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E’ un Aurelio De Laurentiis a tutto campo. Il presidente del Napoli risponde a tutte le domande: dal caso Higuain a Cavani, fino alla rivalità con la Juventus e ai prossimi obiettivi di mercato.

HIGUAIN-  L’apertura è proprio sull’intreccio di mercato che  vede protagonista il centravanti argentino: “Higuain alla Juve? Mi sembrerebbe un misunderstanding, andava a cantare sotto la curva….Sarebbe un tradimento verso se stesso. Io non ho mai parlato con Higuain, per cui quelle che ho letto sono tutte illazioni mediatiche. La vera proposta l’ho ricevuta circa un mese fa dal presidente dell’Atletico Madrid: mi aveva offerto 60 milioni più 2/3 giocatori. Gli ho detto di no, che volevo la clausola rescissoria”.“Siamo arrivati secondi anche senza di lui. Se la clausola ha scadenza? Posso anche non rispondere, è un fatto nostro”. Durante il suo intervento, il presidente non risparmia nemmeno una frecciatina al fratello-procuratore di Higuain:” “Da noi Higuain ha risvegliato il suo cuore. Esiste una clausola di riservatezza. Se il Napoli non è all’altezza allora perché il fratello ce l’ha portato? Il Napoli è da 7 anni in Europa. Non si può dire che non sia all’altezza”. 

CAVANI- Il presidente chiude le porte al Matador:  “Un ritorno di Cavani? Non penso sia possibile, ha dichiarato di non andare d’accordo con me. Forse l’ho venduto troppo bene. Forse il Psg si aspettava di più. Cavani ha accettato una clausola rescissoria. Koulibaly? Ha tre anni di contratto. Gabbiadini? Gli voglio bene, vorrei rimanesse, mentre per Callejon abbiamo trovato subito l’accordo per il rinnovo. Tra i calciatori c’è chi ha più senso d’appartenenza”.  Grassi? E’ la dimostrazione che penso ai giovani”. Sugli obiettivi di mercato invece non si sbilancia:Donati? Stiamo valutando diverse soluzioni”. 

NAZIONALE- Durante la conferenza stampa, Aurelio De Laurentiis tocca anche il discorso-Nazionale: “Tavecchio se li porta bene i suoi 145 anni: anche Ventura è culturalmente un centenario. Conte invece è il più grande allenatore dal punto di vista dei rapporti umani con i calciatori”.  Sui diritti di immagine, invece, la posizione del presidente è chiara:” “Il fatto che una terza parte si occupi dei diritti dei calciatori è sbagliato, una sorta di mafia. Noi dobbiamo essere proprietari dello stadio e dei marchi”. 

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Mariano Messinese