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Napoli – Shakhtar, la vittoria, i 3 punti importanti per la qualificazione, l’aver lasciato la fiammella della speranza accesa sono solo i risultati di una partita significativa per ben altri motivi.

Napoli-Shakhtar-52-esul-zielinskyDue tempi, due partite diverse. Il Napoli si fa imbrigliare dalla manovra avversaria nel primo tempo. Gli uomini di Fonseca sono ben messi in campo, hanno tanta qualità e fanno il Napoli in faccia al Napoli. Bravi gli avversari sia in uscita dalla difesa che in costruzione, impegnando in un paio di occasioni Reina. Dal canto suo il Napoli sembra svogliato, sembra che abbia deciso di non volersi qualificare, a centrocampo si fa mettere i piedi in testa e in attacco fa molto poco. Serve una lavata di testa del mister, forse Sarri si fa sentire, li catechizza, infonde il giusto approccio, e infatti nella seconda frazione di gioco la storia cambia. La sensazione è che gli azzurri siano più convinti, lo stesso Diawara, che si era fatto rubare qualche pallone di troppo, sembra più attivo. Servivano più decisione, più movimenti, anticipi, pressione, più decisione sulle seconde palle. Il Napoli si propone maggiormente e in maniera più convinta davanti alla porta avversaria, e sblocca l’incontro con una perla di Insigne. L’azzurro viene liberato sulla sinistra, si accentra, si libera di due avversari, e fa partire un tiro verso l’incrocio dei pali che Pyatov può solo sfiorare. E’ il gol che mette in crisi le certezze avversarie, lo Shakhtar tenta un arrembaggio con la qualità dei suoi uomini in avanti, ma il Napoli, come già dimostrato nel primo tempo, è solido e difficile da perforare. Insigne è un capopopolo, dopo il gol si accende, è anche in difesa a recuperar palloni. E’ stanchissimo l’azzurro, e Sarri lo preserva, dentro Allan per dare più sostanza a centrocampo, Zielinski passa sulla fascia. Il Napoli è pericoloso, c’è solo il Napoli, Zielinski si divora un gol quasi fatto, Diawara e Allan sono i padroni del centrocampo, in difesa non c’è spazio per nessuno, Maggio c’è e i suoi 35 anni non si sentono, Hysaj sembra che giochi dal suo lato e Chiriches domina anche con una spalla in meno. Sarri continua a coprirsi, dentro Rog per Hamsik. Ma il Napoli non si ferma, e chiude l’incontro nel giro di 2 minuti. Prima Zielinski decide di sprintare come solo lui sa fare, vuole farsi perdonare per l’errore precedente, scambia con Mertens e punisce facilmente il portiere avversario. Il terzo gol arriva da calcio d’angolo, solo 2 minuti dopo. Albiol svetta e impegna Pyatov, Mertens raccoglie di testa il pallone deviato dal portiere dello Shakhtar.

Una partita significativa, perché? All’inizio del pezzo parlavo dei motivi che hanno reso significativa questa partita. Napoli – Shakhtar è stata la partita definitiva in termini di consapevolezza e maturità. Pur subendo l’avversario per demeriti propri e/o capacità avversarie, il Napoli è solido, non subisce gol. Poi, gli azzurri riescono a cambiare drasticamente le dinamiche della partita, non demordono, non perdono la fiducia, sono consapevoli di quello che possono fare. Certo, devono sbloccare la partita con una prodezza di Insigne, ma forse l’ago della bilancia aveva già iniziato a spostarsi. Dopo questo gol è solo Napoli, e termina il lavoro sfruttando gli spazi, vincendo la gara a centrocampo, demoralizzando gli avversari, dimostrandosi squadra più forte e più matura. Diawara riprende le redini della regia nel secondo tempo, Allan è come al solito una spina nel fianco, Hamsik sbaglia in alcune occasioni, ma la sua visione di gioco è inimitabile, Zielinski è contratto in questa stagione, nel secondo tempo dimostra di potersi sciogliere, Maggio è una riserva su cui contare, Hysaj può giocarsela anche a sinistra se in forma, Mario Rui (entrato negli ultimi minuti per Zielinski) è in recupero, Insigne è un mostro, Mertens una certezza, la difesa è un muro granitico. Le statistiche sono quasi tutte a favore degli azzurri, in termini di possesso palla, tiri totali e nello specchio e precisione nei passaggi, a conferma di una bella prestazione complessiva.

Il futuro prossimo. In qualche pezzo precedente avevo discusso della conservazione delle energie (leggi Chievo – Napoli, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma), le forze sono limitate, gli infortuni hanno complicato le cose e quindi avrei preferito un Napoli fuori da qualsiasi competizione europea. Ma il quarto posto non è più raggiungibile e l’Europa League sarebbe un dispendio immenso e duraturo di energie, quindi bisognerà assolutamente vincere l’ultimo turno, sperando che il City faccia il suo lavoro. Ora tocca alle due bianconere, Udinese e Juventus. Il Napoli arriverà all’importante match con la Vecchia Signora con la consapevolezza e la maturità definitive.

La mia sul Napoli