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Da dove nasce il nome Viribus Unitis? No, non è un omaggio alle origini romane del territorio di Somma Vesuviana. Il latino trae in inganno. In realtà lo storico sodalizio calcistico della città è nato nel 1917 e la sua denominazione riguarda un episodio bellico avvenuto in quel periodo.

La prima guerra mondiale era scoppiata 3 anni prima, ma l’Italia era scesa in campo solo il 24 maggio 1915, cioè quasi 12 mesi dopo l’avvio delle ostilità. Fu un conflitto sanguinoso combattuto per terra, per mare e per la prima volta anche in aria. Viribus Unitis era il nome di una corazzata della marina imperiale austro-ungarica. Strano vero? Perché chiamare con il nome di una nave nemica una squadra di calcio?

Invece nessuna stranezza. La Viribus Unitis asburgica in realtà non partecipò fino al 1918 alle operazioni di guerra. Rimase per tutta la durata del conflitto alla fonda nel porto di Pola. E lì si trovava nelle notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre, cioè 3 giorni prima dell’armistizio di Vittorio Veneto. Due ufficiali italiani, Raffaele Rossetti e Raffaele Paolucci si introdussero di notte nel porto e depositarono delle cariche esplosive sotto la carena della nave.

Tuttavia, Paolucci e Rossetti furono scoperti e solo allora scoprirono che la Viribus Unitis era già stata ceduta dagli Asburgo al nuovo regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Venuto meno il senso della missione, i due ufficiali avvertirono il comandante Janko Vucic che la Viribus Unitis sarebbe saltata in aria alle 6:30 in punto.

Qualcosa andò storto. La carica non saltò e l’equipaggio, dopo essere stato evacuato, ritornò sulla corazzata. Purtroppo, però, alle 6:44 la carica esplose davvero affondando la nave con 300 membri. E così mentre finiva (in tragedia) la storia della corazzata, iniziava quella del sodalizio di Somma Vesuviana.