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Napoli-Inter-80L’adattamento. L’Inter è uno scoglio duro da superare, soprattutto dopo una settimana che aveva visto gli azzurri prima vincere con la Roma e poi perdere a Manchester dopo un secondo tempo di ottimo livello. Spalletti è arguto e l’Inter cazzuta, ci si aspettava una partita difficile ed è arrivata. La bilancia del gioco e delle occasioni pende dal lato degli azzurri, ma l’Inter è ben messa in campo, in cerca della chiusura degli spazi, della densità, di una difesa arcigna, in cerca della ripartenza. Bene in uscita, dalla difesa, come il City, anche l’Inter ha fatto correre parecchio i nostri in avanti, liberando facilmente il pallone per i suoi centrocampisti. Spalletti ha fatto suo un concetto utilizzato in biologia, l’adattamento evoluzionistico delle specie. In tempi molto lunghi le specie viventi si adattano all’ambiente, mutando le proprie caratteristiche. Differentemente dalle specie animali l’Inter rimane se stessa, mettendo in primo piano le sue capacità fisiche, ma (mai come ora) si adatta a questi avversari, si adatta all’avversario più difficile di tutti. Spalletti è attento e sceglie, giustamente, di provare prima a fermare gli avversari, senza alzarsi troppo in cerca di un pressing ossessivo, minimizzando gli errori. Sa cosa possono fare gli avversari e rinuncia quasi del tutto all’offesa diretta. E’ giusto che si tenti di fare il meglio con le proprie forze, rispettando e temendo le forti capacità avversarie, ma a me non può che far storcere il naso il fatto che la seconda forza del campionato pensi prima a bloccare l’avversario e poi, eventualmente, a ripartire per provare a segnare. Fatto sta che la tattica ha funzionato.

Il Napoli è sempre se stesso. Il Napoli, dal canto suo, ha provato il suo gioco, in difficoltà sul primo pressing, ma ha fatto circolare la palla, cambiando due terzi del centrocampo quando il motore in mezzo al campo è sembrato rallentato. La prestazione della difesa e del centrocampo sono state cumulativamente positive, l’attacco è sembrato leggermente affaticato. Eppure il Napoli ha avuto più occasioni degli avversari, e un po’ di imprecisione e un grande Handanovic lasciano la porta interista inviolata. All’ultimo minuto Mertens (o meglio Miranda) potrebbe svoltare, ma è ancora Handanovic a salvare Spalletti.

La conservazione delle energie. La prestazione degli azzurri è stata di buon livello, ma le forze di quegli 11, dopo 3 partite di fila nel giro di 7 giorni, ne hanno risentito. E mentre a centrocampo Sarri ha operato una sistematica conservazione delle energie nel corso di questa prima parte di campionato, in attacco, dopo l’infortunio di Milik, ha schierato sempre gli stessi. E’ inevitabile che si perda lucidità, se non si preservano le energie, Benitez docet, è il motivo per il quale Sarri avrebbe schierato Milik in Champions League, è il motivo per il quale si deve sperare che nelle prossime partite qualcuno dei fedelissimi riposi.

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Il risultato ci può stare. Merito dell’Inter per la grande prestazione, ma merito a questo Napoli per quanto sta facendo, merito a questa squadra eccezionale, temuta per il suo gioco e per le qualità dei singoli. Questo punto sa di amaro, ma quando la ragione prende il sopravvento, ci deve far capire che questo è solo un rallentamento lungo un percorso ancora all’inizio. Questo punto è un punto guadagnato contro una forte pretendente al titolo, che concederà poco a tutti e ha già tolto punti alla Roma. Tocca ritornare da subito all’opera, c’è il turno infrasettimanale, ottobre e gli impegni ravvicinati non devono far paura, bisogna stringere i denti ed andare avanti, conservando le energie, quando arriverà l’ora giusta.

La mia sul Napoli