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“Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso” è una frase accreditata da alcuni a Che Guevara e da altri a Bertolt Brecht, è uno dei messaggi che possiamo trarre dal Napoli di Manchester, è un messaggio di vita, una lezione da ricordare sempre.

Manchester-Napoli-56-diawaraCity – Napoli è una partita stellare. Il Napoli incontra in terra di Albione una delle squadre più forti e più quotate del momento, permeata dal Guardiolismo, dal possesso, dalla qualità di Silva, de Bruyne e compagni. Il Napoli sa cosa può fare, e quali sono le difficoltà dell’incontro. Perde la via, gli avversari sono più forti, maciullano, sbudellano, distruggono i partenopei nei primi 30’, , 2-0 dopo i primi 12. L’uscita palla del City dà la sensazione che siano sempre in 1 o 2 in più, gli uomini di Sarri corrono senza senso, in cerca di una pressione vana. Dimenticano chi sono, per propria colpa, certo, ma anche per le eccelse qualità tattiche e tecniche degli avversari. I cambi di campo mettono in difficoltà gli azzurri, che in cerca della densità, si devono allargare, concedendo spazi. E in uno di questi si infila Silva, per concedere a Sterling il primo gol. E non basta, arriva l’incertezza di Albiol e il gol di Gabriel Jesus. Sembrano correre ad una velocità molto superiore, non si può che cadere nello sconforto, ne potrebbero fare almeno altri 2. Arrivano in aiuto degli azzurri prima una traversa e poi la combo mano-piedi di Reina e Koulibaly. Ma il Napoli riprende, si desta, inizia a ricordarsi chi è, vai col possesso, gli scambi stretti, le triangolazioni, precisione e velocità. Gli azzurri conquistano un rigore, Walker cintura Albiol su un calcio d’angolo. E’ l’occasione per riaprire la partita, ma Mertens sbaglia, il tiro è centrale e basso, Edersono lo para con la gamba, serata no per il belga.

E la storia continua nel secondo tempo, ma è quasi solo Napoli, da un’imbarcata ad un dominio territoriale che fa ben sperare. Allan per Insigne infortunato, il Napoli domina, può ferire, può entrare come un coltello nel burro, lo fa Ghoulam, ancora come una scheggia, ripete il movimento che lo aveva portato allo splendido gol contro la SPAL. E’ rigore. Questa volta va a tirarlo, inaspettatamente, Diawara. Il ragazzo non ha paura, ha la faccia di cazzo che gli chiede Sarri, tira, basso e angolato, accorcia e si batte il pugno sul petto: “sì, sono stato io”. Il Napoli può arrivare ancora al gol, ci va vicino. Il City deve perdere tempo nei pressi della bandierina negli ultimi minuti, il Napoli non è poca roba se costringe Guardiola e i suoi ad un tale epilogo. Il Napoli perde, per poco, ma che soddisfazione, esce a testa alta dall’Etihad.

Non basta. Non basta questo Napoli alla pari dei più blasonati Cityzen, ma fioccano i complimenti nel dopo partita, quelli di Guardiola, che già ne aveva sviolinati nel prepartita, peccato per la prima mezzora, ma il Napoli non demorde, dimostra di avere carattere, quello che pensavamo fosse merce rara, e invece si chiama Diawara, Ghoulam, Insigne. Sfortunatamente è una squadra monca, Mertens è sottotono, Hamsik è lento di piede e di testa, Zielinski è assente. E nonostante si giochi con queste penalità, il Napoli dimostra se stesso, il suo gioco, e dice al mondo “ci siamo anche noi”, nonostante il divario economico. Ancora una volta, si rialza, prende la partita in mano e cerca di vincere. Lotta, e solo chi lotta può perdere, chi non fa non sbaglia. Fermarsi, soffrire il momento, piegarsi, arrendersi avrebbe significato perdere subito senza nemmeno l’onore delle armi. Invece gli azzurri lottano fino alla fine, non vincono, perché gli avversari restano pur sempre più forti. Alla fine resta addirittura il rammarico di un’occasione sprecata. Ma bravi ragazzi, bravo Sarri, questa è una prestazione che deve dare ulteriore consapevolezza di se stessi, tanta forza, coraggio e fiducia per un futuro che potrà solo sorridere ai colori azzurri. Qualcuno diceva che “puoi imparare una riga dalla vittoria e un libro dalla sconfitta” (la frase è accreditata a Paul Eugene Brown). E noi ripartiamo da Napoli-Inter, con la consapevolezza che chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso, e questo Napoli lotterà sempre, anche se messo inizialmente in ginocchio!

La mia sul Napoli