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La perfetta trappola per topi, una partita contro una piccola, dopo un impegno dispendioso dal punto di vista fisico e mentale come quello europeo con lo Shakhtar, prima di un incontro sentito per ragioni storiche passate e recenti, sentito per il significato ancestrale e concreto, quello con la Vecchia Signora, che perde centimetri, ma non molla mai. La perfetta trappola per topi, proprio con l’Udinese, ancora dopo un cambio di allenatori, come fu con Higuain, il Napoli perse la testa e perse le ultime speranze per lo scudetto, era la stagione 2015/2016. La perfetta trappola per topi, arriva in un periodo di impegni densi, che vede il Napoli non sempre splendente ed efficiente come siamo abituati a vederlo. Lo ricordate Tom & Jerry? Un famoso cartone animato creato da Hanna & Barbera, sul topo Jerry e il gatto Tom, volti familiari per quelli della mia generazione. E la stessa storia si ripete in Willy E. Coyote e Beep beep, altro cartone familiare, della Warner Bros. Tom insegue Jerry, lo vuole intrappolare, ma non ci riesce, Jerry è più lesto di lui. La perfetta trappola per topi. Così come il topo Jerry sa come fregare il suo amico/nemico Tom, così il Napoli, accolto dalla perfetta trappola per topi, sa come fregare l’Udinese.

La partita con l’Udinese è dura. Oddo è bravo a bloccare il Napoli nelle retrovie. La squadra di Sarri parte raramente con la palla al piede e Reina è costretto a rilanciare lungo molto spesso. Bravo Oddo a bloccare le fasce con i 5 difensori, con Insigne spesso tra 2 o 3 avversari. Bravo Oddo a bloccare anche la regia centrale. La partita è difficile, il Napoli sembra incartato, forse non capisce cosa fare, cerca di variare l’azione maggiormente sul lato destro, mentre a sinistra, Hysaj, non può certamente dare la stessa spinta di Ghoulam e Mario Rui. Ma il Napoli è solido, reagisce bene alle folate avversarie. E trova il gol dalla destra, in costruzione dalla destra, dal momento che a sinistra le vie sembrano bloccate. Allan si lancia in area di rigore, un rimpallo fortunato aiuta gli azzurri, e ne approfitta Maggio che, come ai vecchi tempi, si avventa oltre le fila nemiche e viene steso. Decisione non facile, ma Angella arpiona il piede dell’azzurro. Va sul dischetto Jorginho, è “horrendous” il suo rigore (come dirà il telecronista di bein Sports), Scuffet para ma non trattiene, l’azzurro è attento e lesto, e ribatte in rete. Non è una bella partita quella degli azzurri, che amministreranno in tutto il secondo tempo, difenderanno in maniera ordinata, portando la partita a conclusione, conquistando i 3 punti, ritornando primi e sfruttando i passi falsi di Roma e Lazio.

La partita viene dominata nel possesso palla, il tabellino segna 67%, ma è equilibrio sui tiri, 9 contro i 10 dell’Udinese, meglio gli azzurri nella precisione, 4 nello specchio contro i 2 avversari, che impensieriscono Reina da lontano. La partita è complicata per gli avanti azzurri, ma buone prestazioni in difesa, da lode Maggio, anzitempo considerato inutile, ma sempre pronto quando arriva la chiamata.

Sarebbe stata la perfetta trappola per topi, ma Jerry sa come fregare Tom, il Napoli resta primo e si prepara per la sfida con la Juventus. Al San Paolo, siamo sicuri, il Napoli e Sarri si faranno trovare nelle migliori condizioni. E il pubblico li sosterrà in massa, per l’ennesima prova di maturità, evitando trappole per topi e costruendo una bella trappola per una vecchia zebra.

La mia sul Napoli