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Napoli-Milan-23-esu-insigneSi ritorna a giocare in campionato, dopo la tragedia sportiva della nazionale italiana, non qualificatasi per i prossimi mondiali. Si ritorna al bel calcio di Sarri, alle prodezze azzurre, si ritorna per ricominciare a vincere. Non è mai semplice dopo la pausa, dopo gli sforzi con le proprie nazionali, soprattutto per alcuni azzurri, spremuti troppo. Il Milan non viaggia in acque serene e la situazione è ancor più drammatica se si considerano gli ingenti investimenti estivi. La squadra di Montella è giù in classifica, ma con il Napoli mostra qualcosa di buono, tenta un discreto possesso palla ed una decisa pressione sulla palla in uscita, ma non metterà mai piede nell’area del Napoli nel primo tempo. Il Napoli non è quello fluido e dinamico che ammazza gli avversari, ma è forte quanto basta per avere la meglio sui rossoneri.

Nella prima parte del primo tempo non si assiste alla partita del miglior Napoli. Quando arrivano alla conclusione gli uomini di Sarri non sono decisi. Ma gli azzurri si destano dopo il gol del vantaggio di Insigne. Il movimento non è nuovo, uno degli attaccanti viene incontro per scambiare il pallone con i centrocampisti, è Mertens, che si trascina un difensore avversario. Insigne si inserisce nello spazio creato, e viene servito da un cross di Jorginho (che perde un tempo di gioco, stoppando il pallone, ma è preciso nel cross). Insigne è tutto solo, la palla è deviata da Donnarumma, ma è gol. Si devono attendere alcuni secondi, perché l’arbitro chiama in causa il VAR, che conferma la rete. Insigne era in linea, sul filo del fuorigioco, decisione difficile da vivo, al limite anche con il VAR. Il Napoli si desta, è più deciso, può raddoppiare, ma termina la frazione con un solo gol all’attivo. Nel secondo tempo si deve attende il minuto 72, dopo alcune belle azioni, poca decisione in attacco e dopo aver subito il Milan, difendendo compatto in area. Il gol è ancora sul filo del fuorigioco, lo segna Zielinski, subentrato ad Hamsik. L’azione parte dalla retroguardia, il Napoli cerca di uscire dalla pressione avversaria, il Milan recupera, ma Koulibaly è bravissimo a riacciuffare ancora il pallone, con uno dei suoi arpionamenti. Poi il Napoli riparte sulla sinistra con il trio Insigne-Zielinski-Mertens. Il belga incespica col pallone, ma vede, col terzo occhio, Zielinski, mentre si inserisce oltre i difensori avversari, lo serve solo davanti al portiere. Bravo il polacco a centrare il raddoppio in mezzo alle gambe di Donnarumma. La partita, dominata dagli azzurri, termina con un livello di tensione inaspettata. E’ il minuto 90, Romagnoli segna il gol della vita, un tiro deciso ed angolato da fuori area. Gli ultimi minuti sono vissuti dai tifosi con terrore, ma l’arbitro fischia, giocatori e tifosi finalmente possono festeggiare.

Il Napoli dimostra ancora una volta che può vincere anche non giocando al 100% delle sue possibilità e anche soffrendo, è il salto di qualità di questa squadra. Le nazionali tolgono energie ed alcuni azzurri ne hanno sicuramente risentito (lo dirà lo stesso Sarri davanti alle telecamere). Il Milan vince la partita del possesso palla, solo 45% per il Napoli e questa è una novità, perché gli azzurri conquistano una vittoria diversa. Ma il Napoli ottiene i 3 punti dominando l’incontro in termini di occasioni e incisività, 16 tiri contro 13, ma soprattutto con 10 conclusioni nello specchio della porta contro le sole 3 degli avversari. Si vede un nuovo Napoli nel possesso, non sempre preciso, ma che sfrutta le debolezze avversarie e i pochi centimetri necessari per avere una superiorità, sul filo del fuorigioco, al limite della sensibilità dell’occhio umano, per andare oltre la difesa alta degli avversari. La Juventus perde con la Sampdoria, è a 4 punti, Inter e Roma non perdono il passo, continua la lotta. Martedì sarà il turno della Shakhtar al San Paolo, per le ultime speranze Champions, gestendo le forze con il turnover, pensando alle prossime partite in campionato, sul filo del fuorigioco o con qualche centimetro in più.

La mia sul Napoli