anche intrisa di significati extra-calcistici, la partita più importante della stagione, per qualcuno quella che ti salva la stagione, che ti fa dormire meglio. Ma mai come quest’anno poteva essere una partita diversa, qualcos’altro. Poteva essere e lo era, non la partita più importante della stagione, ma una delle più importanti. Il Napoli è la squadra che tutti temono e quindi, deve cambiare anche l’atteggiamento del tifoso. E’ il Napoli a guidare la giostra, conscio del fatto che deve fare molto di più se vuole mantenere quel primato, perché la lotta per la vittoria sarà accanita come mai, e le forze delle altre squadre sono superiori. Il Napoli guida la classifica, è imbattuto in campionato da febbraio, l’ultima sconfitta risale al 25 febbraio della passata stagione. Dal canto suo la Juventus segue a qualche punto, non è la macchina macina punti di un tempo, ma è pur sempre una brutta bestia, mai darla per morta, mai sottovalutarla. Ma bisogna vincerla, per rafforzare il primato, per dare un segnale forte anche alle altre, perché la vittoria è nelle possibilità del Napoli, o quantomeno bisogna giocarsela col proprio gioco, con la propria filosofia, anche perdendola, ma giocandosela! E questo, secondo me, non è avvenuto.

Il Napoli non fa il Napoli, la Juve fa la Juve. Il Napoli non fa il Napoli, non gioca come sa, sicuramente indotto a questo dagli avversari, dato che Allegri prepara perfettamente la partita. L’obiettivo, come quello dell’Udinese, è quello di bloccare le idee del Napoli. Prima di tutto bisogna fermarlo sulla prima uscita del pallone dalla difesa. Poi bloccare le regioni centrali, con un 4-4-1-1 che, con le 2 linee di 4 strette, lasciava veramente poco spazio e poca manovra, non permettendo al Napoli di gestire con Jorginho e sfondare centralmente con gli attaccanti. Infine, Allegri lascia le uniche vie di sbocco sulle fasce, dove il Napoli arrivava, spesso, senza idee. Partita preparata perfettamente, l’atteggiamento utilitaristico di Allegri, e non è la prima volta che lo applica, tenta di bloccare gli avversari e poi ripartire in contropiede, non rinnegando però la costruzione dalle retrovie, grazie alla qualità dei suoi, che riuscivano a superare il pressing azzurro. E punisce gli azzurri proprio su una ripartenza, dopo 15 minuti, Rui è in ritardo, Higuain si infila, e segna il gol che porterà gli avversari alla vittoria. Certo, tutto chiaro, tutto razionalmente preciso, ma manca un fattore, manca il Napoli. Lo si vede dal primo minuto, la mia impressione è stata quella di una squadra impaurita, non decisa, che viene forzata a fare altro, che fa altro, e non tenta di fare quasi mai quello che sa fare. Se tatticamente non riesce a ritrovare il suo gioco, mi sarei aspettato il coraggio di ritrovarlo, e invece il Napoli manteneva un possesso palla totalmente sterile e le uniche conclusioni erano tiri dalla distanza abbastanza velleitari. Nemmeno nella ripresa cambiava il canovaccio, nemmeno le parole di Sarri serviranno, il Napoli si schianta sul muro Juventino, e la partita si spegne pian piano.

Napoli-Juve-69Turbamenti. La mia è stata una partita vissuta con estremo turbamento. Dov’era il mio Napoli? Dov’era il mio gioco? Ho urlato spesso frasi del tipo “perché state giocando così?”, “perché state facendo queste cose?”, “non siete voi questi che stanno in campo”. Mi sarei aspettato una partita diversa, gli azzurri ce l’hanno messa tutta, ne sono sicuro, ma avrebbero dovuto mangiarseli gli avversari. La Juventus è la più forte, è un fatto sia nel valore del giocatori e sia sul campo. Se vuoi sconfiggere questi mostri, non devi avere paura, non devi nasconderti sotto le coperte, li devi affrontare a muso aperto, e gli azzurri avevano tutte le carte per farlo. Se l’avversario ti stoppa, devi cacciare la “faccia di cazzo”, l’altro giorno avrei voluto vedere le “facce di cazzo”, la sfrontatezza di dire agli avversari che noi comunque avremmo avuto la meglio. I miei turbamenti, le mie delusioni, la tensione maturata durante la partita, tutto si è protratto nel tifoso passionale per una giornata intera. Il Napoli doveva fare altro, doveva avere la meglio, doveva giocarsela con le sue armi. Servivano più fluidità e più movimenti senza palla, anche se gli uomini in avanti hanno bisogno di riposo. Si poteva fare altro, bisognava stare più attenti sulle coperture, almeno conquistare un punto, almeno indurli alla paura, dimostrando di essere i più forti. La prestazione azzurra, nonostante il dominio nel possesso palla, nella precisione dei passaggi e nei tiri in porta, è negativa per me, anche se il mister pensa il contrario, tutte quelle statistiche sono dati sterili. Il Napoli è una squadra con una connotazione precisa, possesso e qualità di palleggio, che la porta a creare molto e a segnare caterve di gol, questa volta queste caratteristiche sono servite solo a far fare chilometri al pallone.

Razionalità. A mente fredda i turbamenti non sono svaniti, ma subentra il realismo di un tifoso passionale, ma razionale. Questo Napoli è un miracolo di gioco e risultati, e una sconfitta in campionato doveva arrivare. La accettiamo, ripartendo dalla brutta botta dell’altra sera, per capire cosa non è andato, cosa si può migliorare, ricordando cosa è stata capace di fare questa squadra, cosa è ancora capace di fare. Il Napoli è sicuramente una squadra più matura, i soli 10 gol subiti (in questo momento guida con Roma e Inter) sono un segnale importante, bisogna continuare così. Tocca ritornare subito in campo, si vola verso Rotterdam, per capire le sorti degli azzurri in Champions. Per il resto, le energie mentali e fisiche avranno presto bisogno di essere rinfrescate, soprattutto in attacco, dove i 3 in avanti hanno bisogno di un po’ di riposo. Natale e il mercato di gennaio potranno dare delle risposte, nonostante la difficoltà di Sarri nell’inserire giocatori nuovi, che capiscano appieno i suoi dettami tattici. Rialziamoci, che siamo ancora in gioco, stringiamo i denti e rimaniamo noi stessi, che il futuro potrà ancora sorriderci.

La mia sul Napoli