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Spal-Napoli-85bIl Napoli è una squadra che usa la ragione, delle regole precise nel gioco, l’ordine, la mente e le idee razionali. E’ una squadra illuminista, la più illuminista, che trasforma le sue idee, le idee del suo mister, attraverso le qualità dei singoli, in uno spettacolo bellissimo. Ma a volte questa estrema razionalità dovrebbe lasciare spazio al cuore, alla lotta, all’irrazionale, ad una visione più romantica del gioco del calcio (ne avevo discusso nel pezzo Il Napoli è una squadra illuminista, ma un po’ di romanticismo non guasterebbe). Il Napoli ha sempre peccato in questo, affidandosi come non mai all’idea Sarriana, sublimando la qualità e l’estro dei singoli, questo è vero, ma giocando sempre con le scarpette da ballo, ed essendo costretta a giocare sempre bene per vincere. Ma le cose sono cambiate. Queste 6 partite consecutive vinte in Serie A dall’esordio, record storico, ci dimostrano che non sempre il Napoli ha mostrato se stesso, ha regalato spesso i primi tempi.

E lo ha fatto anche con una SPAL ben messa in campo e conscia di cosa fare per fermare il Napoli. Non sempre, per pigrizia, approccio errato, capacità avversarie, il Napoli è stato capace di espletare i suoi movimenti, veloci e decisi. Con la SPAL la sua ragione ha fallito. La squadra di Ferrara va in vantaggio con un bel gol da fuori area di Schiattarella, bravi i giocatori della SPAL a cercare l’uno contro uno con i nostri difensori e a creare lo spazio giusto per il napoletano Schiattarella. Ma gli azzurri si scuotono e riacciuffano il pareggio quasi subito con Insigne. Il risultato rimarrà invariato fino alla fine del tempo e il Napoli non si dimostrerà all’altezza del vantaggio.

Si spera che nel secondo tempo si possa vedere il Napoli razionale e padrone assoluto del gioco, il Napoli che fa a brandelli l’avversario, ma non è così, complimenti alla SPAL, che potrebbe far vedere i sorci verdi a molte squadre di Serie A. Serve sboccarla e il mister passa ai 4 attaccanti, affiancando Milik a Mertens e passando a 2 a centrocampo. Serve affollare l’area avversaria. E la mossa è utile, cross di Ghoulam e Callejon si infila solo come lui sa fare, insaccando alle spalle di Gomis. Subito dopo Sarri mette in campo Rog al posto di Mertens, per ristabilire il suo 4-3-3. Si spera che si riesca a gestire o arrivare al gol della tranquillità e invece piomba, come la più brutta notizia, il gol di Viviani. Rog è maldestro e provoca un fallo al limite dell’area, fallo da evitare assolutamente. Al fallo quanti di voi hanno immaginato un gol della SPAL? Io sì. E infatti, schema della SPAL, ostruisce la vista di Reina, che si fa uccellare sul suo palo. Sembra finita, maledizione, non possiamo perdere questi 2 punti: 2 tiri nello specchio della porta e 2 gol. Sembra non si possa segnare un altro gol, e invece arriva il singolo che non ti aspetti, che fa tutto da sé, parte dal centrocampo, punta la porta, si infila come una lama nel burro, è deciso, è convinto, sa cosa può fare, si accentra e tira a giro col suo piede debole. E’ Ghoulam, non solo assist per lui, anche un gol eccezionale, è per buona parte suo il merito della vittoria. Il Napoli si difende, con il coltello tra i denti. Napoli che lotta senza la ragione, con il cuore, con la garra, giocando il pallone nei pressi della bandierina per far stagnare il gioco negli ultimi minuti, utilizzando l’irrazionalità di Ghoulam, l’irrazionalità difensiva, l’irrazionalità romantica.

Sono 3 punti, non giocando sempre bene, il Napoli ne ha vinte 6, 18 punti, guida la classifica con 22 gol segnati e 5 subiti, a pari merito con la Juventus (vincitrice con il Torino). Peccato per l’infortunio di Milik. Il Napoli le ha vinte tutte pur non giocando sempre al livello delle sue migliori possibilità, ma è un segnale. Le grandi squadre vincono anche amministrando, anche ricorrendo alla dea fortuna, anche affidandosi a prestazioni opache, anche sfruttando il gesto di un singolo, anche abbandonando per un attimo i propri dogmi e soffrendo, buttando il cuore oltre l’ostacolo, abbandonando il proprio illuminismo per un’irrazionalità romantica.

La mia sul Napoli