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Forti del 2-0 dell’andata, Sarri e i suoi volano in Costa Azzurra per conquistare una qualificazione importante sia per rimpinguare le casse della società che per tornare tra le più forti squadre d’Europa, il posto che il Napoli di Sarri merita. Il Napoli doveva essere se stesso, umile sempre, ma senza paura, perché non può aver paura del Nizza, quantomeno non di quello visto al San Paolo. Ed infatti il Napoli non ha paura, d’altronde come potrebbe in un posto che si chiama Costa Azzurra? Il primo tempo potrebbe finire con un punteggio già demoralizzante per i francesi, ma il Napoli è impreciso. La squadra di Sarri ne avrebbe potuti segnare a caterve, 1926 potevano bastare? Gli azzurri sbloccano il risultato solo nel secondo tempo con Callejon, non al pieno delle sue possibilità, ma sempre pronto per farsi trovare dove serve. Lo chiami e lui risponde, anche con una sola gamba, è come quegli amici che chiami quando sei in difficoltà, si fanno trovare sotto casa. Hamsik si sovrappone e Insigne lo serve nello spazio, lo slovacco scaglia verso il centro un fendente che trova solo soletto Callejon. E’ gol, la partita si sblocca, è quasi fatta, un gol in trasferta mette una seria ipoteca sulla qualificazione. Siamo più rilassati. Nizza-Napoli-83Il secondo gol nasce da una triangolazione tra Insigne e Hamsik, la palla termina sui piedi di Insigne, che batte Cardinale, e quindi Amen. Ancora incommentabili i movimenti della difesa francese. Secondo assist per Hamsik. E’ finita, non c’è Nizza che tenga, Balotelli e Sneijder sono 2 gregari, dovrebbero portare la borraccia a Mertens e Insigne. E’ qualificazione. Una squadra italiana torna a vincere i playoff dopo 4 anni. E Napoli dimentica l’incubo di Bilbao. Per la prima volta è per due anni consecutivi in Champions League.

Il Napoli domina, si divide il possesso palla con gli avversari, ma non è mai sotto, 22 tiri contro i 14 degli avversari, 8 nello specchio contro i 5 avversari. Ma questo Napoli va oltre le statistiche, la squadra di Sarri è puro spettacolo e meccanismi che si sono rafforzati ed evoluti, sì, anche evoluti. E’ un Napoli 2.0. Questa terza partita ufficiale ha dato una risposta alle mie incertezze, questo Napoli è ancora una certezza, il suo gioco lo è ancora, una sicurezza incrollabile come un cielo azzurro. Eppure il Napoli è migliorato rispetto a quello della passata stagione, sia nei singoli che nella squadra. Insigne, Mertens, Ghoulam, per nominarne alcuni, sono determinanti. La squadra è più veloce, decisa, attenta alla manovra, gli scambi centrali tra le linee mettono in imbarazzo gli avversari, che possono solo correre in tondo come dei cani che si mangiano la coda. E quando il Napoli va sulle fasce c’è il cross di Ghoulam, ci sono le sovrapposizioni e gli inserimenti nei mezzi spazi. Da notare come Sarri abbia sostituito, nel finale, l’intero centrocampo, passando da Hamsik-Jorginho-Allan a Zielinski-Diawara-Rog. Lì risiede il fulcro del discorso, trovate il cuore del Napoli, dal giovane centrocampo partirà il futuro azzurro, lì dove si corre e si tiene su la squadra.

La qualificazione è acquisita, si attendono sorteggi fortunati. Ma oggi ci basta dire che Nizza non è di Garibaldi, Nizza è napoletana.

La mia sul Napoli