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Meno di un temporale estivo: tanto è durata l’esperienza di Victor Ruiz al Napoli. Difensore forte, roccioso, mancino, Ruiz aveva tutto per diventare il centrale di riferimento del Napoli per il futuro. Addirittura nel 2010 il suo nome figurava tra i 100 migliori giocatori nati dopo il 1989.

L’ ACQUISTO- Chissà, magari qualcuno in sede lesse quell’elenco e lo segnalò a chi di dovere. O forse le cose andarono diversamente. Ma una cosa è certa: nel gennaio del 2011 Victor Ruiz sbarca a Napoli. De Laurentiis si svena: per acquistarlo sborsa l’intero cartellino di Datolo, più 6 milioni di euro che vanno a ingrassare le casse dell’Espanyol.

IL DEBUTTO-Nonostante l’investimento, Mazzarri lo impiega col contagocce. Ruiz debutta in Europa League, nel ritorno dei sedicesimi. Ma quella partita coincide con l’eliminazione del Napoli dalla competizione. Mazzarri non è scaramantico e quindi il 13 marzo lo schiera di nuovo dal 1′, questa volta a Parma. Il Napoli vince e Ruiz convince. Il suo mancino dà una grossa mano alla manovra napoletana. Eppure non convince fino in fondo il tecnico toscano che preferisce sempre affidarsi all’ usato sicuro in difesa. Ruiz sparisce progressivamente dai radar e a fine stagione saluta tutti e va via.

IN PATRIA-Porte chiuse a Napoli, porte aperte a Valencia, dall’altra parte del Mediterraneo. Ruiz trova la sua dimensione in patria. Attualmente gioca nel Villareal ed è titolare. Sono passati 5 anni, eppure ancora qualcuno si domanda perchè non fu utilizzato al meglio. Probabilmente  fu penalizzato dalla scelta di Mazzarri di giocare con la difesa a 3 invece che a 4, più congeniale al difensore. Tattica a parte, Ruiz è stato il primo spagnolo a vestire la maglia azzurra. Ha fatto da apripista a Reina e Callejon. Insomma, almeno come cavia ha funzionato. Eccome

Napoli's defender Victor Ruiz tries to c

Mariano Messinese