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Dopo i passi falsi di Roma, Milan e Inter e il cammino deciso degli azzurri, Lazio – Napoli rappresentava il primo vero banco di prova per gli uomini di Sarri. L’Olimpico di Roma sarebbe stato il tempio dove il Napoli avrebbe dovuto dimostrare di voler pregare il proprio Dio, rinnegando quelli altrui. Questa partita sarebbe stata la prova per capire se il Napoli ha le giuste convinzioni e le capacità per gareggiare con la Juventus.

E la partita non inizia nel migliore dei modi, come con il Bologna, come con lo Shakhtar, il Napoli è timido, concede molto, non è fluido, ed è lento nel giro palla. Gli azzurri non si fanno mancare nemmeno qualche errore di troppo nell’inizio dell’azione. Colpa di un approccio ancora non convinto del Napoli, ma merito della disposizione in campo della squadra di Inzaghi, le buone capacità nel far partire l’azione, l’attitudine nel bloccare le vie di passaggio azzurre e la qualità di singoli capaci anche di superare gli avversari nell’uno contro uno. Alla mezzora del primo tempo, quando il Napoli sembra avere intenzione di alzare i ritmi, arriva il gol biancoceleste di de Vrij, servito dalla destra da Immobile, che va via ad Allan e Koulibaly.

Lazio-Napoli-53oNon può finire così, e infatti gli azzurri si daranno una mossa, arrivano vicino al pareggio. Ma è soprattutto nella seconda frazione che si dimostrano convinti di potercela fare, iniziando a macinare il proprio gioco. In “Un americano a Roma”, il protagonista Nando Mericoni (interpretato da Alberto Sordi), davanti ad un piatto di spaghetti, pronuncia la celebre frase: “Maccarone, m’hai provocato e io ti distruggo adesso, maccarone, io me te magno…”. Tra il minuto 53 e il 58 accade proprio quello che il Mericoni si accinge a fare agli spaghetti. Il Napoli perde la pazienza e distrugge gli avversari. Se li mangia letteralmente. Sblocca il suo score non con una sua tipica azione da gioco. Azione non solita, ma il Napoli sfrutta i soliti movimenti da calcio piazzato. I nostri trascinano gli avversari verso la palla e il primo palo, cercando di lasciare l’uno contro uno o la superiorità numerica sul secondo palo. Koulibaly e Albiol tentano un blocco, Koulibaly si accentra e 2 avversari abboccano e lo seguono. Albiol è tutto solo e può calciare indisturbato, è poco preciso, o forse troppo, dato che tira in bocca al portiere, Koulibaly è appostato come uno sparviero per metterla dentro. “Lazio, m’hai provocato e io ti distruggo adesso, Lazio, io me te magno…”. Ma non è finita qui, il secondo gol arriva dopo appena 2 minuti. Il gol è da Napoli, tutti sono al posto giusto, gioco in orizzontale, poi in verticale e ancora in orizzontale, ognuno sa dove deve stare. Gli avversari sembrano birilli, immobili, davanti a giocatori di biliardo vestiti con un elegante completo blu scuro. Callejon riceve solo in mezzo all’area, incrocia, segna ed esulta inchinandosi ai suoi tifosi. “Lazio, m’hai provocato e io ti distruggo adesso, Lazio, io me te magno…”. Il Napoli ha segnato da calcio d’angolo, ha segnato alla Napoli, ora manca il genio del singolo. Aspettate 3 minuti e lo vedrete. Jorginho serve in profondità Mertens, Strakosha allunga il pallone in uscita, e torna lentamente in porta, Mertens lo vede, apre la sua mente, mentre Maradona si impossessa di lui, calcia a giro, a palombella, la porta è sguarnita, uccella il portiere avversario. Come già Maradona fece con la Lazio. Un gran gol, non ci resta che idolatrarlo ed esaltarlo. “Lazio, m’hai provocato e io ti distruggo adesso, Lazio, io me te magno…”. Mertens esulta mimando l’atto di bere da un bicchiere, non è il Borghetti di Napoli – Benevento, ma rende l’idea, ce li siamo bevuti, ce li siamo mangiati. La Lazio è annichilita e si spegne totalmente. La partita finirà sul punteggio di 1 – 4, nel finale Jorginho segnerà su rigore.

Il Napoli è a punteggio pieno dopo 5 partite di campionato, a pari merito con la Juventus. 5 vittorie, 19 gol segnati e soltanto 3 subiti. Non ha mai vinto con meno di 3 gol. Allunga il suo record di vittorie consecutive, sono 10. Gli azzurri peccano spesso nell’approccio, ma quando decidono di giocare come sanno, non ce n’è per nessuno. Si bevono e si mangiano chiunque. “M’hai provocato e io ti distruggo adesso, io me te magno….e me te bevo.”